Il contrappasso

I giorni felici si scontano

I giorni felici si pagano

Non è gratuito godersi il bene delle persone che ami

C’è un prezzo

Un prezzo alto

Che tutti conoscono

Ma a cui nessuno pensa

Ogni risata

Ogni momento di allegria…

Ti avvicina inesorabile al momento di riscossione

Quel giorno è lì

e aspetta

e tu non puoi fare niente

ripenserai ai giorni belli in quel momento

e sarà più duro, più difficile

perchè dovrai scontare il bene avuto

e dovrai soffrire

e piangere

e disperarti

E’  la regola!

Si paga

Quel giorno

la morte riscuote il suo compenso

Ridi tra le lacrime

Ti resta solo quello…

17 pensieri su “Il contrappasso”

  1. E’ una poesia che fa pensare… e anche ripensare ai giorni passati… per guardare al futuro! Brava!

  2. Cara Tilly, la poesia è molto bella.
    Tratta di un argomento, la morte, che apre le porte ad innumerevoli considerazioni.
    Mi limito con il dire che la morte, seguendo il pensiero da te esternato nella poesia, è l’unico debito certo che si contrae sin dalla nascita.
    Però la somma dei crediti che si creano nel vivere la vita penso abbia un valore inestimabile.
    Brava, una bella riflessione anche se molto cruda, forse perchè scritta anche in un momento particolare.
    Cari saluti. QS-TANZ.

  3. Purtroppo hai ragione perfettamente, si paga tutto… ogni singola risata, ogni singolo attimo di gioia… tutto ha un prezzo di dolore, di addii, di infelicità… ma vale la pena viverli…

  4. Sai trovo molto bella questa riflessione, anche se non si avvcina molto alla poesia, ma evidentemente questo è un periodo di prosa. Ovviamente hai riflettuto bene; è un pò la legge dell’opposizione polare, la trovo molto vicina.

  5. Sono una persona abbastanza ottimista e finché posso cerco sempre di sorridere alla vita, lasciando fuori i tristi pensieri.
    Ma questa poesia anche se triste, invita a riflettere, perché la morte è l’unica cosa a cui purtroppo non si può dire di no.
    Un saluto e 5 stelle.

  6. Perché, non vuoi convenire con me che questa si avvicina a una prosa più che alla poesia?

  7. Ciao, Tilly.
    Ti si sente poco, ultimamente.
    Non ti ho commentata da subito intenzionalmente.
    Speravo che ti affacciassi tra noi e dicessi la tua.
    Ma ho inteso che preferisci astenerti, come se avessi lanciato una pietra nello stagno e stessi a guardare le onde che si diffondono a cerchi concentrici, sempre più larghi mentre il sasso affonda nell’acqua solitamente ferma e improvvisamente messa in moto da quell’azione imprevista.
    Lascio ad altri decidere se la forma sia o non sia sufficientemente poetica.
    ( Per me lo è ).
    Mi interessa, invece, il grido disperato che leggo nei tuoi versi, molto più di un messaggio in bottiglia lanciato nei marosi del web.
    Comprendo, ma non condivido.
    Non c’è disperazione che non possa trovare una via per uscire dall’oceano di solitudine che sta attorno.
    Non è vero che tutto deve essere pagato, che a una gioia corrisponda inevitabilmente un dolore, che la morte sia l’unico rifugio.
    E’ solo una questione di prospettiva.
    Di scelta.
    Con ogni guaio si può convivere, con ogni dolore si può fare una parte di tragitto di vita e si può anche essere sommersi da ondate di assoluta impotente mancanza di difesa.
    Si può, però, pensare anche al colpo di reni e decidere di rialzarsi.
    Perchè il problema sta nel decidere chi è al centro della storia.
    Se vi sta la persona, costei può in ogni momento stabilire di ritrovare se stessa, riprendersi la propria vita, il proprio ruolo, il proprio destino.
    L’uomo potrebbe essere un vegetale, se non possedesse una qualità unica: la capacità di decidere.
    Decidere di scegliere se andare oltre o stare.
    Nessun altro può farlo al tuo posto e il “tu” è epesegetico.
    Non è vero che la felicità non esiste.
    Risiede in ogni respiro, in ogni pensiero, in ogni sussurro, in ogni consapevolezza che il vivere offre.
    Non credo, infine, nella storia del prezzo da pagare.
    Esistono momenti no in quella sinusoide che è la vita.
    Ma ve ne sono altri bellissimi a compenso.
    Vivere non è un regolamento di conti.
    Vivere è vivere ed è un valore in sè.
    Questo, almeno, io penso.
    Un abbraccio, Carissima, e a presto rileggerti.
    Ciao
    anna

  8. Cara Tilly,
    ti leggo sempre con piacere e cerco anche di leggere fra le righe un nuovo spiraglio di luce che ahimè, anche in questo tuo nuovo lavoro (prosa-poesia?), non saprei, io valorizzo solo il lavoro che mi arriva e generalmente non lo catologo come faccio invece col vino, appunto, dicevo che ci leggo molto pessimismo. Se permetti, non sono affatto d’accordo con Te quando racconti che le cose belle, le gioie, hanno poi un prezzo.
    Tutto questo sarebbe abbastanza misero, secondo il mio pensiero. Anche perchè la vita non è una partita-doppia- dare-avere-, semplicemente, si vive; è vero che qualcuno ha più fortuna di altri, ma Tutti, credimi, hanno le loro salite. Aggiungo inoltre che ci sono persone che addirittura la felicità, non l’hanno mai conosciuta, ad esempio, basta pensare quale angolo del Mondo ha visto la tua nascita, ed è qui che mi ricollego al discorso- fortuna-.
    Credo che la morte faccia parte della vita, come i dispiaceri e le gioie; credo che le fasi della vita siano moltissime, credo che esista forza in noi stessi per saper apprezzare e vivere la vita, credo nel saper vedere un raggio di luce anche sotto la nuvola più scura, credo che la poesia, la prosa, il racconto, due frasi messe insieme, possano dare ali di carta per voli senza sosta. Credo che anche tu sei fortunata a saper usare quelle ali.
    Penso inoltre che sarebbe piacevole, oltre che doveroso metterti in contatto con noi ed apprezzare i nostri tentativi.
    Un bacio.
    Sandra

  9. Vivere non è un regolamento di conti.
    Vivere è vivere ed è un valore in sè.
    Credo che la morte faccia parte della vita, come i dispiaceri e le gioie; credo che le fasi della vita siano moltissime, credo che esista forza in noi stessi per saper apprezzare e vivere la vita, credo nel saper vedere un raggio di luce anche sotto la nuvola più scura, credo che la poesia, la prosa, il racconto, due frasi messe insieme, possano dare ali di carta per voli senza sosta. Credo che anche tu sei fortunata a saper usare quelle ali.
    Penso inoltre che sarebbe piacevole, oltre che doveroso metterti in contatto con noi ed apprezzare i nostri tentativi.
    Ho fatto un copia incolla, non per rubare, ma per fare in modo che le persone rileggano il significato di vivere…..
    Non siamo un’equazione ma energia che torna nell’energia di partenza da cui veniamo.
    Chi si scontra con l’idea matematica del vivere non può sentire l’energia il flusso che ci circonda…
    La morte è un passaggio, le persone che non sono qui ora non vanno rimpiante con ricordi e lacrime, vanno lasciate esistere in altri modi…

  10. A volte si muore vivendo… la vita è un valore in se, il dolore è un elemento della vita ed è vero che si paga ogni cosa, sempre, ma non possiamo sottrarci a nulla perchè viviamo … non potremo apprezzare l’euforia della felicità pura se non abbiamo mai provato il dolore, non potremo sopravvivere al dolore se non abbiamo sperimentato che ci si rialza e si rincontra la felicità… è questo vivere, è crescere ogni volta che si cade non lasciandosi vincere dalla paura che si cadrà ancora….

  11. Ciao è unica questa poesia
    mi fa pensare
    la adorooo
    grazie di averla creata!

  12. Ciao a tutti…
    Sono stata lontana per un po’. Mi scuso
    Vi ringrazio tutti per i commenti, grazie per aver cercato di capire, grazie anche a chi non riesce a capire.
    Grazie a chi analizza la mia poeprosa; devo ammettere che l’ultima cosa a cui penso quando scrivo è a cosa voglio scrivere… è un controsenso, lo so, ma nel momento in cui afferro una penna spengo una parte di me, e accendo una lampadina lontana lontana e mi faccio guidare da quella luce, cerco solo di riportare sul foglio qualche cosa che rileggendo mi faccia rivedere quel bagliore lontano.
    Non volevo dire che la vita riscuote il compenso dei momenti felici; più che altro, che viviamo sotto una gigantesca bilancia, e più pesa l’amore che ci deponiamo all’interno per una persona cara, tanto più dovrà pesare il dolore per la perdita per equilibrare i due piatti.
    Anche il ridere tra le lacrime ripensando ai momenti felici con la persona che hai perduto, porta piccole monete di dazio al piatto delle riscossioni.
    Invidio chi non riesce a capire.
    Grazie Anna, io passo spesso e leggo, ma quello che avevo da dire era troppo avvelenato dal momento.
    Vi bacio tutti, come al mio solito

  13. Cara Tilly,
    ti leggo con piacere. Sono desolata nell’apprendere la perdita di una persona a te cara e di quel momento avvelenato di cui parli.
    Spero che in qualche modo Tu possa ritrovare la serenità che meriti e di leggerti ancora.
    Un abbraccio forte.
    Sandra

  14. Cara Tilly,
    è sempre un piacere sentirti e sapere che ci sei.
    Nessuna domanda.
    Solo il mio abbraccio forte e l’augurio di un anno più sereno.
    Ciao
    anna

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