Un tempo

Sai, vi è stato un tempo in cui le dolci lacrime che ora solcano il tuo volto sarebbero state prese come segno di debolezza. Eppure vederti sopra il campo, stringere in mano la tua spada, i calzari pestare quel terreno intriso del sangue dei martiri, di lance spezzate e di sogni infranti… Sai, tutto dovrebbe essere preso dall’alto: il volo dei draghi, sopra i monti sconfinati…
Pallido il sole sorge ora ad est, ma non vi è pace sopra la terra martoriata. Infinita continua verso ovest, e verso est, e verso nord, e verso sud. Senti il libeccio scuotere i tuoi crespi capelli, accarezzarti la fronte, spazzare via l’odore salmastro del sangue e delle corazze… Sai, vi è stato un tempo in cui quelle lande non erano altro che campi nemici. Schiavi vi erano condotti, torturati sotto il segno di un’altra libertà. Orchi, sai… Orchi passavano sopra questo terreno sabbioso, calpestandolo e infrangendolo. Marciavano al suono dei loro corni, battendo sugli scudi le loro asce. E non vi era tregua nei loro passi: solamente il tramestio confuso dei più deboli, schiacciati sotto il loro passo.
Quanto sofferenza, quanta? Vederti ora in piedi, lo sguardo verso l’albeggiare, stringere in mano la spada sporca di sangue… Abbassi il capo, lo sguardo si ferma negli occhi senza vita di una testa abbandonata senza una lacrima. Cosa vedranno i suoi figli quando gli sarà detto che il padre è morto? Ed è quello il prezzo della vittoria. Rimani fermo, mentre le sottili lacrime continuano a rigare il volto serio e oscurato dalla rada barba. Schiavi eravate e schiavi ancora siete. Abbassi il braccio, la spada cade sopra il terreno risuonando su tutto il resto, pieghi il capo, cadi in ginocchio. La testa batte sul polveroso terreno. Una lacrima cade su di esso, si mescola con il sangue del nemico. Rimani immobile, senti passare vicino a te uno dei superstiti. Ti supera, passa a fil di spada gli ultimi nemici. E ti sembra di sentire il freddo metallo della sua spada trapassare anche il tuo cuore.
Rimani ancora immobile, ed infine è tempo di rialzarsi. Ti fai forza, lasci la spada a giacere fra tutte le altre. Verrà raccolta da qualcuno, ed essa sarà la spada della vergogna. Avanzi verso l’orizzonte, ti lasci tutto alle spalle. Sai, quanto hai desiderato la morte in quel momento? E in quanti momenti passati.

 

Un pensiero su “Un tempo”

  1. Passaggio eroico del Dolore esecrato nella naturale insensata crudeltà della natura umana.
    Entrando nel brano si sente l’odore sazio della terra e la velatura dell’ozono, quell’aria complementare e libera da ogni ottusità e pesantezza.Affilata piu’ di una spada, soverchiante piu’ di una rivoluzione. Il tempo necessario per capire il monito, in rispettoso silenzio.

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