Il Killer silenzioso

Atto unico di Teatro Comico

Titolo: Il Killer silenzioso.

Luogo: Noto Ospedale dell’Italia Centrale

Dipartimento di Endocrinologia

Sezione Malattie del Metabolismo

Diabetologia

Personaggi:

§   La signora Adele

Piacente cinquantenne, appena un poco in carne.

Di carattere aperto, gioviale.

Si presenta ogni sei mesi alla visita di controllo.

§    L’Infermiera Maria

Intrattiene i pazienti in attesa interessandosi al loro stato di salute.

Ricorda di sei mesi in sei mesi tutto ciò che i pazienti raccontano.

E’ un registratore vivente.

Scena:

L’ambulatorio del Dottor Fabrizio Celli, un ampio stanzone dell’Ospedale.

L’infermiera siede vicino alla porta ad una piccola scrivania e annota su un registro.

Il Dottore lontano, in fondo alla stanza sta seduto al suo ampio tavolo, legge.

Entra trafelata la Signora Adele

–         Buon giorno signora Maria, mi scusi. Sono in ritardo? Sa…, quando piove la città è un caos…

–         Oh, cara Signora Adele, come sta? Sono già passati sei mesi dall’ultima volta… e siamo ancora con l’acqua, il sole è una rarità, pare…-

–         Come sta la sua mamma? Suo figlio si è laureato? E il cagnone sempre dietro alle risse con i cani maschi?

–         Beh…, lasciamo perdere, faccio altro che ginnastica io con quella belva…., la palestra è una passeggiata rispetto ad uscire con la belva che tira dannatamente, per non parlare degli strattoni per stanare i gatti da dietro le macchine…, un fuscello dovrei essere Io…-

–         Che stress…, guardi Signora Maria, era meglio quando lavoravo, almeno mi svagavo, il quotidiano domestico ti ammazza…, pulisci casa, lavi, stiri, e nessuno è contento, vogliono sempre l’oggetto che ancora non è pronto…, ma Lei di sicuro queste lagne le conoscerà, per forza, ha tre uomini in casa! Mio figlio poi…, si laurea fra due mesi, e …guardi, questi figli se non escono da casa non cresceranno mai; mia madre, poveretta ha la badante, ma sa…, abbiamo avuto fortuna, è cingalese, bravissima e attentissima, senza di Lei …, non me ne parli. Eh… senta, di che umore è oggi il nostro Dottore… .???

–         E’ stanco, abbiamo tutti bisogno del sole, in questo Maggio avaro e piovoso, cosa vuole l’umore di tutti è un cimitero. Ma sta bene.

–         Senta, signora Maria, parlo sottovoce ma…, l’altra volta poi cosa gli era capitato al Dottore, ricorda? Non l’ho potuto salutare come sempre perché è svenuto e lo hanno portato via con l’ambulanza al Pronto Soccorso, mi dica…, mi dica, un infarto in atto?

–         Macchè signora Adele, che dice…, ricorda che pallore? A mala pena riusciva ad esaudire le sue domande, poveretto…, aria, Signora Adele, aria in pancia…, vada da Lui adesso, altrimenti poi se la prende con me e dice che chiacchiero troppo, ma se Lei gli chiede dell’altra volta, sono sicura che gli farà piacere, lo ha detto a tutti che è svenuto per la troppa aria in pancia.

–         Mentre la Signora Adele si avvia verso la scrivania del Dottor Celli, lui fa calare i piccoli occhiali tondi sul naso, la osserva attento e serioso ed esclama:

–         Lei è dimagrita! Salga subito sulla bilancia! Nooo…, dove va? Non quella…., quella è per gli obesi, Lei non è obesa è solo un po’ sovrappeso….-

–         Dottore, buongiorno, grazie, si, ecco io, è che…sono sempre salita sulla grande digitale, la piccola non l’avevo neppure mai vista…e senta…, che devo fare…, tolgo le scarpe, la cintura, il maglione, i gioielli o…, salgo così come sono e fa poi Lei la tara?-

–         Beh, signora Adele, non vorrà che faccia una tara di 5kg, spero…, coraggio, quanto pesa..?-

–         65kg. Dottore, ma Le posso assicurare che la mattina a digiuno e… nuda, dopo aver ovviamente evacuato, sono esattamente 63,800kg.-

–         Si, si, va bene, sulla scheda segno 64kg., comunque rispetto all’ultima volta è dimagrita. Va bene.

–         Mi ha portato le glicemie spero, vediamo come vanno. E che diamine…, che mangia al mattino per colazione? Andrebbero bene, ma c’è la puntata del dopo colazione, peggio del pranzo e della cena, perdinci che colazione è la sua?-

–         Schiacciata Dottore, con l’olio. Acquistata dal fornaio quando compro il pane. Al mattino devo mangiare, mi sento debole, devo affrontare la giornata, sono anche nervosa  perché la notte non dormo bene, anzi soffro di insonnia.-

–         Codesta cosa non mi riguarda, io faccio il mio di lavoro. –

–         Allora vediamo, potremmo aggiustare la colazione aggiungendo la pastiglia del pranzo e della cena pure a colazione, direi proprio di si…, così terremmo a bada anche la glicemia del dopo colazione, a digiuno invece vedo che è contenuta. Direi che su questo fronte possiamo andare avanti così, passiamo alla pressione…-

Silenzio, si ode solo il rumore dell’apparecchio che va…

–         Si va bene, “arruolata”, direi. Con 120-80 possiamo esternare che la pasticca funziona, anzi vedo che sono due. Comunque bene.-

–         Dottore, ma tutte queste pastiglie…, penso sempre al mio povero stomaco…-

–         Signora Adele, il suo metabolismo, dopo il suo antico intervento, è andato a gambe all’aria, mi scusi l’espressione forte ma efficiente, non possiamo togliere assolutamente niente, d’altra parte lo stomaco ha già un suo protettore e se non le duole è già un successo. Vede, in fondo sono i risultati quelli che contano, come si raggiungono, beh…, lasciamo stare, non sempre si raggiungono con i farmaci sa…?-Si deve accontentare, anche per quel suo intervento che è ormai una partita conclusa, sia serena. Ci vediamo fra sei mesi se nel frattempo non ci sono cose nuove.-

–         Grazie Dottore, posso andare a prendere il prossimo appuntamento allora e…, mi scusi, le volevo chiedere dell’altra volta, si…, quando non è stato bene, è tutto risolto vero?-

–         Si, si. Aria, signora Adele, aria in pancia. Francamente pensavo ad un infarto, partiva dallo stomaco ed invece, mah…, come ci sarà arrivata tanta aria proprio non lo capisco.-

–         Arrivederci.-

–         Grazie Dottore.-

Il dott. Celli esce dalla stanza, mentre la Signora Adele si avvicina all’infermiera Maria per prendere il nuovo appuntamento.-

–         Allora Signora Adele, ci vediamo questa volta un po’ più tardi dei sei mesi perché proprio non c’è posto prima. Qui è un porto di mare, sembra che tutti abbiano il diabete…, mah, andiamo a gennaio 2011, va bene?-

–         Per forza, se non c’è prima…, vado via con l’acqua e tornerò con l’acqua…, che depressione….-

–         Ah.., a proposito di depressione, le racconto questa cosa, guardi che rimanga fra noi…., sa la sua vicina di casa, quella signora poverina depressa ed obesa, si, la Signora Marzia, quella che è visitata dal Dottor Mugnaini? E’ successo un macello l’altro volta, una roba….-

–         Ah si? Mi racconti, non mi ha detto niente. Io a volte le telefono, ma non vuol mai uscire, dice che non le sta niente, di abbigliamento intendo, veste solo con tute ginniche, poveretta, e pensi ha meno dieci anni di me!!! Ma è sua madre la colpevole! La fa sentire in colpa di tutto. Certe madri per il troppo bene, forse, ammazzano.-

–         Allora senta, Signora Adele, il dottor Mugnaini quando ha visto che invece di dimagrire aveva preso altri 5kg. si è arrabbiato in maniera furibonda e beh…sa com’è Lui, bravo ma tagliente, le ha dato praticamente nella foga “della grassona”. Lei è sempre dimessa e accetta sempre senza dire niente i rimproveri, beh, quella volta si vede che le girava male e gli ha risposto: – Scusi, ma Lei per caso si vede magro? E’ alto, siamo d’accordo, ma davanti ha una grande buzza, anche Lei è grasso che crede?- Non le dico il Dottor Mugnaini…, era rosso violaceo e inviperito le ha risposto:- Ma io non ho il diabete, cara Signora!- Poi è uscito sbattendo la porta. In seguito Lei ha chiesto di essere visitata da un medico meno villano. C’è stata un po’ di agitazione ed è andata a finire che la Signora Marzia è stata assegnata ad un medico nuovo, giovane, molto giovane, un po’ timido.  Poveretta.

–         Eh, cara Signora Maria, ognuno ha i suoi problemi e li dobbiamo combattere. Adesso io dovrò affrontare questo acquazzone per arrivare a prendere il bus che non passa mai, che sarà affollatissimo, mi prenderò l’ombrellate alle gambe, tornerò a casa fradicia nonostante l’ombrello e i miei cari uomini mi diranno: -Beate te che non vai al lavoro!-

–         L’estate signora Maria, ci vuole l’estate, il caldo, il sole, l’abbronzatura, però magari senza le zanzare, se ci penso…, l’altro anno guardi mi hanno martorizzata…., beh, alla prossima volta…-

–         Alla prossima volta…, arrivederci…., oh venga Sig.ra Claudia, si accomodi, scusi ma…,la signora Adele non la finiva più di raccontarmi le sue cose…

P.S. Precisazione: Luoghi, fatti e personaggi…, sono tutti immaginari.

17 pensieri su “Il Killer silenzioso”

  1. Ciao Sandra, la tua bravura non smette di stupire, sia per il modo nuovo di raccontare sia per la descrizione ironica di una normale scena di vita che hai descritto così bene.
    Un caro saluto
    5S Luxia

  2. I luoghi e i fatti saranno immaginari, ma non hai idea di quanti episodi analoghi ci siano.
    Mi piace il medico che scambia l’intestino per il cuore….
    Una volta sono capitata malconcia (ero caduta dalle scale, avevo battuto la testa, ero piena di lividi e mi sentivo male) in uno studio medico in cui guardandomi, il tizio che avrebbe dovuto prestarmi soccorso e curarmi, mi ha apostrofato dicendo:
    – La vedo nervosa, che le è successo? Ha ricevuto anche lei la cartella esattoriale? Io ho trovato la mia nella posta di stamane. Cerco un killer. Non conosce nessuno disposto ad uccidere? – .
    Ho risposto che io avevo la patente necessaria all’uopo!
    Per non parlare di un dietologo che pesava non meno di 150 chili…
    Sì, la vita è bella e varia.
    Basta alzarsi al mattino e inforcare occhiali con lenti rosa.
    Un abbraccio e complimenti.
    anna

    5 st.

  3. Brava Sandra!
    Ho visto la tua rappresentazione prendere vita
    Il sipario aprirsi e….
    Ho riso, ho pensato, ho apprezzato l’ ironia ma anche il tema trattato

    5 stelle meritatissime
    baci
    Tilly

  4. X Luxia
    Lusingata della considerazione. Grazie tante e… a leggerci.
    Un saluto.
    Sandra

    X anna
    …eh cara mia, quando arrivano le cartelle della Tasse…, altro che occhiali rosa, flebo di valeriana ci vorrebbero!
    Tuttavia, la vita è sempre bella, finchè c’è Vita.
    Grazie della lettura e dell’affetto.
    Un saluto.
    Sandra

  5. Veramente piacevole e divertente. Me lo sono bevuto, come si dice. Complimenti. Cosa curiosa: stavo anch’io scrivendo un piccolo racconto che ha a che vedere con la “sanità”. Un periodo lavorativo particolarmente faticoso mi ha impedito di portarlo a termine. Spero di riuscirci a breve.
    Ovviamente 5 stelle.

  6. Un racconto bello e divertente: leggendo pensavo a chi sa quante persone come la signora Maria ci sono in giro!
    Tanti complimenti e 5 stelle.

  7. Ho letto con piacere questo atto unico che si potrebbe ripetere in vari luoghi e momenti… coinvolgente, ironico, mi è piaciuto molto 🙂
    5 stelle.
    Annalisa

  8. X Patrizio P
    Grazie tante dei complimenti e delle stelle.
    Attendo la lettura del tuo lavoro con curiosità.
    A presto.
    Sandra

    x Lucia
    Grazie Lucia. Sono contenta che ti è piaciuto.
    A leggerci. Un caro saluto.
    Sandra

    x Anna 1988
    Grazie. L’ironia è un’ottima fiancheggiatrice, se poi è unita anche alla fantasia… siamo a posto.
    Un caro saluto a leggerci.
    Sandra

  9. Bellissimo squarcio di vita immortalato come una foto, sei bravissima, complimenti.

  10. Complimenti…
    ruberò questo racconto ironico realistico quotidiano… per vedere cosa sapranno fare i ragazzi del mio reparto scout in una prova di animazione…
    a rileggerti 🙂
    clara

  11. Sono uno dei tanti diabetici proliferanti in Italia. Il tuo atto unico è abbastanza spiritoso, ma non avrai fatto molta fatica né premuto a fondo il pedale della fantasia se – come penso – anche tu sei diabetica e frequenti un centro per le malattie dismetaboliche. Sono frasi e situazioni consuete, direi generalizzabili, in quanto bagaglio di tutte le donne di una certa età. Il medico mi è sembrato un po’ fuori luogo: in genere, i diabetologi sono terroristi, psicologicamente capaci di umiliare il povero paziente che incautamente ha mangiato una fetta in più di torta fatta in casa… Comunque, brava. Ti leggerò con piacere se m’imbatterò ancora nella tua firma.
    Ciao.

  12. x angelo

    Grazie del passaggio di lettura.
    Sì, sono diabetica. Tutta la mia famiglia lo è. Cugini, fratelli, madre, un’eredità del nonno materno, che anche Lui, avrà da qualcuno ereditato….
    La fantasia qui centra poco, è un fatto assolutamente vero, medico compreso. Ho solo cercato di ironizzare un po’ le scene che da anni carpisco ogni volta che vado.
    C’è una mia carissima, storica amica che mi dice, ogni qualvolta che vado da un medico:
    “ma il medico lo sa che rischia un racconto?”
    Ciao.
    Sandra

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