Il peso

Schiacciata e rannicchiata sotto il peso del suo corpo, stupidamente consolata dal respiro e dai suoi capelli, non sentiva il dolore del suo peso nelle gambe e sulla schiena ma segretamente già stava odiando il momento in cui lui si sarebbe spostato e, per evitarlo, lei gli avrebbe volentieri sussurrato “Rimani, così”.
Sembravano un dipinto di straordinaria attualità, due solitudini che si erano incrociate in un posto qualche secolo prima e che si stavano ritrovando dopo essersi perse. Un pittore l’avrebbe descritta così, quella scena impietosa. Una scena comune, senza dignità, pudore e un minimo di sentimento. Il cuore di lei però batteva forte nel sentire che quell’uomo non le pesava più di quanto le pesassero le parole che martellavano nella sua testa. Sorrideva. Cosa c’era da sorridere, in tutta quella pena? Scontava  la sua dannazione stando lì con lui per imparare la lezione. Quella dannazione lei la scontava standosene lì, rannicchiata, in un angolo, a frugare nelle frasi da repertorio quella da dire per non fargli capire di esserci rimasta quasi male. Ognuno sconta la sua condanna e rimane a compiacersi della propria sofferenza. Lei era destinata ad essere schiava dei suoi stessi sentimenti, della sua capacità di capire le persone senza però riuscire mai a spiegarlo a qualcuno. Condannata a capire e per questo, a girare intorno a vuoto in un folle girotondo che seguendo una sua logica perversa la riportava sempre nello stesso luogo. Lì.
Quando lo capì, un pomeriggio di giorni prima, ricominciò a mangiarsi le unghie, il segno inequivocabile del nervosismo che imperava nella sua anima. Scese a compromesso quella sera e per molte altre continuò a farlo, sentendosi sempre più in alto. Loro due insieme quella notte potevano essere un dipinto simile al Bacio di Klimt, dal sapore amaramente volgare.Proprio in quel momento, mentre lui scivolava lentamente via dal suo corpo, si sentì davvero e rimase ad ascoltarsi. La lunga notte invernale che trascorreva contorta tra quel sudore provocato da un nervosismo instabile e le dita di due sconosciuti che finivano per sfiorarsi ma non aversi mai, in realtà non aveva molto senso. Se avesse avuto tutta quell’accortezza nel gestire i movimenti anche nel momento in cui lui avrebbe deciso di andarsene senza darle possibilità di appellarsi neanche al più nobile dei sentimenti, è probabile che non sarebbe arrivata al punto di doversi chiedere se, in effetti, quelle mani fossero reali e la stessero toccando davvero piuttosto che convincersi che era solo una parentesi di materialità indotta dalla sua coscienza.

Non seppe mai saperlo davvero e se vi capitasse d’incontrarla per strada, ci sta ancora pensando.

21 pensieri su “Il peso”

  1. Ma cara Annalisa, tanta tristezza te la inventi o la vivi? Te la immagini e così ti escono questi racconti o sei proprio tu questa povera che descrivi… In ogni caso, hai 22 anni e stai studiando… come va a scuola? Te li paghi tu gli studi? Perchè cara mia, in ogni caso impegna le tue energie nello studio e poi trovati un lavoro… che forse dopo ti esce anche qualche barzelletta… o vai a farti un giro come volontaria in qualche centro di assistenza, o iscriviti ad un corso della Croce Rossa… e poi fammi sapere! Se tu fossi mia figlia ti parlerei proprio così… e poi ti abbraccierei… Ciao!

  2. Io non le chiederei niente incontrandola per strada, se la conoscessi le direi: scappa da questa ossessione, nessun Amore è Amore se non è corrisposto. I sensi unici vanno bene solo per le automobili.
    Ben descritta la scena.
    5st.
    Sandra

  3. Io ti ho dato 5 stelle.
    A me francamente poco interessa se la ragazza che descrivi sia tu o meno.
    Non ti darò consigli per la tua vita, anzi uno: continua a scrivere se ti far stare bene.
    Tilly

  4. Ma chi dovrebbe stare bene, nel leggere questi racconti, scusa Tilly? Ti sembra che stia bene una persona che vive in questa maniera? E se invece, come spero, è tutta finzione e solo arte allora mi ritiro e tanti saluti!

  5. Mia madre invece mi dice di continuare a fare ciò che mi fa stare bene, oltre a studiare. Quanta cattiveria gratuita nascosta dietro l’ironia e quanto poco rispetto per una ragazza di 22 anni della quale Lei non sa nulla, signora Carla.

  6. Concordo in pieno con Sandra, l’amore non è amore se non è vissuto da entrambi.
    5 stelle e come Tilly ti incoraggio a scrivere ancora.

  7. Bravissima Annalisa, secondo me sai scrivere proprio bene e per quanto mi riguarda spero di leggerti ancora! Non prestare attenzione a qualche voce fuori dal coro, quelle ci sono sempre… Complimenti!
    PS: Chiedersi e/o valutare un testo sul fatto che sia reale o no è come chiedersi se l’autore del “Silenzio degli innocenti” per esempio, sia anch’egli un cannibale o no… che assurdità!

  8. Sono consapevole di avere tanto da imparare e che la mia scrittura è acerba, vi ringrazio di cuore per le vostre parole. Le critiche le accetto volentieri perchè sono quelle che aiutano a migliorarsi e anzi vi dico, fatemi notare le cose che secondo voi sbaglio.
    La scrittura fa parte di me, come ne fanno parte le gioie e le sofferenze e tante altre cose; non pretendo di essere nessuno e mi piace semplicemente condividere la mia passione con qualcun’altro. Scrivo con il cuore e sono contenta di essere letta nella mia veste forse più autentica.
    Buona serata a tutti!

  9. Non volevo essere ironica e nemmeno mancarti di rispetto… probabilmente ho avuto una reazione esagerata al tuo racconto… e me ne scuso. Ho immaginato la situazione che descrivevi (e allora sei proprio brava in questo) e non mi è piaciuta, anzi mi ha fatto arrabbiare! E quindi ho collegato il racconto alla scrittrice e ho detto quello che pensavo! Hai ragione, non so proprio niente di te, è vero. Lascia però che dica una cosa: questo è un sito al quale tutti possono accedere, e se tu presenti un tuo manoscritto devi accettare anche che qualcuno dica la sua, anche se ti risulta scomoda. Gli insulti stonano (cattiveria gratuita) anche perchè neanche tu sai niente di me… e cosa ha scatenato in me il tuo scritto. Ti ripeto, sei brava a far sembrare reale il tutto, sembrava di essere lì… ma non devi arrabbiarti così!

  10. Ma dai abbiamo trovato il perbenesmo in “Carla57”.
    La vera faccia truccata della società che respiriamo ogni giorno.
    Che belle vite le loro, insergnano, rimproverano, eseguono servilmente le cose del potente di turno.
    Aspettano increduli azioni che loro non avranno mai il coraggio di fare, ma solo di giudicare.
    Vite vissute senza colori.
    Approcci umani di una falsità vissuta sotto il nome di società.
    Quelli che ben pensano….
    “Carla57” la perla finta venduta per vera.
    Chissà quanti fallimenti, rancori, delusioni ti hanno fatto così divenire.
    Brava Anna1988, scrivi anche per loro, per chi nella vita ha perso e da sconfitti ti vogliono trascinare nelle tenebre della frustrazione…

  11. “Il peso”
    ricordiamo che anche le parole hanno un peso, dosiamole meglio e cerchiamo di non ferire la sensibilità di nessuno.

  12. Anna, sei brava e sei veramente carina a rispondere con cortesia e serietà a tutte le critiche che ti sono arrivate.
    Dimostri una grande umiltà e dimostri di tenere vermante ai nostri giudizi, siano essi positivi che negativi, in quanto li reputi comunque costruttivi.
    Credo alle volte dietro certi commenti ci siano rancori o motivazioni personali, il fatto di nascondersi dietro un nick favorisce certi comportamenti. Ma è anche questo il bello del sito e cioè la possibilità di chattare.

  13. * Giusto Tilly, ottima osservazione.
    * Forse Carla57 è solo un’ospite occasionale che non sa cosa significa “scrivere”. I racconti non sono necessariamente autobiografici o basati su esperienze reali. In ogni caso certi giudizi bisognerebbe ponderarli meglio, le stesse cose dette in maniera diversa assumono tutta un’altra valenza. Alla fine però anche Carla si è accorta del passo falso e dunque tutto è bene ciò che finisce bene.
    * Folletto che critica tanto Carla57 alla fine si rivela essere peggio lei, in quanto non si limita ed esprimere giudizi sul racconto ma entra nel personale. Certe offese la redazione non dovreebbe nemmeno pubblicarle.

  14. Visto che talvolta recito il ruolo della voce fuori dal coro,
    visto che qui l’unica voce dissonante è quella di Carla 57
    e visto che spesso reputo che le “pecore nere” hanno diritto alla difesa (che Carla mi perdoni!), mi permetto un copia-incolla di alcuni dei commenti ad un mio testo, intitolato “Dal rosa al giallo” in cui gli ultimi sono, a mio modesto parere, particolarmente significativi:

    # alessia on 13 Dic 2009 at 21:40
    Non mi è sinceramente piaciuto questo giallo… è il solito giallo, per me dovresti aggiungere qualcosa che faccia diventare questo giallo pieno di suspense, perchè i gialli ne hanno bisogno!
    Però hai una forma testuale molto corretta e buona!!!

    # francesca on 08 Ott 2010 at 18:14
    E’ bellissima questa storia complimenti…

    # anna on 08 Ott 2010 at 21:02
    Era molto tempo che non rileggevo questo mio racconto.
    Farlo, dopo il commento di Francesca, mi ha convinto del fatto che non era poi male, come invece Alessia aveva lasciato intendere.
    Simenon scrive gialli, non thriller ed è uno dei pochi scrittori di gialli, di cui ho letto tutta la produzione, che mi pacciono.
    Io leggo i gialli, se ben scritti e ben articolati, ma ricchi anche d’altro oltre alla pura vicenda. Infatti non sono questi le mie letture preferite, perchè, purtroppo, appartengo alla categoria raramente frequentata di coloro che leggono spesso i libri dal fondo e almeno tre o quattro tutti insieme e per i gialli questo è deleterio.
    Limite mio, di certo, ma è così.
    Ciao
    anna

    # Frank Z. on 01 Nov 2010 at 16:34
    Mi è molto piaciuto il tuo racconto. Brava Anna!

    # Alessio on 01 Nov 2010 at 16:37
    Bellissimo!

    # anna on 01 Nov 2010 at 21:16
    Per Frank Z. e Alessio :
    grazie di aver letto e apprezzato.
    Ciao
    anna

    # matta on 20 Nov 2010 at 16:10
    Scusa ma se l’ultimo piano è il quarto Maria come fa a salire al quinto per vedere perché l’ingegnere non era sceso quella mattina?? Cmq è un bellissimo racconto giallo!

    # anna on 21 Nov 2010 at 19:50
    Perchè, siccome gli dei non sono di questo mondo, capita anche a me di fare copia e incolla difettosi, nel libro ho poi corretto.
    Grazie per l’apprezzamento.
    ciao.
    a

    # Anna1988 on 21 Nov 2010 at 22:05
    Scusa anna, magari è solo una mia impressione. Non è che te la prendi un po’ troppo sulle critiche negative? Può succedere di non arrivare a tutti allo stesso modo quando si scrive.

    # anna on 22 Nov 2010 at 14:43
    Per Anna 1988:
    Senz’altro succede.
    Tu, per esempio, potresti essere più chiara e circostanziata su quanto scrivi?
    a.

    Orbene:
    dal momento che è scontato che non si arriva a tutti nello stesso modo,
    fatto salvo il principio che chi scrive non è detto che, pur parlando in prima persona, tratti un argomento autobiografico (e a tale proposito leggete i miei commenti all’ultimo testo di Safrem, intitolato “L’insoddisfazione di un sogno d’amore”),
    considerato che un commento è un commento, cioè un pensiero personale di chi legge quanto è stato pubblicato,
    non posso che chiedermi di cosa si sta discutendo.
    Abbiamo letto negli anni testi più che audaci, più che sgrammaticati, più che assurdi, più che pseudofilosoficamente strampalati e ingiustificabili.
    Forse a Carla il testo qui sopra semplicemente “non è arrivato”, nè dal punto di vista erotico, nè affettivo, nè sentimentale.
    Ne ha visto il solo il limite etico.
    Quale donna matura non direbbe, infatti, ad una ragazzina o giovane donna: “Attenta! se parli in generale va bene, ma, se parli di te, guardati intorno e apri gli occhi!”?.

    Forse (e mi rivolgo a Carla) ci sarebbe anche la soluzione di leggere, ma non votare, non dare peso, non commentare e passare oltre, perché per esperienza personale, quando ho consigliato ad alcune giovani scrittrici, apparse sul sito qualche tempo fa, di utilizzare la loro genialità espressiva per promuovere il ruolo della donna non per avvilirlo, mi sono sentita insolentire e definire più o meno reazionaria e di corto comprendonio.
    Solo in un caso mi è stata riconosciuta la mia onestà di intenti a distanza di tempo.
    Da donna, e di una certa età, io credo che essere donne e per di più istruite in una società che riconosce alla donna diritti oltre che doveri, sia una cosa splendida e quelle tra noi che più possono intellettualmente dovrebbero “promuovere” socialmente e culturalmente le altre che questo step non hanno ancora raggiunto (e credo che questio sia stato l’intento di Carla nelle cui parole non ho recepito nè maleducazione nè strafottente biasimo o ironia).
    Probabilmente, però, anch’io con i miei commenti non ero “arrivata”; infatti, come bene mi ha fatto notare Anna 1988 a proposito del mio testo nel suo commento che ho riportato, non sempre, nonostante le buone intenzioni, si “arriva” a chi legge e, come io ho fatto notare ad Anna 1988 che non mi ha mai fatto l’onore di rispondere, lei stessa col suo commento immotivato “non è arrivata” a me.

    Càpita di non essere capiti, sia a chi legge sia a chi scrive.
    Non piaciamo a tutti e non tutti ci piacciono, spesso è solo una questione di pelle.
    Ma l’aria è dovunque e non siamo costretti a respirare tutti nello stesso sgabuzzino.

    anna

  15. E’ vero che discutere è una buona cosa, ma probabilmente prima di esprimere giudizi a caldo dovremmo pensare a rileggere e poi magari chiederci cosa ci ha dato questo scritto.
    Sappiamo tutti che la vita non sempre è positiva o bella e che ci sono situazioni o persone tristi, penso che anzichè criticare dovremmo dare un giudizio su ciò che è scritto senza chiederci se è autobiografico o meno (Volendo si potrebbe provare a contattare personalmente chi scrive per capire meglio il tipo di persona e magari divenirne amica e aiutare se ci fosse una situazione disagiata) Questa la mia “critica” in risposta ai commenti. Ad Anna vorrei dire che ha mio giudizio ha buona capacità descrittiva e che deve continuare a scrivere anche solo per se stessa. Io mi reputo una fuori dal coro che crede che esista sempre anche l’altra faccia della medaglia, e che fortuna trovare qualcuno che la nota e ne scrive. Se così non fosse stato avremmo perso molti capolavori.
    5 stelle meritatissime
    Ciao Luxia

  16. Rispondendo ad Anna, non ho risposto a quel commento semplicemente perchè non ho frequentato il sito per un periodo e il brano era passato nelle pagine successive, per cui non essendoci notifiche non ho notato la risposta. Non era una mancanza di rispetto, in quel caso ho fatto notare l’atteggiamento e non ho criticato la persona. In questo caso, invece, con una frase come “Perchè cara mia, in ogni caso impegna le tue energie nello studio e poi trovati un lavoro… che forse dopo ti esce anche qualche barzelletta… o vai a farti un giro come volontaria in qualche centro di assistenza, o iscriviti ad un corso della Croce Rossa… e poi fammi sapere”, si presuppone una critica che va oltre il racconto stesso e scade in un giudizio che semplicemente non ho potuto accettare, in quanto come tutti anch’io porto la mia croce e non è il caso di stare a specificare per vedere “chi sta peggio”.
    Non credo di aver svilito l’immagine della donna con questo racconto, perchè ho solo descritto una situazione reale. Reale nel senso che nei rapporti con un uomo, non capita sempre di incontrare il principe azzurro che ci tratta come Dèe. La vicenda è chiara, lei ama lui e lui non la ama. A prescindere se la storia sia vera o meno, la dignità di una donna non si tocca. Ci sono donne che pur di stare con un uomo accettano passivamente qualsiasi condizione, questo naturalmente non è il caso della protagonista di questo racconto che “meglio tardi che mai” capisce di doversi liberare da questa relazione.
    Grazie a tutti per i commenti, non volevo assolutamente generare una discussione. E anzi prendo le distanze da quello che ha scritto Folletto, perchè è entrato un po’ troppo sul personale con Carla e non condivido una presa di posizione così, pur apprezzando le belle parole e gli incoraggiamenti che lui ha per me. : )
    Ciao a tutti!

  17. Non siamo a scuola e io non sono certo la vecchia e baffuta insegnante a cui devi “rispetto”, almeno formale.
    (Grazie a Dio il mio aspetto è sempre stato eccellente).
    Dal modo in cui hai risposto, forse hai ben capito di cosa parlo io e il rispetto non c’entra nulla.
    Si tratta di “gratuità” che lasciano il tempo che trovano e, sperimentate sulla propria pelle, soprattutto se esposte in modo più ruspante, infastidiscono.
    Qui finisce ogni mia interferenza.
    anna

  18. Era un pò di tempo che non guardavo il sito…
    ho notato i numerosi commenti e allora ho letto il racconto e poi mi sono “divertito” pure a leggere i commenti…

    Prima cosa: DIECI a ZERO per la signora ANNA… in questo scambio di battute si vede tutta la differenza d’età…

    poi…
    il racconto suscita sicuramente delle sensazioni nel lettore… (e questa è una cosa positiva)… ma la mia sensazione è fastidio…!
    Il fastidio pensandoci bene però non è per il contenuto della storia (angosciante sicuramente… ma tratta una tematica interessantissima)… ma perchè ogni frase aveva una pesantezza unica, quasi ad infierire… sulla ragazza della storia… ogni parola era studiata per essere “accattivante” il risultato invece è stato tutt’altro… hai forzato troppo.

    Risulta tutto molto strano! Trovo che avresti potuto raccontare il tutto con altre parole…

    ad ogni caso continua a scrivere… perchè hai qualcosa da dire… scirivere è… diciamo… terapeutico…

    …ma se sei te la ragazza della storia allora cerca di non infierire su di te con la tua stessa “penna”…

  19. Scusa Michele, non avevo capito che fosse una guerra e che ci dovesse essere un “vincitore” e uno “sconfitto”. Credevo fosse una semplice discussione tra persone mature, di solito nelle discussioni ci si confronta.
    Grazie per il tuo commento sul racconto!
    Annalisa

  20. I tuoi commenti non li considero maturi… ma in “maturazione”…

    …quindi non fa mai male ascoltare chi ha vissuto più di te!

    michele8

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