Resta…

Resta…

“Non partire! Ti prego…”

Le parole di Luca e il tocco delle sue mani le risuonavano nelle orecchie come il reef di una canzone che ti è entrata in testa e non se ne vuole andare. L’aveva guardata dritta negli occhi Luca, con quei suoi occhi verde mare e lei aveva sentito qualcosa scioglersi all’altezza dello stomaco, il punto dove le si concentravano tutte le emozioni.

“Non andare, davvero… resta!”

Le aveva preso le mani, poi con le mani le aveva cinto la vinta.

“Non te ne sei accorta ancora?” – le aveva sussurato mentre la stava attirando piano piano a sé.

“Mi sono innamorato. Non era in programma. Non doveva succedere. Ma è successo. E se domani parti, io…”

E dopo non c’erano state più le parole di Luca, perchè l’aveva baciata. Così, senza preavviso. Finalmente, ci era riuscito. Erano mesi che voleva farlo, ma non voleva rompere il patto di amicizia che avevano fatto dieci mesi prima, quando lui e Sara si erano conosciuti appena lei era arrivata sull’isola con in mano un contratto di lavoro di dieci mesi. Lei era fidanzata e non cercava storie. Lui era appena uscito da una convivenza e per un po’ aveva deciso di starsene per conto suo. Così avevano iniziato a frequentarsi. Sempre come amici. Per Sara era diventato lentamente un punto di riferimento importante, in quel posto dove non conosceva nessuno. Ed anche Roberto, il suo fidanzato, era contento di quell’amicizia. Aveva conosciuto Luca e dopo un’inziale diffidenza aveva deciso che era un bravo ragazzo ma soprattutto lo riteneva innoquo.
E invece… si sentiva confusa. Si sentiva in colpa verso il Roberto che la aspettava l’indomani alle 6 del pomeriggio al suo sbarco dal traghetto. Lui che si fidava ciecamente di lei… cosa gli avrebbe detto? Gli avrebbe raccontato tutto in nome della sincerità ad ogni costo? O forse era meglio tacere? Ma se fosse stata veramente innamorata, avrebbe ricambiato il bacio di Luca? E soprattutto, la richiesta di Luca di rimanere, l’avrebbe messa così in crisi?
Sicuramente no.

L’ultima valigia era orami pronta. Il resto dei bagagli erano stati stipati nel bagagliaio della sua pandina vecchia e sbrindellata. Doveva andare. Sara dette un ultimo sguardo a quella casina affacciata sul mare, che per 10 mesi era stata sua, cercando di imprimersi nella mente ogni particolare. Spense le luci. Andò dalla padrona di casa che abitiava al piano di sotto a consegnarle le chiavi e a salutarla. Scese la scalinata esterna. Montò sulla sua macchina. E per l’ultima volta fece il viaggio verso il porto. Un groviglio di emozioni le attanagliavano lo stomaco.

“E se restassi qui?” – pensò per un attimo.
“No… non scherziamo. E che farò? Andrò a vivere da Luca? Iniziamo subito una convivenza? E se poi le cose non funzionano, che faccio? E poi, con Roberto? Come gli dico che ho conosciuto un altro e che lo mollo dopo 6 anni di fidanzamento e l’idea di sposarci il prossimo anno? E soprattutto che quest’altro è proprio Luca? Dopo mesi che gli dico che è solo un amico…”

Questi erano solo una piccola parte dei pensieri che le si stavano aggrovigliolando nella testa. Intanto era arrivata al porto. Mancava circa mezz’ora alla partenza del traghetto, per cui avevano già iniziato le operazioni di imbarco dei passaggeri con un veicolo al seguito. Sara si incolonnò dietro ad un camion. Stava procedendo lentamente verso la stiva del traghetto, quando lo vide. Luca era lì, in piedi a circa 50 mentri da lei. La stava guardando andare via. In silenzio. Aveva detto che non sarebbe andato al traghetto. Aveva detto che se lei avesse deciso di restare lo poteva chiamare in qualcunque momento del giorno e della notte ma mai e poi mai sarebbe andato a salutarla alla nave qualora fosse voluta ripartire. Vedeva questo genere di cose adatte ai film d’amore o ai romanzi rosa e non facevano decisamente per lui.
Di impulso, senza pensare Lidia mise la freccia. Si staccò dalla colonna di macchine e camion e motori che si era formata. Si staccò dai suoi pensieri in cui stava annegando senza arrivare ad una soluzione. E andò verso Luca.

9 pensieri su “Resta…”

  1. La vita è fatta di momenti, ognuno porta in sè una scelta e spesso le scelte cambiano la vita.
    Hai ben reso l’idea.
    Ciao
    anna

  2. La risposta è poi venuta spontanamente seguita da un gesto che è stato decisivo per la sua vita.
    Una scelta importante che non ha necessitato di alcun ragionamento, la cosa migliore.
    Un saluto.
    Sandra

  3. Non posso che ringraziarvi per i vostri commenti positivi. Un abbraccio.

    C.

  4. Solo un’annotazione. Ci sono degli errori di distrazione. Tipo “Lidia mise la freccia” (non era Sara?) e qualche lettera saltata. A parte questo è abbastanza scorrevole. Ciao!

  5. Contro l’amore tutta la forza della ragione cede come gli argini di un fiume contro una alluvione…
    Complimenti per il racconto

  6. Cara Anna1988, grazie per avermi fatto notare un’imperfezione che, purtroppo, mi era sfuggita. All’inizio la protagonista doveva chiamarsi Lidia. Poi è diventata Sara… Starò più attenta in futuro. A presto e grazie…

  7. E’ una storia d’amore bellissima, dove si nota che il vero amore trionfa su tutto…
    E’ un racconto che quando finisci di leggerlo, ti lascia sulle nuvole e ti fa sognare ad occhi aperti

  8. Questa storia è fantastica ed è così bella e piena di emozioni.
    Se Luca non avesse fatto quel gesto molto probabilmente lei sarebbe partita!!!

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