Incompiuto o la Malattia

Che cos’è MALATTIA? Quando vedi il giorno che sta per finire, quando vedi che la sera inizia a dare il benvenuto alle tue paure, quella si chiama MALATTIA. In molti pensano sia uno scherzo, una bravata della mente, piccoli pensieri contorti dai quali è semplice fuggire. Niente di più sbagliato, niente di più ridicolo. La malattia ti segue nell’arco di tutta la giornata, assimila quanto più possibile dai tuoi movimenti, dai tuoi pensieri, da tutte le tue abitudini del cazzo e le trasforma negli orrori della notte, nelle paure inconsce che prendono vita nel nero della disperazione che chiamiamo sogni. Così ci si immagina che il mondo non è nient’altro che una pura e semplice sfera che contenga tante piccole particelle che chiamiamo PERSONE. Il Mondo Ci appare così come un Essere del tutto privo d’interesse, di mistero, nessuna trama da svelare, niente da risolvere. Un semplice NULLA che invade e pervade il nostro spirito.
Iniziamo a credere che le cose che ci accadano siano il destino, che un’entità suprema, che in molti chiamano Dio, diriga i nostri fili e ci muova come dei pupi del cazzo. Recitiamo una parte che non è nostra, ma di quella divinità che in molti chiamano sempre Dio, ma che i più sensati chiamano GENITORI. I genitori sono in gran parte il male di questo mondo. Un’alta percentuale di loro non fa altro che generare mostri, mostri che si vanno a inserire in uno scacchiere già presente da millenni. L’esercito dei nevrotici che prende piede, che prende forma ed è pronto a rivoluzionare il mondo, iniziando a farci credere che il pensiero corretto, ossia quello che non è infetto da alcuna nevrosi o forma di perversione infantile, sia sbagliato, che noi dobbiamo essere sottomessi perché i nostri genitori hanno fatto sì che il copione del perdente fosse scritto per noi. Noi, quindi, non facciamo altro che leggere e recitare quello che LORO in passato hanno già reso sul palco chiamato vita.
Ora, se le parole in questo Mondo avessero un loro senso, si potrebbe credere che la definizione di vita sia associata a quella di malattia. La MALATTIA, quella forma infame di verme che corrode il nostro animo, nasce e muore nell’attimo in cui reprimiamo il nostro pianto. Il pianto, scelto a caso tra le mille repressioni dei sentimenti ed emozioni esistenti, genera la liberazione del bambino. Lo SCHIAFFO, presente in largo modo nell’esercito dei nevrotici, funge da Generale, da Comandante nell’esercito dei sottoposti. Comando io, decido io altrimenti tu prendi le botte. E giù di mano, giù di schiaffo. Iniziare a pensare con la propria testa, ossia in termini poveri, liberarsi dalla propria nevrosi, è cosa ardua e – a tratti – impossibile. Liberarsi dalla propria nevrosi vuol dire guardare in avanti, uccidere simbolicamente i propri genitori e raggiungere l’apice della felicità: la libertà.

Un bambino nella notte
urlava e piangeva
perché aveva
bisogno di protezione
dai mostri generati
dal buio della mente.
Una donna,
madre di tutte le nevrosi,
urla e infierisce
nei confronti del bambino.
Il mostro della notte
penetra nell’animo
del piccolo essere vivente
e cresce dentro di lui.

7 pensieri su “Incompiuto o la Malattia”

  1. Per certi versi sono d’accordo con te, ma alcuni punti sono un po’ troppo esagerati, in generale, l’educazione dei figli cmq è una cosa molto delicata e non credo esista la norma, comunque interessante riflessione secondo me… ciao!

  2. Riflessione interessante, devo comunque dire che con i figli siamo sempre perdenti. L’educazione è sempre discutibile e solo in fondo, osservando il risultato, possiamo dire se abbiamo fatto un buon lavoro oppure è tutto discutibile.
    Giù di mano e di schiaffo, personalmente sono contraria per non dire incapace, però, forse qualche volta ci vorrebbe…
    L’esercito dei nevrotici… beh, nel mondo delle “corse”, mosche bianche coloro che riescono a controllarsi, ma un genitore deve anche trovare la qualità per i propri figli.
    Ognuno fa la propria parte nel lavoro più complicato del Mondo.
    Un saluto e 5st.
    Sandra

  3. Carissimo,
    non so chi tu sia nè da quale galassia tu provenga.
    Ho letto le tue cose che sono una chiara indagine, quasi pagine di diario, di un esercizio psicologico.
    Mi concederai che discettare di psicologia non è una cosina da poco.
    Mi concederai anche che, se è vero che per uno scrittore il contenuto è personale, qui come dice Andrè, vai esagerando.
    Se c’è, infatti, il nevrotico che si lamenta dei genitori, questo è il tema che qui sviluppi, in quanto origine di tutti i mali, propri e altrui, pensa quale tema qualcun altro potrebbe sviluppare su chi non li ha o non li ha avuti e promuove altro genere di nevrosi.
    Come dire di un continuo pianto greco senza soluzione e risoluzione.
    Correggi il tiro, perchè rischi la banalità e rivedi qua e là l’ortografia.
    Ciao
    anna

    p.s. : Un sacco di gente se avesse preso davvero quattro schiaffi al momento giusto non farebbe il mollicone e il perditempo.
    Il non averli dati è ugualmente condannabile.
    La malattia, come dici tu, non è un problema di schiaffi dati o presi, ma di spina dorsale che o si ha o ce la si fa venire.
    La voluptas dolendi è sterile e la felicità è frutto di una rivoluzione copernicana personale, perchè nessuno può vivere la tua vita al posto tuo.
    Baci.
    a.

  4. Rileggendo questo scritto mi sono soffermata sull’affermazione “non facciamo altro che leggere e recitare quello che LORO in passato hanno già reso sul palco chiamato vita” e mi sono chiesta se possa essere generalizzata così come viene proposta. E’ forse possibile che da una genitorialità totalemente assente o per vari fattori inadatta possa scaturire una persona sana ed equilibrata? E’ altrettanto possibile che genitori apparentemente adatti possano crescere figli in difficoltà nel raggiungere la propria autonomia? Penso che ognuno sia padrone della propria vita e che il passato condiviso con i propri genitori sia una parte del bagaglio che va portato con sè. Può essere considerato arricchente o meno ma non per forza determinante per il proprio futuro. Basti pensare ai fratelli che ereditano lo stesso tipo di educazione nel medesimo nucleo familiare eppure assumono personalità e vivono esperienze di vita totalmente diverse. A chi per dare senso e serenità alla propria vita e necessario di liberarsi dei mostri del passato auguro di farlo. A chi è sopravvissuto all’esperienza di essere figlio e a deciso di tentare anche l’avventura di essere genitore auguro di munirsi di pazienza ed un po’ di leggerezza perchè di genitori perfetti, come d’altronde di figli, al mondo non ne esistono ancora.
    Un saluto Greta

  5. E se poi un giorno tutto finisce?
    Avere il coraggio di vivere il quotidiano senza passare il tempo a piangersi addosso non è cosa da poco.
    Tirar fuori le “palle” e comandare a se stessi di vivere il quotidiano col coraggio dei martiri è difficile, lo è per tutti….

  6. Sergei.. capito per caso nuovamente in questo sito e cerco i tuoi racconti.. è passato circa un anno da quando ho letto l’ultimo ed avevo desiderio di leggerti.. di leggere quello che passa nella tua mente, perchè i racconti sono espressione dell’anima, rappresentano l’esternazione di quello che a volte non riusciamo a dire, di quelle emozioni che bruciano dentro, che cerchiamo di raccontare agli altri fingendo che siano inventate..
    E mi stupisce che qualcuno, leggendo i tuoi racconti, non riesca a percepire il senso profondo delle tue parole, quella richiesta disperata di aiuto che molti non colgono, limitandosi, da presunti professori, a darti consigli sulla ortografia o quant’altro.. Quando invece dovrebbero scavare nella profondità del tuo racconto, e capire che tu, tutto quello l’hai vissuto davvero.. Ed allora, dopo oltre un anno, come posso non dirti che la vita a volte cambia, quasi inaspettatamente.. ricordo come se lo avessi letto poco fa il racconto tuo “la finestra” con tutto ciò che di emozionante conteneva..
    E’ passato molto tempo da quando allora lasciai un commento ed oggi mi ritrovo qua.. a scrivere a te.. a cercare il tuo nome tra i tanti autori..
    la nevrosi può essere sconfitta, ma solo con l’aiuto.. i figli sono il risultato di ciò che erano i genitori, ed a figli nevrotici spesso corrisponde mancanza d’amore da parte dei genitori..
    ed allora ti dico che l’amore, quella forza improvvisa che ti tira su esiste, ma va ricercato altrove, prima di tutto dentro se stessi.. sei un uomo, un essere umano, pieno di fragilità come tutti.. ed hai una profondità estrema.. lo avverto, lo sento dal tono delle tue parole.. ma vorrei capissi e credessi a ciò che ti dico.. perchè io ne ho l’esperienza.. i mostri del passato si devono combattere, devono essere sconfitti.. ed in questo non sentirti mai solo, perchè ogni giorno ogni essere umano combatte.. tu devi fare lo stesso.. eliminare i mostri dalla tua testa e lasciare spazio al sole.. quello stesso che vedi tramontare ogni sera, ma che a nche quando tu dormi è sempre lì, semplicemente celato dal buio della notte…
    un caloroso affetto, e scusa se sono stata così sincera…

  7. E’ un bene essere così sinceri e sentire questo genere di parole, nessuna scusa ma solo tanti ringraziamenti da parte mia 🙂

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *