Dove abitano i sogni

Mi affaccio alla finestra della notte:

tornano empiree a splendere le stelle

che come sogni si tingono di luce.

Cresce nel sonno trama di illusioni

al soffuso riverber della luna.

Carezza il vento vaporosa riva,

incerto ciglio tra la veglia e il sonno,

ov’è il ricordo di oniriche presenze,

di cieli mai veduti e mondi vani.

Sorge tra caligini di nebbiosi mari

“L’Isola che non c’è”, dimora di fole,

e presto si dissolve, se poi la luce appare,

nel fatuo color d’assenze mute.

Ma l’alba, nell’arcana sua misura,

argentei fili d’inganno intesse

ai sottili principi del pensiero.

Si fabbricano, più in alto delle stelle,

lievi sostanze e mutevoli di sogno

negli sconfinati orditi del vero.

2 pensieri su “Dove abitano i sogni”

  1. Ciao Anna se hai descritto un sogno bè tesoro hai fatto centro, complimenti, ottimi concetti, linguaggio significativo, (si vede che hai studiato), e poi parli di una delle storie che preferisco quindi la tua poesia non può non piacermi, continua così cara, 5st te le meriti tutte!

  2. E’ una bella riflessione poetica, costruita con una ricercatezza di lessico che riechegga tempi passati, quasi che il sogno appartenga a tempi ed epoche che non esistono più.
    Avrei evitato la dissonanza del verso:
    “al soffuso riverber della luna”, perchè penso che
    la parola tronca evidenzi il suono duro delle consonanti e quindi dia rigidità al verso stesso. Non mi pare, infatti, che ciò abbia giustificazione quando di “polvere di sogni” si parla.
    Forse sarebbe stato più semplice e musicale dire “al soffuso riverbero lunare”.
    anna

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