Quando il vento accarezza le stelle

Quando il vento accarezza le stelle

i primi pensieri si muovono piano,

quasi impacciati ed un po’ timorosi

di imbarazzare la luna di marzo.

 

Sono serate di un bel blu brillante

con l’aria vivace che muove i capelli,

ed il freddo pacato che avvolge ogni cosa

lascerà presto il posto a tiepide brezze.

 

Ricordi più caldi si affacceranno

ma ora è tempo per nuove emozioni

ogni inquietudine può riposare

e antiche speranze si alzano in volo.

 

Lunghi momenti trascorsi in silenzio

per dare al cuore il giusto respiro

e se tutto il cielo concede il suo albore

la notte si affolla di splendidi sogni.

10 pensieri su “Quando il vento accarezza le stelle”

  1. Quando il vento accarezza le stelle, è il momento di sognare, di lasciare il passato e i ricordi al proprio posto, disegnare il futuro e osare oltre…
    5st.
    Un saluto.
    Sandra

  2. Cieli stellati e speranze nuove si aprono orizzonti indefiniti annunciati dal vento di marzo che promette aria nuova, vita nuova…
    Tutti i sogni possono realizzarsi quando l’anima guarda al futuro incantata, mentre un soffio passa tra i capelli e sembra scompigliarli annuendo.
    Bellissima.
    Ciao
    anna

  3. Il tempo passa, non lo si può negare ed è quasi un livido sull’anima l’arrivo di una nuova estate ….
    Non guardiamo più ai papaveri che ondeggiano nei campi come la sicura promessa di nuove passioni da scoprire, ma piuttosto ne seguiamo l’ondeggiare, lento, dolce, pacato …..
    Percepisco un velo di tristezza di una maturità che avanza, anche serena, ma con un pizzico di rassegnato rimpianto: sbaglio?
    Composizione molto delicata e tenerissima
    ( voto:5 )

  4. x Sandra e Anna: si, avete ragione, quando il vento accarezza le stelle è ora di sognare e probabilmente come voi dite,Tutti i sogni possono realizzarsi quando l’anima guarda al futuro incantata”.
    Grazie carissime. Un caro saluto.QS-TANZ.

    x ICE: apprezzo molto il tuo commento, preciso e dettagliato. Questa poesia è un inno alla speranza che ogni volta che arriva un’altra primavera si impossessa dei nostri pensieri.
    Si, un velo di tristezza forse ci può stare, perchè se mi giro indietro, di primavere ne vedo 47.
    Ma ciò non mi preoccupa, almeno per adesso.
    Un domani, chissà……………
    Un caro saluto. QS-TANZ.

  5. Una poesia bella e delicata!
    Già il titolo mi ha subito conquistata.
    Complimenti e 5 stelle.

  6. Complimenti a quell’uomo a cui basta il titolo per conquistare le donne dice il folletto, osservando dall’alto della sua postazione ti vede, ammira e non lo vuole far sapere…

  7. Cara/o QS-TANZ spero che tu non ritenga da questo commento ch’io ce l’abbia con te perché sarebbe un giudizio fallace.
    “Quando il vento accarezza le stelle” è una poesia, a mio avviso, un po’ poco fluida. Questo, ahimè, penalizza molto l’intero componimento (ma credo che rileggendola con occhio davvero critico tu possa confermarmelo).
    Mi è parso anche difficile rintracciare il tema: mi spiego: all’inizio ho creduto che fosse un “poetico” racconto del passaggio dalle stagioni “fredde” a quelle “calde”. Poi tuttavia divenivano sempre più ridondanti le parole come “pensieri”, “ricordi”, “speranze” ed ho creduto allora che tu, forse, avresti voluto intendere che all’arrivo delle stagioni calde c’è il rimpianto per ciò che è passato ed una “ricarica” di sogni e speranze nuove che, difronte (intendo nelle nuove stagioni fredde), noi ci portiamo dentro.
    Consentimi di dire una cosa: con tutto me stesso non posso accettare ciò che dice #ice.
    Le stagioni che giungono non possono essere considerate “lividi nell’anima”; questa affermazione non ha davvero nessun senso. Le stagioni ci ricordano quanto il termine della vita null’è se non una nuova rinascita più dolce, più viva e più rigogliosa.
    Infine concludo dicendo che un’ottima recensione non dovrebbe essere quella di mostrare una realtà tutta “a rose e fiori” della poesia, poiché così si matura poco (in senso artistico, ma non solo).
    Voglio dire che non sempre la poesia ha bisogno di tutti questi giudizi “s-passionati” (ed ovviamente non sto dicendo neanche che non ci debbano essere del tutto). Perdonami questa fine ingloriosa, ma mi sentivo in dovere di farla.
    1 st.
    Mat

  8. Trovo estremamente scortese nei miei confronti che una persona “educata” come lei “Matt”, si permetta di contestare a QS-TANZ una mia affermazione. Se proprio le risultava così intollerabile e risibile la mia interpretazione avrebbe potuto farlo direttamente al mio recapito e-mail o lasciarne uno suo per consentire una spiegazione.
    Mi scuso con QS-TANZ per questa mia
    “invasione” di campo.
    Un’ultima opinione, sempre che possa interessarla: la poesia, io credo, non ha “bisogno” di nulla, nè di critiche nè di commenti, in quanto espressione di uno stato d’animo è perfetta di per sè, potrà piacere o meno, essere tecnicamente corretta o no, ma ciascuno la sente a modo proprio, in base alla propria sensibilità o s-passionalità.

  9. x Mat: Caro Mat, sono anch’io un uomo-poeta.
    Ho ben capito che non ce l’hai con me. Ci mancherebbe! E poi avercela con me per cosa?
    Perché non ti piacciono le mie poesie? Figuriamoci.
    Come ho già detto più volte ben vengano i giudizi, soprattutto quelli critici: io ammiro chi ha il coraggio di dire la sua, dissentendo anche profondamente ma facendo sempre ricorso alla buona educazione. Perciò riconosco che la buona educazione tu la sai usare.
    Vedi, in questo sito, per un bel po di tempo, abbiamo avuto una persona che usava votare dando una stella senza però qualificarsi.
    Di questo te ne ha appena fatto menzione Sandra nel suo commento all’altra mia poesia “Unica e folgorante”
    Beh, se vai indietro nei commenti, io sono stato il primo ad esprimere il voto nel commento in modo da non dare adito a strane sensazioni od interpretazioni.
    Ma veniamo a “Quando il vento accarezza le stelle”.
    In questa poesia ho descritto quello che provo quando l’inverno lascia lo spazio alla primavera :
    e banalmente è tutto qua, è tutto scritto nella poesia!
    Sono assolutamente in disaccordo invece, sull’uso che fai dell’aggettivo ridondante; dando per scontato che entrambi sappiamo cosa significa, ti cito la definizione riscontrata sul primo vocabolario che ho trovato in casa : ridondante significa l’essere ampolloso o eccessivamente elaborato.
    Se le parole “ricordi”, “pensieri” e “speranze”, tutte citate in questa poesia una volta sola ciascuna hanno reso la stessa troppo elaborata od ampollosa, sinceramente non me ne sono proprio accorto.
    Mi spiace anche dirti che trovo la poesia molto, molto fluida; sicuramente più di molte altre che ho scritto, ma questo è un dettaglio dovuto alla mia visione personale.
    Non entro nel merito dei tuoi giudizi sul commento di Ice perché ognuno è libero di vedere e sentire quello che vuole dentro ad una poesia, ed Ice ha voluto correttamente esternare le sue sensazioni.
    Ma perdonami, fai uno sforzo e perdonami davvero: come si fa a non accettare le sensazioni di un’altra persona soprattutto quando sono espresse con garbo e delicatezza?
    Sulla maturazione poetica che può scaturire dalle recensioni sono parzialmente d’accordo.
    Commentare dicendo sempre ogni bene può apparire esagerato. E’ vero.
    Vedi a volte anch’io leggo poesie che non mi piacciono.
    E non mi piacciono, non perché sono sgrammaticate, poco fluide o addirittura banali, ma unicamente perché in me non suscitano nessuna emozione. Punto.
    Sai cosa faccio in quei casi? Leggo e non voto nemmeno, semplicemente per paura di offendere chi scrive.
    Probabilmente sbaglio ma sono sicuro che non tutti accetterebbero un contraddittorio come questo in assoluta serenità.
    Non so se sto maturando, ma di certo mi accorgo che la mia penna scivola meglio sul foglio.
    Sandra e Anna circa tre anni fa mi chiesero come mai non provavo a fare qualche concorso e così dopo varie esitazioni mi sono iscritto ad alcune di queste “competizioni letterarie”.
    Ho ricevuto alcune menzioni d’onore ed una mia poesia è stata anche pubblicata su un libro: non ti nascondo la soddisfazione che ho provato.
    E’ poca cosa, ma per me è stata fonte di gioia.
    Comunque caro poeta continua a leggermi se ne hai voglia e ti chiedo, con tutta la sincerità che possiedo, di continuare in questa disamina dei miei scritti.
    Ben venga il voto fatto di una sola stella, ben vengano le critiche e ben vengano le sensazioni altrui anche quando sono negative.
    Un caro saluto. QS-TANZ.

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