Angelo o Demonio

Tra ellissi acrobatiche e suture evidenti, io scrivo l’intimo diario.
La prospettiva del mosaico è una pura serenata colorita di simboli, suoni, oggetti arcani ed evocazioni mistiche.
Convivo con un folto bestiario ed una fauna copiosa, attraverso rovine di antichi castelli, fasti di cavalieri medioevali, lune esangui sospese a mezz’aria, flutti abissali mortiferi e misteriose visitazioni di fantasmi.
Nella mia realtà naturale e culturale poverissima, infondo, questa è solo una “pièce”, un potenziale limpido e garbato, per imprimere con lieve tenerezza gli itinerari che la vita e il tempo trascurano e frantumano.
Quando sfreccio in bicicletta sul greto della mia collina, raccolgo qualsiasi filo può servirmi a ritessere la trama che si sfilaccia, oppure a legare a me un corpo, adorato o agonizzante ed in movimento io scrivo: inchiostro balsamico per armonizzare i miei principali avversari di sempre.
Il Sentimento e il Senso.
Perché qualsiasi debolezza abbia la mia ala nell’enigma del sogno, il dominio sull’energia rimane impresso nell’incarnato della materia e dello spirito, con un prisma di parole.
Sono Angelo o Demonio?
Non lo so ancora.
Ogni aspetto che assumo è l’antro recondito del mio scrigno segreto.
Scelgo sempre io chi essere e non voglio restare là, fuori nel Mondo.
L’essenza primaria è non avere paura.
Nemmeno quando manderò il mio Protetto a prepararmi la strada ed avvertire le pietre fredde dell’arrivo, affinché sgretolino ogni incomprensione.
Ho deciso.
La via sarà questa: umanità o misericordia.
Adoratrice di un pezzo di ferro o di vetro, perché io ne sarò la semente.
Aborrendo il germe della materia che governa l’Angelo con il suo nitore ipocrita e asessuato, e il gemello Demonio, mera fiammata tentacolare di fatue inibizioni e miraggi di plastilina.

Reduce da battaglie immense, ho significativamente mutato la percezione del mondo.
La mia conoscenza mi è necessaria perché io salga fino a trovare il punto su cui cadere.
La realtà precede la voce che la cerca, come l’universo precede l’umanità e come la materia precede il corpo.
Ogni linguaggio scritto è uno sforzo umano e per destino tutti torniamo a mani vuote.
Ma non io.
L’indicibile arriverà attraverso uno sguardo infiammato di desiderio e seguirà la mia sottana come una vittima destinata a desistere.
Ignorerà la mia caduta e mi abbraccerà con un sorriso aperto sul mondo.
Nell’atto massimo di eroismo e santità.
Nell’atto infimo di creatura diseroizzata.
Nessun Angelo, nessun Demonio.
Mi consegnerò con fiducia all’ignoto e potrò amare solo l’evidenza sconosciuta.
Estendendomi oltre la sensibilità, in un affresco di vita in lontananza.
E potrò essere finalmente Donna.
Quando?
Non lo saprò mai.
Nessun giornale di bordo mi è stato ancora dischiuso.

“Che la parola plani sempre sul mio pugno e germogli nel mio cuore”. Greta

 

Un pensiero su “Angelo o Demonio”

  1. Bella, dannata, a volte incomprensibile, almeno per me, unica, come lo é la tua scrittura.
    Ciao. Sandra

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