Sex in the night

Non so se capita anche ad altri, ma quando a fine giornata mi siedo in poltrona davanti alla tv, inizia con Colui che è da sempre la mia dolce metà, una disputa su chi deve custodire il telecomando.

Lui lo sa che si addormenta nel giro di dieci minuti, ma in quella breve porzione di tempo rivendica il marchingegno come un bastone del comando e, convinto di perderci altrimenti qualcosa in potere e virilità, zappinga a destra e a manca cercando il film ideale su cui ronferà per il resto della serata.

Abitualmente lo lascio perdere, gli do la soddisfazione di scegliersi la pellicola truculenta che lui osa definire rilassante, mentre io mi attardo al computer, mi lavo i denti, mi preparo per la notte, infilo il pigiama, mi barrico nel golfone che mi avvolge in un caldo abbraccio, infilo i calzerotti, accendo perfino lo scaldino, perché non si sa mai che prenda freddo se mi addormento e, agghindata nel modo che Lui definisce “la negazione di ciò che è sexy”, sottraendogli il telecomando con il massimo della delicatezza possibile per non svegliarlo, scelgo di vedere ciò che voglio, indisturbata, fatto salvo il suo russare di fondo che sì, mi disturba, ma è il male minore.

Altre volte, però, mi impunto.

Se deve dormire, e lo sa che si addormenterà, perché io devo perdermi l’inizio di ciò che decido di vedere, mentre Lui solo per purissimo egoismo deve farsi cantare la ninnananna dalla scazzottata di turno?

Difendiamo invariabilmente le nostre posizioni con argomentazioni validissime e allora o mi rassegno e aspetto che si abbiocchi oppure lo lascio vincere e me ne vado a letto a leggere o a risolvere sudoku.

Quando la spunto e  il programma che ho scelto finisce, lo sveglio e ce ne andiamo a dormire nel nostro letto dove facciamo sonni bellissimi da quando abbiamo deciso che la televisione non entra più in camera.

E’ una routine.

Altrettanto abitualmente ogni mattina prima delle nove telefono a mia madre e faccio quattro chiacchiere con Lei prima di iniziare la mia giornata.

E’ una donna vivacissima, nonostante la sua età, interessata a tutto, felice della vita, grata delle gioie che le dà e non perde il talk- show serale, meglio se politico, per cui di questi nostri governanti e sui problemi italiani è informatissima. Non cede al sonno mai prima della mezzanotte, perché come molte persone anziane dorme poco cosicché Bruno Vespa non ha segreti per lei.

E’ stato solo un caso se qualche tempo fa nella nostra chiacchierata mattutina mi racconta esterrefatta di essersi addormentata davanti alla tv e di essersi, poi, svegliata mentre scorrevano davanti a lei immagini licenziosissime: in un programma che non aveva mai visto e con il nome strano di un animale che non ricorda (Cani, gatti? No…no… più strani! Leoni. Cammelli? No…no…quelli sono normali… Aquile? Leopardi?  Ma no, quello è il poeta…Iene? Ecco.. sì: Iene, Iene…) una tizia, diva del porno, ormai passatella e anzianotta si è inventata un locale di ritrovo fatto tutto di salottini in cui le persone “particolari” si incontrano in modo scandaloso. Turbata e scandalizzata ha spento la tv e se ne è andata a dormire non senza aver recitato un rosario per la salvezza di quelle anime perse.

Mia madre ha passato da tempo i novant’anni e, grazie al suo racconto, mi sono ricordata di quella famosa frase evangelica che condanna chi turba i piccoli: nonostante i suoi anni, la mamma ha conservato un cuore buono, semplice, onesto: gli animali l’hanno proprio turbata e “i piccoli” non hanno età anagrafica.

Spesso mi chiedo a cosa servano certi programmi televisivi.

A informare?

Chi?

E poi informano davvero?

E a cosa serve essere informati nel dettaglio sulle morbosità nostrane e internazionali?

Cui prodest?

Sembra quasi che l’animalesco sia più importante dell’umano.

E il mio gatto che vale molto di più di molti umani, sappia che non sto parlando male di lui.

Anch’io qualche sera fa mi sono addormentata davanti alla tv.

E mi sono svegliata di botto intorno a mezzanotte, forse perché il russare che fa da sottofondo alle mie serate televisive, aveva alzato il tono o si era fermato del tutto.

Anche l’assenza di rumore, non so perché, mi infastidisce.

Allora ho ripreso a seguire lo spettacolo.

Era il programma con il nome di un animale, la iena, iena ridens, il solito, ma c’era poco da ridere.

Una stella nazionale e internazionale, orgoglio del cinema porno, il famoso Rocco, veniva seguito in una giornata delle sue, mentre si divideva fra la sua felicità coniugale e quella professionale nella veste di produttore di film ad hoc per stuzzicare gli istinti di chi dalla vita pretende molto di più.

Oltre all’amore per la moglie che l’artista ha ribadito più volte (la chiama la Santa) io, come gli altri quattro fessi, italiani e non, svegli a quell’ora, siamo stati informati su come si fa il casting per un film porno, con prove dal vero, palpamenti di seni e parti intime, schiaffeggiamenti sulle natiche e primi piani di aspiranti dive di ogni età e provenienza sociale, perfino donne anziane divorziate con seni flaccidi e cellulite sparsa che arrotondano alimenti e pensioni con penetrazioni artistiche.

Forse anch’io appartengo ai piccoli.

Non me lo immaginavo.

Guarda tu cosa ho imparato per aver conteso un telecomando alle nove di sera ed essermi addormentata sul canale sbagliato…

Io, che credo all’amore, che amo l’amore, che amo l’arte e la poesia, che credo nella promozione sociale, nell’informazione e che riconosco alla televisione il merito di tenere in contatto il mondo in tempo reale… io, come gli altri quattro fessi che hanno seguito il programma, sono stata informata da Rocco, ricchissimo, beato lui, sulla sua attrezzatura eccezionale, tanto eccezionale, poveraccio, che la moglie, la Santa, non regge il suo ritmo sex e gradisce le sue esibizioni cinematografiche porno come sfogo per alleggerirsi della fatica del dovere, perché nei film porno tutto è vero e il bello sta proprio in quello e non si sa per chi.

Adesso lo so.

Potevo anche ignorarlo.

Cosa è cambiato nella mia vita?

Niente.

Chilometri di pellicola apparentemente informativa, ma praticamente porno, potevano essere sostituiti da uno spettacolo teatrale, da un concerto, da un bel film.

Già…

Ma allora, io e gli altri quattro fessi che abbiamo seguito il programma, ci saremmo alzati nella scala del miglioramento e la nostra attenzione, si sarebbe spostata da un palmo sotto la cintura a due palmi sopra, all’altezza del cuore o più sopra ancora, all’altezza del cervello.

Già…

Però far funzionare il cervello è pericoloso, perché, se l’esercizio potenzia il muscolo, che guaio sarebbe se tutti cominciassero a pensare…

Ciao, Rocco, hai ragione tu e, come dicevi alla fine del programma, quello degli animali, quelli strani che la mia mamma non ricordava: ti hanno usato.

Ti usano anche quando mangi le patatine, finalmente ho collegato!, perchè pensano alla tua attrezzatura … e non tengono in conto il tuo cervello.

Non te la prendere.

La vita è dura per tutti.

I soldi non crescono sugli alberi.

E qualcuno, come dicono nei film, il lavoro sporco lo deve pur fare…

10 pensieri su “Sex in the night”

  1. Anch’io lotto la sera per il telecomando! Anche mio marito che ha quasi sempre la meglio, russa e allora io, con abile mossa mi approprio di esso, altre volte, meno combattiva, me ne vado in un’altra stanza a vedere la TV lasciandolo solo a russare….
    Amiamo vedere le trasmissioni politiche, ma qualche volta a me piace vedere un bel film, ammesso che si possa usufruire di questo canale.
    Vedi Anna, avresti potuto mettere in pratica quello che hai visto! Scherzo naturalmente, qualche volta capita anche a me, di addormentarmi e di svegliarmi da qualche parte in sex…., ma come dici Tu carissima, siamo in tanti, con gusti e stili diversi e qualcuno il lavoro sporco lo deve pur fare. Avanti, c’è spazio per tutti!
    Magistrale, ironico come solo Tu sai essere.
    5st.
    Sandra

  2. Qualcuno ha studiato il problema del telecomando e ha stabilito che uno dei motivi per cui la società umana tende al sovrappeso, se non all’obesità, sta nel fatto che “prima” per cambiare canale ci si alzava dal divano e “adesso” si resta seduti a tempo indeterminato.
    Il telecomando è, quindi, la madre (o il padre, buttiamola al maschile!) di tutti i guai.
    Quanto a “quello che ho visto” … è talmente al di là del mio modo di pensare che mi sento, per dirla col Manzoni, vaso di argilla tra vasi di ferro, una marziana, insomma, e, tuttavia, lo garantisco, vivo benissimo.
    Grazie per l’apprezzamento e il commento.
    a.

  3. Ironico, ben scritto, come sempre, e ben articolato… Non ho problemi di lotte per il telecomando, essendo sola, ma mi capita di addormentarmicisi sopra e di cambiare canale senza nemmeno accorgermi, ritrovandomi a seguire, al risveglio improvviso, qualcosa di inusuale e spesso insensato. Per fortuna non mi è mai capitato, finora, di dover affrontare informazioni del genere da te descritte: io, che sono piccolissima, ne sarei rimasata turbata almeno quanto te! Buon pomeriggio 5 stelle

  4. Già… noi “picccolini” vorremmo un mondo più semplice e persone dai cervelli meno malamente arzigogolati.
    Desidereremmo anche che fosse dato meno spago a ciò che sembra e non è.
    Noi poeti vediamo la vita con occhiali diversi, ci piace essere come siamo e non amiamo “crescere”.
    Un abbraccio, Paola.
    a.

  5. Ma guarda un po’, quasi per caso tutte capitano a vedere…
    Belle argomentazioni del quotidiano, dovremmo sempre essere così.
    La televisione deve esistere solo nel soggiorno.
    Una e basta altrimenti crea troppa divisione.
    Bel racconto…
    Grazie.

  6. Un pezzo bello e ironico.
    Non sono una che segue sempre programmi politici, ma mi piacciono i programmi fatti bene, quelli che hanno qualcosa da raccontare; o comunque che riescono a farti divertire in modo intelligente; pensa, Anna, che mentre leggevo il tuo racconto c’era Andrea Bocelli che cantava l’Ave Maria, lo dico perché mentre leggevo, ascoltando quelle note, riflettevo di quanta sia vasta la scelta e di quanto sono stata fortunata a non inciampare mai in questi genere di programmi.
    Ma come hai detto tu, c’è posto per tutti, mi auguro solamente che queste persone ritrovino presto un cervello, capendo che si possono fare ben altri mestieri.
    Naturalmente, complimenti e 5 stelle.

  7. Mi ritrovo sempre con piacere a discutere di argomenti diversi che molto spesso la nostra Anna porta a galla con grande humor. Proprio ieri facevo mentalmente un confronto con la TV di oggi e quei pochi canali della mia fanciullezza. Si aveva poco da “zappingare” e si, ci si doveva pure alzare. Però ricordo tante belle serate a seguire commedie di Goldoni o de Filippo, gli sceneggiati che mi hanno avvicinato ai classici: I promessi sposi, Iliade e Odissea di cui ancora ricordo perfino le musiche. Proprio oggi ho finito di leggere un libro di Grazia Deledda che non avevo mai letto ma a cui mi legava il ricordo di liete sere d’estate trascorse a vedere lo sceneggiato che ne avevano tratto. La mia famiglia al completo si trasferiva da una vicina che aveva la fortuna di avere un televisore e che accoglieva tutto il vicinato per queste occasioni speciali. Ognuno si portava dietro il suo scannetto e in perfetto silenzio si seguiva l’avvenimento.
    Certo cosa impensabile per le trasmissioni di cui parla Anna. Mi sono fatta perciò una domanda:
    cosa vediamo oggi in TV? Recita giusto lo slogan
    “di tutto di più” i gusti sono tanti e disparati ed io mi metto nella posizione di non criticare le scelte altrui salvo che non rechino danno ad altri (qui forse sarebbe giusto aprire una parentesi e indagare sui vari tipi di danno possibili) ma quel che mi manca è la vera cultura che in TV non è alla portata di tutti. Non so se in quei canali dedicati a pagamento si trova qualcosa (non sono tra i fortunati Skydipendenti, per scelta naturalmente tutto quello che mi richiede fidelizzazione non mi piace) ma ovviamente faccio il confronto con ieri e mi pare ci sia un vuoto che neppure le trasmissioni di intrattenimento quali talk show etc riescono a colmare. A volte le guardo per vedere cosa ne pensano gli altri di un dato argomento o situazione, ma ultimamente ne sono profondamente delusa
    perchè oltre a sentire le più disparate opinioni naturalmente contrapposte, naturalmente accusatorie e non proponitive, nessuno sembra rispettatare neppure l’elementare educazione di lasciar parlare senza interrompere sovrapponendo la propria voce o ragione a quella altrui e confezionando così una trasmissione confusa che non mi informa affatto.
    E allora delusa mi dico che è tutto uno show, un bussines. Resto dell’idea, contestata da molti amici in una discussione di almeno 20 anni fa, in cui mi si diceva che certe cose (trasmissioni) esistono perchè la gente le vuole vedere, mentre io ribadivo che era ed è tutto un modo per renderci più ignoranti e che a furia di sentir parlare di Rocco anch’io alla fine avrei chiesto: Ma chi è Rocco? inserendomi controvoglia nel circuito dei plagiati.
    Ciao a tutti
    5S ad Anna

  8. Ti assicuro, Davide: per caso! Pensa a tutti gli altri che ci mettono pure l’intenzione… che stress!

    Hai ragione, Lucia: ci sottovalutano:
    Aspiriamo alla Bellezza e ci condannano alla carne cruda.
    E va bene che c’è posto per tutti, ma chi è che fa numero e chi sceglie per noi?

    Ciao
    a.

  9. Cara Luxia;
    la tua logica è stringente e condivido in pieno la conclusione del tuo discorso, il dissenso, cioè, per il fatto che la programmazione televisiva propini ciò che lo spettatore desidera.
    Nel mito populista di dare tutto a tutti, non viene dato niente a nessuno.
    Non solo.
    Non c’è come creare la necessità, per farla nascere “spontanea” nei cuori degli spettatori.
    Se uno si inventa il reality, tutti a copiare la cosa come se non ci fosse altro.
    “Tutti protagonisti” sarebbe, infine, la parola d’ordine, quando, invece, starsene seduti, tranquilli seguendo il filo del pensiero altrui, argomentando il proprio in lingua italiana corretta, forse insegnerebbe qualcosa, anche la buona educazione che i quattro opinionisti da strapazzo imperanti su ogni canale che accampano titoli onorifici conquistati in avventure di letto, spesso non sanno neppure cosa sia.

  10. Sono in accordo con te Anna sulla qualità scadente della programmazione televisiva degli ultimi tempi e non mi sento di fare l’avvocato difensore del programma “Le Iene”, ma ieri sera ho avuto l’occasione di guardare un loro servizio che raccontava di una giornata tipo di una giovane disoccupata veronese caduta accidentalmente nella rete di un’agenzia di selezione del personale truffaldina. Non sto a spiegarti la vicenda ma mi ha colpito in quanto un caro amico aveva subito la stessa sorte rimanendo appiedato ed abbandonato dai fantomatici collaboratori, lontano da casa, senza alcuna assistenza. Questo tipo di servizio denuncia è molto utile perchè non capiti ad altri ragazzi o per lo meno perchè si accorgano in tempo del bidone che gli stanno rifilando. Purtroppo non tutto quello che viene proposto è da definirsi propriamente interessante.
    5st e un saluto.
    Greta

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