Se fosse andata diversamente

Ho davvero degli amici ai quali voglio molto bene, ma spesso nelle condizioni in cui mi trovo mi vedo costretto ad affrontare argomenti imbarazzanti, e si finisce per discutere, quasi litigare sulla questione del ceto sociale, delle professioni e di cretinate che fanno di riflesso scattare quella inutile, davvero stupida frase, è facile per chi fa l’imprenditore come te.

Allora mi pongo il problema, nella casella professione cosa avrei messo, nei numerosi moduli che la società attuale ci costringe a riempire, e cominci a fantasticare, a provare a scrivere la tua vita, magari andata diversamente.

Capita a tutti di dover scrivere qualcosa di sé, eppure delle tante cose che fai non ti viene in mente niente, se sei davvero sfigato poi ti salta sul foglio quella volta che hai mandato a quel paese il capo, e, tra le motivazioni di una carriera ferma a 20 anni fa, non ce lo vuoi scrivere.

Se invece tenti di parlare della famiglia, si lo fai, ma il 90% lo devi inventare, cosa vuoi scrivere che a parte battesimo, comunione e qualche rara occasione stavi in ufficio a fotocopiare discorsi futili dei capi, quelli che si mandano a quel paese di nascosto?

Allora stracci il foglio con 2 o 3 righe e metti via la penna, quella bella che ti comprasti con tanto entusiasmo pensando che da mega dirigente avresti potuto sfoggiare.

Poi un lampo ti illumina il cervello e cominci a pensare a quando tua moglie stava partorendo e con la tua carretta hai sfiorato il muro del suono per arrivare in tempo per la nascita di tuo figlio, di colpo, ti ricordi i salti mortali fatti per comprarti quel computer moderno.

Se ti lasci prendere, la mente vola, e ricordi quando per un ingorgo tornasti a casa a piedi sotto la pioggia per sentire la letterina di tuo figlio, quando ti sei vestito da babbo natale e facevi la voce cupa, per non parlare di quando ti sei fatto 4 ore di fila per farti dire come va a scuola. Queste cose consentono alla mente di prendere il sopravvento e comincia a passare nel cervello di tutto, quando hai dormito sul divano per lasciare spazio al figlio piccolo, quando ti sei schiacciato il dito per svitare le rotelle della bici della grande, quando ti fumi la sigaretta in balcone con venti centimetri di neve perché in casa ci sono i bambini, quando hai una fame della madonna e dici di non volere quell’ultimo pezzo, quando ti alzi di notte a controllare se tutti sono coperti e quando poi sei stanco e ti fa male tutto e giochi a fare il cavallo.

Allora ritiri fuori penna e carta e nella casella professione scrivi: eroe.

Cari amici, il valore di un uomo non è depositato, lo si porta addosso e non può essere scritto su nessun modulo.

6 pensieri su “Se fosse andata diversamente”

  1. Molte volte noi “mogli” ci lamentiamo che i nostri legittimi lavorano troppo, rientrano tardi e nervosi, non passano abbastanza tempo con i figli …..ed ecco un uomo che contraddice la “normalità”.
    Con una tenerezza disarmante si mostra per quello che è, un marito presente, un padre responsabile, che offre ciò che di meglio può dare: i suoi sacrifici, la sua disponibilità anteposta alla”mezz’ora in poltrona con calma”, la sua attenzione…
    “Eroe” sdrammatizza per pudore la confessione, ma “UOMO”, trovo sia il complimento più adatto, se il racconto non è pura fantasia…
    5 stelle

  2. Sì, il suo valore un uomo se lo porta addosso, ed una Donna non se lo lascia neppure sfuggire, lo nota, lo sceglie e se è in gamba, se lo mantiene.
    Complimenti.
    5st.
    Sandra

  3. E quanto ancora ci sarebbe da dire di noi “martiri”.
    Palmy non è appropriato per un “macho”, in ogni caso sono contento tu abbia messo al secondo posto “la carriera” lasciando come priorità la vita vera.
    Quanto ridicoli sono coloro che pensano di utilizzare il loro percorso per “fare carriera”.
    Le società costruite per fare in modo che l’uomo prevalga sull’uomo, con la sincera consapevolezza che per la natura non siamo nulla, polvere che viene spazzata via in un’attimo da qualsiasi uragano e terremoto o se vogliamo “ruttino” della madre terra.
    Poverini siamo nel darci valore nei nostri teatrini giornalieri…..

  4. Concordo con gli altri: molti uomini soffrono in silenzio e sembrano apatici, però nei piccoli momenti difficili della vita ci sono.
    Ricordo quando seguii per un mese in ospedale, alternandomi con mio fratello (24 ore ciascuno) l’agonia di mio padre e un giorno mia moglie mi chiese se la cosa sarebbe durata ancora a lungo “… perchè, sai, di solito sembra che tu non faccia nulla, ma la tua assenza si sente…”
    Ecco, degli uomini si avverte l’assenza, la mancanza di quello che fanno in silenzio, con lo sguardo pieno di affetto.
    Comunque né eroi né martiri, soltanto uomini autentici.
    5 stelle-
    Michele F.

  5. Stasera, mentre tornavamo a casa, consideravamo la coda di auto e il lungo tragitto che ogni giorno Lui da anni si fa da e verso casa e tra me pensavo che è tornato sempre, con ogni tempo e ad ogni ora, nonostante i mille impegni.
    Quando doveva esserci, c’è sempre stato.
    Favore ricambiato.
    Eroismo condiviso.
    Al fianco di grandi uomini, grandi donne e viceversa.
    Altrimenti coppie scoppiate o mezze cartucce.
    Sempre interessanti le tue “riflessioni”
    Ciao
    anna

    5 st.

  6. Grazie,
    ragazzi sono davvero imbarazzato da tanti complimenti, siete fantastici e ringrazio davvero tutti per le belle parole che sempre mi riservate. Non mi ritengo uno scrittore, anzi scrivo davvero male, mi piace però scrivere e condividere le piccole cose che fanno grande la vita.
    A presto Palmy

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