Pensieri in libertà

Unoditre

Vai all’ippodromo e guarda gli splendidi purosangue

correre con i fantini indosso.

Ammira il vincitore in lacrime

e la grazia del cavallo nelle riprese al rallenty…

Ma il dramma sta forse nel fatto che

il cavallo non sogna le libere praterie

e non pensa di uccidere il fantino disarcionandolo.

 

Dueditre

Oggi è morto il tempo,

stanco di essere schiavo degli uomini.

Nel sole i sogni cercano inutilmente i loro padroni

mentre i pazzi sognano le cose che gli altri non osano.

Eppure una volta i bambini ridevano!

 

Treditre

Piangi o monetina di un uomo che non è nato

e di un bimbo che non è cresciuto.

Piangi per me, che né uomo né bimbo ho conosciuto l’amore.

Piangi per chi come me dà l’amore con tutto se stesso.

Piangi per noi, o monetina, che potessimo se non godere,

almeno sognare l’amore!

10 pensieri su “Pensieri in libertà”

  1. Mi piace, solo non nego di essere stato infastidito da una troppa negatività che nel suo insieme ritengo non vera per il mondo che viviamo.
    In particolare “eppure una volta i bambini ridevano”.
    Caro o cara scrittrice, informati, leggi e studia la storia.
    Due guerre mondiali “peste nera” che ha dimezzato prima delle due guerre “MONDIALI” l’intera Europa, inondazioni carestie e catastrofi di ogni genere non è che abbiano fatto ridere molti bambini sai…
    Pensaci un po’, la generazione del dopo guerra tanto per non andare molto lontano, aveva il suo bel da fare a mangiare un pasto al giorno, non ridevano molto sai!
    Prova a chiedere un po’ se durante i bombardamenti rideva qualcuno…
    Magari loro ti diranno che era meglio una volta e per questo ti invito a leggere “i figli della vita”
    li ho scritto la mia personale motivazione.
    Salut…

  2. Innanzitutto grazie per le considerazioni che hai fatto. Devi sapere che io sono l’antitesi del mito del buon selvaggio, quindi la penso esattamente come te. “eppure una volta i bambini ridevano” era cripticapente riferito a noi adulti che ridiamo molto meno di quando eravamo bambini. La cosa bella e che mi affascina sempre é constatare come gli scritti vengono, giustamente, interpretati da ognuno di noi in modo strettamente personale, anche diametralmente opposto. Penso che la poesia non sia un trattato, ma un insieme di parole che, se qualche volta riescono a stimolare emozioni, positive o negative che siano, hanno raggiunto il loro scopo. D’altronde io scrivo qui solo per liberare la mia parte irrazionale altrimenti troppo compressa e i miei pensieri si rifiutano di passare indenni da qualunque forma di analisi logica. Grazie ancora.

  3. Belle e profonde riflessioni. Strepitoso il tuo commento di risposta a chi pensa di saperne più degli altri.
    Mi dispiace folletto, ho letto i figli della vita, ma non mi è venuto nemmeno di lasciare un commento. Forse dovresti tu studiare di più e leggere di più….

  4. Innanzi tutto chi sei?
    Presentati, così fanno le persone educate quando entrano in una stanza.
    Viva l’ignoranza, l’invettiva, quante volte le persone tristi sconsolate e senza luce negli occhi “vomitano” queste frasi, queste persone vuote cercano di dar valore alla loro vita così.
    Ho capito solo dopo che non era l’Anna quella vera.
    La differnza fra te e lei è che se avesse scritto così lei mi avrebbe profondamente ferito, tu non puoi ferire nessuno, non ne hai il peso…
    Ti piacerebbe ma non lo potrai mai fare, il tuo passaggio resterà come una triste ombra di chi non è mai riuscito…
    Triste fantasme di un essere mai nato….
    Brezza ti stimo per come ragioni e spero di leggerti sempre….

  5. Ho letto questa poesia e mi ha subito colpito la scansione dei tempi e gli argomenti trattati: la natura violentata, il tempo sprecato, l’individuo annientato.
    Ha ragione Brezza quando dice che ognuno di noi ritrova nei versi del Poeta la parte di sè che sta cercando, perchè l’arte è questo: riflettere il sentire di ognuno esprimendolo in modo comprensibile per tutti.
    Mi ha colpito anche il commento sincero di Folletto che non vorrebbe che l’Umanità passare più attraverso le forche caudine del dolore e questo lo preoccupa soprattutto vedendo i suoi figli e i giovani che sono i figli di tutti, il futuro dell’Umanità stessa, esposti al rischio, al pericolo, all’incertezza.
    Ogni tanto Anna (con la maiuscola!) appare, dice la sua in un modo criptico, sputa la sua sentenziuccia e ci lascia qui a cercare di capire cosa intenda dire.
    Per quanto mi riguarda, io non ho capito il senso del suo attacco a Folletto, che condivideva e rimarcava il suo dolore per la vita e la felicità negata.
    Per quanto mi riguarda, infine, apprezzo molto questi versi di Brezza, sentiti, veri e ricchi di umana verità.
    5 stelle
    anna

  6. Gentile anna con la “a” minuscola, mi dispiace vedere come Lei non abbia assolutamente preso in considerazione la cronologia degli eventi.
    Come Lei in questo momento sta prendendo le difese di un suo “protetto” io a mia volta le ho prese di Brezza che, a mio avviso, ha subito un attacco propagandistico fuori luogo e fuori tempo da parte di Folletto il quale ha consigliato Brezza di informarsi, leggere e studiare la storia con invito finale a leggere la sua personale composizione.
    Non mi meraviglierebbe scoprire che proprio colui che esorta gli altri a studiare abbia in mano appena la terza media! E’ così che va la maggior parte delle volte, prepotenti e saccenti con nulla tra le mani. Più il nostro mondo è piccolo e più ci atteggiamo da sovrani, sapersi confrontare con il mondo, quello vero, non è roba per tutti.
    Trovo comunque encomiabile l’ala di protezione con cui Lei, Signora di questo sito, ha voluto mettere a riparo il suo discepolo. E lo trovo anche giusto perché molto probabilmente Lei conosce personalmente Folletto, le sue buone qualità ed i suoi buoni propositi, spero però convenga con me che si possa manifestare il proprio disappunto o dissenso anche con eleganza, senza porsi in una posizione di superiorità nei confronti del proprio interlocutore.

  7. Gentilissima Anna (con la a maiuscola!)
    Non credo che spetti a me definirmi Signora, qui o altrove, ma non accetterei mai che a me ci si rivolga se non in questo modo e certo mi infastidisce il tono in cui il termine viene da Lei usato.
    Se Le sembra che io sia assidua del sito, ciò è dovuto al fatto che è l’unico su cui da sempre pubblico i miei testi, non faccio il grillo che salta da un luogo all’altro, perchè non mi piace e perchè trovo che Luca conduca in modo egregio questo salotto letterario in cui insulti e parolacce sono al bando.
    Non è una novità, l’ho sempre affermato e continuo a sostenere questa idea.
    Per quanto mi riguarda, io non “proteggo” nessuno e nessuno “protegge” me.
    L’idea di “protezione” non mi è confacente in nessun senso.
    Ci sono scrittori di questo sito di cui leggo volentieri i testi, alcuni mi fanno sorridere, altri infuriare, altri ancora commuovere, altri infine mi annoiano.
    Questo è il compito della scrittura: suscitare emozioni.
    Quanto al rapporto tra me e qualunque altro scrittore o scrittrice del sito, chi ha a che fare con me, perchè intrattengo rapporti di amicizia epistolare e mi conosce in tale modo, sa che non baro.
    Barare e “proteggere” non sono capacità che io posseggo.
    Circa il commento a Brezza, mi pare che abbia raccolto commenti positivi da Folletto e da me e non è una questione temporale.
    Circa la sua idea di protezione verso Brezza, credo che sia così gentiluomo da cavarsela egregiamente da solo.
    Circa l’idea che la licenza media (e perchè allora non quella elementare d’antan?) impedisca la comunicazione poetica e artistica in genere, le assicuro che è un puro pregiudizio: conoscere sfaccettature di significati è un merito, ma non è tutto.
    Quanto alla mia conoscenza personale con Folletto, mi spiace deluderla, non credo nel modo più assoluto che la cosa possa mai realizzarsi nel modo in cui Lei sottilmente intende. Intrattengo rapporti epistolari come faccio con molti altri scrittori del sito, ma, come dicevo, ho l’età, la saggezza e, mi perdoni, la signorilità per sapere quale sia il mio posto e il mio ruolo.
    Circa i suoi appunti sull’ignoranza di Folletto, è vero, il disappunto può essere manifestato in modo civile.
    Per finire: se Lei si pone nel gruppo adulti, educati, acculturati e consci di sè, capirà da sola che in questa occasione ha versato l’acqua fuori dal vaso.
    Grazie per l’attenzione e per l’occasione che mi ha offerto di precisare alcune mie idee di fondo.
    anna

    p.s. : Se può renderla felice il saperlo: sì, conosco Sandra Carresi e la sua famiglia, come lei conosce me e la mia famiglia, ma non credo che nessuna delle due abbia voglia di spiegarLe come nasce un’amicizia.

  8. Concordo in pieno con Anna e per Anna mi intendo la Anna che pubblica i suoi scritti in questo sito.
    Racconti oltre è una piazza virtuale dove ognuno di noi pubblica qualcosa, nell’intento di regalare emozioni.
    Non credo, anzi sono convinta che non ci siano protetti; io mi sono sentita trattata uguale a tutti gli altri scrittori, fin dal primo momento che ho pubblicato le mie poesie.
    Un saluto Lucia.
    P.S. 5 stelle per Brezza.

  9. Gentile anna, credo che Lei mi stia confondendo con qualcun altro. Il mio (anzi nostro) nome è molto comune e Lei sta facendo riferimento a mie precedenti apparizioni che io non ho mai fatto e di questo la redazione potrà darne conferma.
    Sono una nonna di 70 anni, assidua frequentatrice del sito in quanto anche mia nipote pubblica. Mi sono rivolta a Lei anna, con l’appellativo di Signora, in quanto tale la reputo, senza malizia. Io non scrivo ma vedo, vedo con quale solerzia Lei sia tra le prime a commentare ogni pubblicazione dei vari autori e vedo come Lei elogi e incoraggi le giovani promesse e di come alle volte ci aiuti a cogliere il senso di certi scritti. Ha fatto così anche con mia nipote che alle volte nelle sue composizioni non riesce a farsi comprendere o meglio (forse peggio), non riesce ad esprimersi.
    Alle volte questa sua incapacità è talmente evidente che anche i vari commenti vanno in tal senso eppure Lei non ha mai affondato il coltello nella piaga, ha sempre cercato di riassumere il senso del componimento, andando oltre.
    Racconti oltre, forse il nome del sito è un invito a fare questo, ad andare oltre. Chissà.
    Tornando a noi, Le assicuro che non vi era alcun riferimento malizioso ai rapporti personali che Lei intrattiene con i vari autori. Alla mia età, con l’educazione ricevuta (non intesa come buone maniere bensì come bagaglio) Le assicuro che questo pensiero non mi ha mai sfiorato, arrossisco alla sola idea di essere stata fraintesa in questo senso.
    Sono d’accordo con Lei sul fatto che Brezza possa ben difendersi da solo e per lo stesso motivo credo che possa farlo anche Folletto senza il Suo intervento.
    Credo che Brezza abbia colto i commenti positivi di Folletto e abbia lasciato in disparte quell’esortazione a studiare, leggere ed informarsi che lo stesso Folletto ha fatto nei confronti di Brezza. Uno scritto può piacere o no, si possono lasciare commenti positivi o negativi e questo fa parte dello scopo del sito. Ma dare gratuitamente dell’ignorante (nel senso vero del termine = colui che ignora) alle persone è un’altra cosa. Il mio riferimento al presunto titolo di studi di Folletto voleva evidenziare un paradosso, purtroppo, molto comune. Quella di Folletto non è stata un’esortazione a studiare come quella che potrebbe fare un padre al figlio (del tipo: studia, prenditi quel pezzo di carta!) ma mi è sembrato più sul genere del bue che dice cornuto all’asino. Prima di essere nonna e felicemente pensionata sono stata un’assistente sociale e dalle risposte che Folletto ha dato, soprattutto quella a me indirizzata, credo di aver colpito nel segno.
    Sono d’accordo con Lei anna sul fatto che lo scrittore non abbia età e non abbia titolo di studi ed infatti qua non ho contestato lo scrittore ma ho contestato la saccenza con cui Folletto si è messo in cattedra sottolineando che, a mio avviso, per mettersi in cattedra bisogna averne i requisiti e questa volta, ahimè, anche in titoli di studio (avete mai visto un professore con la terza media? E dico terza media perché le scuole obbligatorie non vanno oltre).
    Con questo chiudo la mia avventura su questo sito, ringraziando la Redazione che ha concesso la pubblicazione dei miei commenti e ringraziando Lei anna di avermi fatto da interlocutrice.

  10. Gentilissimi tutti,
    mi scuso se non comprendo quanto mi viene detto, mi scuso se fin qui ho fatto la prezzemolina, mi scuso con tutti coloro che ho incoraggiato e con coloro, negli anni, che ho invitato a rivedere alcune cose che qua e là gridavano vendetta.
    Mi sa che la mia preparazione personale, la mia esperienza, la mia indole che mi spinge sempre a vedere il buono che c’è nell’altro, e la mia disponibilità sbagliano in qualcosa se sono arrivata a incoraggiare spronando al meglio e valutando al meglio chi (e non riesco neppure a immaginare chi sia) in casa propria non trova tale conforto neppure nella propria nonna con bagaglio sociopsicologico sulle spalle.
    In effetti io non sono nonna.
    Mi scuso con tutti e basta, perchè mi sa che devo fermarmi a pensare.
    Un abbraccio
    anna

    p.s. mi scuso soprattutto con Brezza che silenziosamente nello spazio dedicato alla sua poesia ha offerto ospitalità e con Luca, arbiter elegantiarum, che assiste, gentile come sempre.

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