Il crononauta

29 Settembre 1948, questa è la data che imposto per il mio viaggio, scopo è salvare un’invenzione che sarà distrutta da un incendio.
Ho con me una borsa, quelle da medico.
Sono vestito secondo la moda degli anni quaranta, per comodità mia, non ho il cappello.
Ho a disposizione la piantina del laboratorio, la chiave originale dello stesso.
Mi sono preparato guardando le foto sia dello strumento sia dell’edificio che lo conteneva.
Ho visitato più volte quell’edificio, che attualmente ospita una struttura universitaria, per farmi un’idea di come muovermi per compiere la mia missione senza rischi.
L’edificio, non è cambiato molto da allora, quindi non mi sarà difficile portare a termine il mio compito.
Ho dei documenti falsi, non sarei certo credibile, nel 1948, con la mia carta d’identità che dice: nato a Trento il 6 agosto 1976.
Ho intenzione di agire verso le 21, secondo documenti d’archivio, a quell’ora c’era solo il guardiano per controllare l’edificio.
Dalla mia ho: la chiave originale, la conoscenza dell’edificio e degli orari di chi ci lavorava, dovrebbe essere un lavoro tranquillo, e poi è per il bene di tutti.
L’incendio era scoppiato, a causa di un corto circuito, il 29 settembre 1948 alle 23 e 30.
Sono al limite delle possibilità dello strumento, difatti non si dovrebbero fare salti temporali che superino i 60 anni, in questo caso il salto è di 58 anni, speriamo bene.
Il problema è questo: maggiore è il salto temporale, maggiore sarà l’energia necessaria e la possibilità d’imperfezioni ed interferenze.
Non è stato ancora provato ma, in base alla teoria, si potrebbe addirittura arrivare nel vuoto cosmico.
In pratica la terra gira intorno al sole ed, a sua volta, intorno alla galassia, in sostanza il punto dove mi trovo adesso corrisponderebbe al vuoto cosmico tra un anno.
Sono stati studiati degli accorgimenti per evitare un fatto del genere, il problema è che i computer attuali non hanno la potenza sufficiente per eseguire le operazioni richieste in modo assolutamente preciso.
La precisione è del 99,9% per viaggi entro due anni, mentre dovrebbe essere del 95% per viaggi superiori ai 50 anni.
In ogni caso, per evitare di finire nel vuoto cosmico, abbiamo predisposto il computer in modo che, in caso d’incertezza sui dati, trasporti il crononauta sulla rotta più sicura.
Mi passa un’auto davanti, non siamo nel 1948, come sospettavo, il salto era troppo complicato per le nostre apparecchiature.
Mi chiedo: dove sono finito?
Mi avvicino ad un’edicola, guardo un quotidiano messo all’interno di una bacheca.
20 giugno 2006, ho fatto un salto di un mese, ho sprecato energie e tempo per nulla.
Dopo dodici ore sarò trasportato automaticamente al punto di partenza, per tutto quel tempo dovrò restare qui.
Confesso che sperimentare questo strumento mi fa venire i brividi.
Sono capitato a Firenze, anziché a Roma, passerò il tempo visitando la città.
Mi libero della borsa, ormai inutile.
Cammino per le vie del centro, entro nei musei.
Sono le 20 e 30 mancano poche ore al viaggio di ritorno.
Entro in una pizzeria, per fortuna mi sono portato qualche euro.
– Marco, sei tu?! Che ci fai qui?! –una voce alle spalle mi sorprende, non riesco a riconoscerla. Ora ricordo! Due mesi fa ho fatto una missione, sono andato indietro di dieci anni. Proprio lui doveva capitarmi!
– Buonasera! Mi scusi ma…
– Ma come non ti ricordi? – insiste il tipo.
– Mi perdoni ma direi proprio di no!- fingo di non riconoscerlo.
– Caspita! Non sei invecchiato nulla. Ma come diammine fai? Saranno passati otto anni e sembra…
– Cerco di tenermi in forma! – per fortuna non ho preso ancora nulla, invento una scusa per andarmene, meglio evitare questa persona.
Esco dal locale a pancia vuota, ci mancava il rompiscatole!
Cammino in cerca di un altro locale, improvvisamente sento una frenata.
Faccio in tempo a girarmi, un’auto fuori controllo mi prende in pieno, volo, vado a sbattere contro un’altra auto parcheggiata lì davanti.
Pian piano si forma un piccolo capannello di persone.
Dopo un po’ un’ambulanza mi carica, viaggio verso l’ospedale.
Mi fanno male le gambe, sono stordito dal colpo.
Non ci voleva! Mi trovo in una situazione difficile, tra un po’, sarò riportato al mio punto di partenza, che pasticcio!
Questo di riportare automaticamente al punto di partenza è, a mio avviso, una cosa da rivedere.
Mi chiedono nome e cognome, do quello del documento che avrei dovuto usare se la macchina avesse funzionato, l’uso anche per dimostrare che sono finito nel tempo e nel posto sbagliato.
Mi vengono fatti i prelievi, una lastra, vengo accompagnato a letto, poi, alle 24 precise, ritorno al punto di partenza.
Il dottor Carli si avvicina.
– Che cosa è successo?! – mi dice indicando il bendaggio che copre una gamba.
– Ho avuto un incidente. Purtroppo la missione non è andata come volevamo, sono arrivato al 20 giugno 2006, anziché al 1948. Ero a Firenze, anziché a Roma, ho girato tutto il giorno per passare il tempo, poi un’auto mi ha investito.
– Mi spiace! Spero nulla di rotto!
– Per fortuna, solo qualche escoriazione. Sono finito in ospedale per accertamenti, ho lasciato i dati di Pier Francesco Parri, se andate a vedere nel registro dei ricoveri… L’auto mi ha preso quando aveva perso molta energia – anche altre persone dello staff si avvicinano per vedere cosa mi è successo.
– Temo che dovremmo sospendere le nostre attività. Come responsabile di questo progetto ritengo che non ci siano le condizioni minime di sicurezza. Quest’incidente non sarebbe dovuto mai accadere. Avevamo previsto che, male che andasse, il salto sarebbe stato compreso tra l’agosto e l’ottobre 1948. Quest’imprevisto ci coglie tutti di sorpresa, una spiacevole doppia sorpresa. Mi dispiace!
Tutti in sala sono senza parole.
Il dottor Carli, si gira, con la mano fa il gesto di avvicinarsi a lui, prende un microfono.
– Signori, un attimo d’attenzione! Abbiamo iniziato la sperimentazione di questo strumento velocemente. Ci siamo illusi di aver previsto le varianti principali, di aver sotto controllo i potenziali rischi. Quello che è successo oggi ci ha fatto capire che c’è ancora molto da fare. Non possiamo continuare a mandare dei nostri collaboratori con gli attuali standard di sicurezza. Signori, occorre una riprogettazione di tutte le apparecchiature. Dichiaro, fino a nuovo ordine, sospesi i viaggi temporali.

4 pensieri su “Il crononauta”

  1. Una macchina del tempo nel 2006? Hmm! Poco probabile
    E comunque che razza di racconto è? Questo tizio deve andare nel ’48, finisce invece nel mese precedente la sua partenza (perchè? Possibile un errore così grossolano? C’è di mezzo un qualche fattore imponderabile? Un ipotetico dio del tempo ha voluto così per un qualche motivo? Spiegazioni ve ne sarebbero potute essere a iosa, ma l’autore non sembra essersene reso conto), ha un incidente d’auto e ritorna a casa e i viaggi del tempo vengono sospesi. Fine
    Si rimane con un bel pò di amaro in bocca…

  2. Questo racconto dev’essere il lavoro di una persona che ha molta fantasia e si è impegnata a fare questo racconto meraviglioso. Mi è piaciuto molto perché l’autore ha saputo esprimere la sua parte fantastica.

  3. @ Sandro Corsari
    A mio avviso la spiegazione del fatto che sia finito nel 2006 invece che nel 1948 è lasciata intendere dalle frasi: “La precisione è del 99,9% per viaggi entro due anni, mentre dovrebbe essere del 95% per viaggi superiori ai 50 anni.
    In ogni caso, per evitare di finire nel vuoto cosmico, abbiamo predisposto il computer in modo che, in caso d’incertezza sui dati, trasporti il crononauta sulla rotta più sicura.”
    Un’ulteriore spiegazione è che il dott. Carly, lascia intendere che è un progetto nuovo, che necessita di ulteriore studio, per scoprire appunto perché le cose non sono andate come avrebbero dovuto.
    Anch’io tuttavia ritengo che ci sia qualche intoppo ambientando l’origine dei viaggi del tempo nel 2006, perché oggigiorno non è noto all’opinione pubblica che esista una macchina del tempo, magari poteva essere stata inventata e tenuta nascosta, ma ciò contrasta con il fatto che ha fatto vedere la propria carta d’identità falsa per dimostrare di essere un viaggiatore nel tempo, come fosse una cosa normale.
    Ritengo comunque la storia carina, che riserva libertà di scelta ad uno scienziato che valuta anche gli aspetti morali del suo lavoro, ciò si contrappone tuttavia, secondo la mia opinione, ai sistemi odierni, dove c’è sempre un generale o un politico senza senso morale, che detta le regole e comanda gli scienziati a bacchetta, non tenendo di alcun conto le opinioni degli autorevoli e sapienti uomini di scienza.

  4. Onestamente lascia l’amaro in bocca come dice Corsari. Lasciamo stare il discorso della compatibilità e della coerenza (almeno la fantascienza abbia ancora un piccolo margine di alchimia e mistero in stile “black-box”) della storia ma secondo me l’autore sta creando bene una certa progressione nel ritmo della lettura che poi ha deciso di interrompere bruscamente. Non c’è la conclusione ad effetto (stile Frederick Brown) e questo mi fa supporre che si tratti di un progetto pilota, sicuramente da espandere e rivedere. Attendo sviluppi.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *