Una mano tesa

L’uomo si stava per svegliare. Socchiuse gli occhi e nell’intensa luce solare intravide una mano tesa verso di lui… era molto curata e aveva dita lunghe  e affusolate. Non era mai riuscito a vedere a chi appartenesse quella mano perché ogni volta accadeva quando non era del tutto cosciente. La misteriosa “apparizione giornaliera” svaniva prima che potesse aprire completamente gli occhi.. prima che potesse ringraziarla dei tesori che ogni giorno questo angelo gli mandava. Doveva essere per forza così.. un angelo gli portava dei meravigliosi doni. Si girò per agguantare l’unto sacchetto marrone che conteneva una bibita e un panino con affianco un libro, prima di mangiare il panino rivolse un pensiero alla creatura sconosciuta. Sperò di vederla almeno una volta per riferirle della sua immensa gratitudine. Immaginava che fosse la creatura più buona del mondo. Solo una persona con un cuore così grande poteva essere così generosa.

Decise che se non poteva conoscerla le avrebbe scritto dei versi per ringraziarla. L’unica cosa che poteva offrire. A volte chiedeva un’offerta per i suoi versi e le sue parole.. le parole, le uniche su cui poteva contare, le uniche a fargli compagnia. Di mattino poeta libero e di notte uomo solo sotto un cumulo di vecchi stracci. Ma da qualche tempo aveva un pensiero che lo riscaldava, una nuova ispirazione per i suoi pensieri. Scrisse versi amorevoli e grati verso colei che nutriva non solo il suo corpo ma anche anima e mente. Questi ultimi li tenne per sé, con il desiderio di donarli alla dolce benefattrice. Aveva molte domande da rivolgerle e non sapeva se l’avrebbe mai conosciuta. Si domandava  quale fosse il suo nome, doveva essere un nome dolce.. soave da pronunciare.. che desse sollievo nell’ascoltarlo. Non poteva essere altrimenti, si disse sognante.

Spesso si guardava in giro chiedendosi chi potesse essere, in attesa di un segno che la identificasse in qualche modo, uno sguardo più insistente degli altri, qualsiasi cosa ma non c’era nulla di diverso. Era una giornata particolarmente calda per quella stagione, il clochard osservava i suoi scritti adagiati per terra ignorati dai passanti, non una parola, non uno sguardo.., nemmeno per la sua arte.. si sentiva triste quel giorno.. nessuno sembrava apprezzare i suoi versi. Chiuse gli occhi e assaporò l’aria a pieni polmoni guardandosi in giro a raggio lungo. Si sentì accarezzato da una piacevole brezza pomeridiana e nel suo viso si disegnò un pieno sorriso di soddisfazione. Il vento si levò in modo sempre più forte fino a sollevare da terra tutti i suoi scritti, l’uomo sorpreso e un po’ scocciato  provò ad agguantarli ma senza riuscirci. Le sue braccia si muovevano nell’aria velocemente, saltava per prendere almeno i fogli liberi, rincorreva i fogli spazzati via dal vento ma sembravano fuggire per dispetto. Stanco di combattere contro il vento si arrese e si sedette sulla panchina  affranto al pensiero di avere perso tutti i suoi preziosi scritti ma soprattutto non aveva più un foglio su cui scrivere. Tutto ciò era la cosa che lo rendeva più triste in assoluto..

Aveva perso tutto.. Con le mani in capo rimase seduto senza muoversi, senza fare nulla.. lo sguardo fisso a terra.. riuscì a scorgere la solita mano che appoggiava qualcosa vicino a lui ma quando alzò la testa non vide più  nessuno attorno a lui.. di nuovo.. Notò però un qualcosa, di nuovo vicino al posto dov’era seduto.. allungò la mano e con stupore ed emozione raccolse e portò a sé un block notes dalle pagine ancora candide e una penna. Ne sfogliò la copertina avido di iniziare a fare ancora ciò che amava e vide che nella prima pagina c’era un pensiero scritto con una calligrafia elegante: “Sono l’attesa di un mondo migliore, un gesto gentile in un mondo egoista, sono un desiderio non ancora realizzato, una mano tesa contro un pugno chiuso, la gioia delle piccole cose.. la gioia e la forza dell’accontentarsi.. Sono la fiamma che fa vivere la vita stessa…”
L’uomo rincuorato da questi versi così toccanti decise che l’unico nome che poteva avere colei che li aveva scritti era: speranza.

4 pensieri su “Una mano tesa”

  1. Grazie mille Sandra! hai ragione.. è un bellissimo pensiero! ho visto il tuo blog di poesie, mi sembra veramente bello! che invidia! (in senso positivo:).
    Farò un salto nel tuo blog a leggerle con calma le tue poesie!
    Grazie ancora! Silvia

  2. Speriamo sempre tu scriva così bene.
    Complimenti da un intruso qual è sempre il Folletto. 🙂

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