La partita della vita

Fa caldo, le cicale cantano, si sente il mare, troppo lontano. Vorrei fare mille cose per non pensare ma poi, purtroppo mi ritrovo qui, sola e il pensiero non può far altro che posarsi su te. Tutto è così tremendamente ingiusto!
Una risata lontana mi blocca e per un attimo, per un solo istante il pensiero si ferma ma poi ecco che ricomincia a pulsare. Mi rassegno e ti penso.
Mi domando perchè il cervello di una persona debba essere così complesso, non potrebbe rimuovere le cose che fanno stare male e mantenere soltanto quelle positive? Si eviterebbe di stare male. Ecco il punto: l’uomo è destinato a soffrire. E allora come consolazione lo hanno fornito di ottimismo: Utile! Ma servirà a qualcosa se nonostante tutto, le cose continuano ad andare sempre peggio? Ci fosse qualcuno che sappia darti le risposte che cerchi! Ci fosse, semplicemente, qualcuno!
Spesso penso che non ci sia proprio nessuno per l’uomo, animale in pena, sofferente e per di più destinato a morire. Perchè gli hanno dato la vita se prima o poi gliela toglieranno? Dilemmi! Spero soltanto di riuscire di nuovo a godermela questa vita, triste esistenza. Il destino, prima ci ha fatto incontrare e poi soffrire insieme, ma servirà a qualcosa tutto questo dolore? Ecco di nuovo le domande a cui nessuno mai risponderà, domande retoriche che l’uomo si fa per consolarsi e per cercare di attutire i dolori della vita.
Servirà pregare? Altra domanda, inutile. Sai cosa vi dico, vita, destino, Dio: io voglio affrontare tutto fino all’ultimo momento, voglio partecipare ma soprattutto voglio vincere, voglio andare avanti e prendermi il premio dell vittoria, voglio avere tutto ciò che ho sempre dsiderato dalla vita! Farà male? Sarà doloroso? Ne varrà la pena, ne sono certa! E questa partita la affronterò con te, amore mio, insieme possiamo tutto, tutto, tutto.

2 pensieri su “La partita della vita”

  1. Nei primi anni dell’800 Beethoven musicava l’Inno alla gioia, scritto da Schiller, nello stesso periodo Leopardi dava voce al suo pessimismo disperato e disperante.
    Sordo e perso nella sua solitudine il primo, malaticcio e deforme il secondo.
    Due grandi personaggi, due figure titaniche nella storia artistica umana.
    Come vedi, ognuno risponde alle “domande della vita” come può, come sa, come vuole.
    La vita, a mio giudizio, va “voluta”, perseguendo il “buono e il bello”, perchè , l’Uomo ideale, secondo la filosofia occidentale di cui siamo figli, è bello e buono.
    Al di fuori di ciò può esserci tutto, ma non la felicità.
    (E’ appena il caso di ricordarti che l’Inno alla gioia è l’inno della Comunità europea e un motivo ci sarà…)
    Ciao.
    anna

  2. Beethoven….

    Quando lui dopo varie situazioni decise di presentare “la 9”, la Corale a Vienna, lui direttore completamente sordo nel fragore degli applausi a termine, fu “girato” verso il pubblico che applaudiva lui che non sentendoli rimaneva al suo posto.
    Ogni volta che mi immagino la scena mi vengono i brividi.
    Il Maestro…
    Grazie Erika, nel finale sei tornata nel mondo di chi vede il bicchiere mezzo pieno..
    Bella.

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