Mariolino e la fortuna

Mi disse: “Raccontami una storia”.
E io, come tante altre volte, non seppi dirle di no.

Mariolino è stato sfortunato con il nome, ma per il resto è uno dei cosiddetti baciati dalla fortuna. Ribattezzato presto Gastone per la sua tendenza a trovare oggetti per terra come il borioso cugino di Paperino, non trova con la stessa facilità fanciulle disposte a uscire con lui. Del resto anche nel fumetto Paperina era fidanzata con Paperino. In seconda istanza un noto detto popolare recita “Fortunato al gioco, sfortunato in amore”. Mariolino conferma l’assenza di influenza della buona sorte nelle faccende di cuore. Ti confesso che io stessa traggo meno piacere dall’avere come protagonista delle mie storie una persona fortunata. Molto meno divertente di un personaggio sfigato, che ti apre tantissime varianti ad ogni bivio della storia e condisce di divertente ironia il narrare. La nostra fortuna, perchè anche noi ogni tanto siamo fortunati, è che la storia di Mariolino è piuttosto breve, quindi ci sbarazzeremo presto di lui.

Studente svogliato ma dai voti invidiabili, 2001 al 2004 ricopre di doni la bella Elisa, una ragazza bionda e esile, abbastanza sfacciata da accettare ogni regalo dello spasimante sbattendo la porta per ringraziare con quel modo di fare tutto suo. Mariolino si dice soddisfatto, gli piacciono le persone scontrose. Togliere il guscio è laborioso, ma la fatica impreziosisce il momento della riuscita di gioia e soddisfazione. Dopo 2355 euro spesi in regali, biglietti, cioccolatini e biglietti per eventi cui si reca con le amiche o, somma beffa, con altri ragazzi, Mariolino è folgorato da un pensiero rivelatore. Forse non sta solo facendo la difficile, forse non vuole tirarsela fino a sfidare la resistenza elastica. D’un tratto gli sembra possibile che non sia innamorata di lui e se non lo è, allora deve essere lesbica. Conclude così la sua prima relazione, non senza un certo rancore per la bella ninfa che si è succhiata tutti i suoi risparmi di studente del liceo. Avrebbe potuto metterlo al corrente delle sue tendenze sessuali e lui si sarebbe risparmiato un bel mucchio di soldi. Due giorni dopo la vede a spasso con il suo amico Luca, suo compagno nella squadra di basket giovanile locale. La sera lo incontra agli allenamenti.
“Come mai perdi il tuo tempo con Elisa?”
“Vorrei uscire con lei, come ragazzo capisci? Per iniziare me la sto facendo amica, la accompagno a fare shopping e cose così.”.
“Ingenuo. Non farti mandare in rovina anche tu da quella sanguisuga. – disse Mariolino, che di amicizia a Elisa non ne ha data nemmeno una goccia – Lasciala perdere. Certo è molto bella, ma ha un suo segreto…”
“Adesso devi dirmelo! Dimmi il segreto!”
“Ok, ma tu devi promettere che lo terrai per te!”
“Prometto!”
“Elisa… è lesbica!”
Gli occhi di Luca osservano con goduria scorrere immagini saffiche molto piccanti. Poi si riscuote e comincia a metabolizzare l’informazione.
“Che cosa?”
“Sì lesbica, non le piacciono gli uomini. Preferisce… le donne!”.
“Oh cavoli! Sei sicuro?”
“Al cento per cento” garantì Mariolino.
Dal giorno successivo Luca smette di invitare Elisa e si dichiara molto occupato le due volte che lei prova a chiamarlo. Fine dell’amicizia.
Mariolino è mediamente contento, si sente rimborsato di almeno 500 degli euro incautamente investiti in tentativi materiali di conquistare la ragazza.

Le sue mire si spostano presto su Matilde, la brunetta della quarta C, amica di Elisa ma, a suo giudizio, non troppo stretta, o intima, da poter essere una delle sue compagne di giochi esclusivamente femminili e peccaminosi. La tecnica dei regali si era già rivelata infruttuosa e poi cominciava ad essere un po’ a corto di liquidi, per questo cerca di impressionarla con la sua formidabile fortuna. Come previdibile, Matilde lo prende in antipatia. Mariolino è soddisfatto.
“Lo sanno tutti che se una ragazza si dimostra ostile con un uomo lo fa solo per mascherare i suoi veri sentimenti. Matilde è cotta di me. Quasi a puntino.” ripete Mariolino a sua sorella, che tende a deriderlo per le sue infruttuose campagne di corteggiamento.
Invita Matilde alla festa di Natale, una serata danzante per giovani coppie nel salone del club più esclusivo della città, sfoggiando i due biglietti trovati su un sedile del treno, nella tratta dalla scuola al campo di basket. Matilde considera l’offerta. I saloni del “Versalleis” sono i più prestigiosi del circondario e all’evento parteciperà la crema della città. Un’occasione ghiotta per sfoggiare l’abito da sera che le ha cucito sua sorella, splendido e luccicante, da indossare con i guanti. Da sogno. Senza contare gli incontri che potrebbe fare, le opportunità che potrebbero nascere per lei che studia recitazione e canto sin dai primi anni di vita. A guastare un quadro così allettante e appagante dei suoi sogni più reconditi sortiti dai dorati volumi rilegati di fiabe della sua infanzia, la prospettiva di sopportare per un’intera serata quel pallone gonfiato di Mariolino. Come si era vantato per aver trovato quei biglietti! Quasi come sia un vanto il fatto di non avere le conoscenze giuste o di appartenere a un gruppo privilegiato, non essere nessuno, solo una persona inspiegabilmente investita da ripetuti colpi di buona sorte. Certo, questa casualità rende la sua vita piuttosto imprevedibile. Ogni giorno si ritrova senza preavviso in contesti nuovi  e distanti dal suo ambito familiare e di iscritto a un liceo pubblico, con interessi di tutto rispetto ma piuttosto monotoni. Se fosse simpatico e meno esibizionista non avrebbe bisogno di fare il cagnolino dietro alle bellezze della scuola, potrebbe far colpo senza problemi su una ragazza carina e simpatica con cui condividere i suoi momenti fortunati e non solo quelli. Matilde accetta l’invito e Mariolino è al settimo cielo, fiero di aver fatto breccia nel cuore di una creatura tanto bella e sofisticata.
“Verrò a prenderti con un bel macchinone, non so dirti quale perchè devo aspettare che la sorte ne metta uno a mia disposizione per la serata, ma stai tranquilla: con me avrai sempre il meglio, la mia fortuna non tradisce!”. Esasperata da questo sfoggio di autocompiacimento, lo aggredisce con una discreta dose di cattiveria:
“Ah ma intendevi dire che al ballo dovrei venirci con te? Pensavo volessi vendermi i biglietti, per andarci con qualcuno di mio gradimento. Grazie, ma non mi interessa. Non te la prendere, vedrai che la tua fortuna metterà al più presto sulla tua strada una ragazza felice di accettare. Specie se vai nella strada parallela a questa… Ciao!” e se ne va, nel petto la piacevole certezza di essersi risparmiata una logorante agonia nel tentativo di sopportare l’irritante boria di quello smorfioso di Mariolino.

La strada dove lo ha indirizzato è, manco a dirlo, il viale prediletto dalle prostitute della loro città. Mariolino regala i biglietti alla sorella, per la disperazione di Juri, il suo fidanzato tutto hamburger, partite di rugby, abbigliamento sportivo e con l’abitudine di esternare il sollievo portato dalle generose sorsate di birra fresca che innaffiavano le sue giornate con rumori lunghi e virili, rilasciati dalla sua bocca con straordinaria frequenza. Avrebbero fatto un figurone. Depresso, Mariolino esce di nuovo e raggiunge gli amici – amici del suo vicino di casa Filippo, disposti a sopportarlo una volta ogni tanto – al Pub Green Diamond.

“Non ci crederai.”
“Cosa?”
“Matilde…”
“Verrà con te alla festa.” In effetti, no non ci avrebbe creduto. Filippo conosce Mariolino da sedici anni e sa bene quanto possa diventare insopportabile nel fare “lo splendido” con l’altro sesso.
Mariolino scuote la testa e poi tira fuori la bomba:
“Le piacciono le donne!”.
“Matilde lesbica?! Anche lei? Te lo ha detto?” chiede Filippo, con un’incredula alzata di sopracciglio.
“Non proprio, ma si capisce.”
Filippo porge a Mariolino la sua lattina di Coca-Cola e gli allunga una mano sulla spalla, con fare paterno:
“Vedi, Mario, non tutte le donne sono tenute a cadere ai tuoi piedi quando offri loro la dimostrazione di essere più fortunato delle persone normali. Soprattutto, non tutte sono tenute a invaghirsi di te. Anche il ragazzo più bello e simpatico del mondo può non piacere alla ragazza di cui si è invaghito.”
“Certo, ma una donna può sempre essere conquistata!”
“Forse c’è del vero in quello che dici, ma per corteggiare ci vuole una certa classe. Unita a una profonda conoscenza dei gusti femminili. Per questo tante ragazze apprezzano i maschi omosessuali: loro sanno come prenderle. Sanno ad esempio che la maggior parte delle donne preferisce i tipi timidi e taciturni, misteriosi e bisognosi di aiuto. Alla donna piace soccorrere, ascoltare, capire.”
“Cosa stai cercando di dirmi?”
“Devo farti questo discorso prima che tu cerchi di convincerci tutti che ogni singola fanciulla della città è dell’altra sponda. Ma, in verità, lo sto facendo per un’altra ragione, ben più importante secondo me.”
“Sarebbe?” chiede Mariolino incuriosito. Filippo ha fama di essere saggio e intuitivo, con una spiccata tendenza alla riflessione. I suoi pensieri sono spesso molto profondi e sorprendentemente azzeccati.
“Bene, io credo che tu non sia mai stato innamorato.”
“Ma che dici?! E Elisa? Credi che avrei speso tutti quei soldi se non la avessi amata?”
“Esatto. Se i tuoi fossero stati sentimenti autentici e profondi avresti cercato di conoscerla, di parlare a lungo con lei, di suggerirle i libri e i film che ti hanno fatto emozionare, di provare a fare una delle sue attività preferite per starle vicino, di capire le sue debolezze, i suoi problemi. Ti saresti fatto ascoltatore e amante delle tematiche femminili, avresti sognato di portarla al mare e di fare un viaggio con lei. Ogni sera il desiderio di farci l’amore ti avrebbe fatto eccitare fino a toglierti quasi il respiro e costringendoti a repentine corse in bagno per arginare le esplosioni… amorose.”
“Ognuno ha le sue tecniche. E poi con le ragazze che mi sono scelto finora non avevo speranze a prescindere.”
“Perchè sono lesbiche, giusto. Incredibile, mi stupisce dove può arrivare la tua autostima. Mostruoso. Nemmeno ti sfiora la possibilità che qualcuno possa non apprezzare il tuo modo di essere.”
“Il mio carattere può anche non piacere, ma non vedo perchè una ragazza non dovrebbe essere felice e lusingata di diventare beneficiaria dei miei colpi di fortuna.”
“Staresti con una persona che non ti ama ma ti vuole solo per qualche biglietto gratis e regali al di sopra delle tue possibilità?”
“Non è solo questo, quello che offro è uno stile di vita. La mia fortuna caratterizza e dirige ogni mia giornata.”
“Davvero difficile farti ragionare.” Filippo attinge dalla sua Coca-Cola meditabondo, indeciso su come procedere per far capire a Mariolino quanto sia assurdo il suo modo di pensare. “Prendiamo che sia tutto vero. Elisa è lesbica. Se tu fossi stato veramente innamorato di lei, non avresti gettato la spugna.”
“Il mio era amore puro, al cento per cento. Non pensavo ad altro, nè ad altre.”
“Ipotizziamo che sia vero. Allora perchè hai mollato? Se ami qualcuno, non accetti. Può anche esserci una forte motivazione razionale, ma il tuo cuore resiste. Credo, anzi sono convinto, che il sentimento dell’innamorato sia incrollabile. A dispetto di tutto. Per questo dico che non amavi Elisa, così come non ami Matilde. Se fossero state loro a dirti di essere lesbiche, tu prima di tutto non ci avresti creduto. Quindi avresti cercato di convincerle che non è vero, per poi cercare di dimostrare loro che stare con gli uomini è meglio, che la loro scelta non potrà mai soddisfarle. Infine, semi-rassegnato, saresti diventato l’amico e confidente dagli occhi imploranti un po’ d’amore. E lo saresti rimasto. Per sempre.”
“Per sempre?” Mariolino è sbigottito.
“Proprio così. Un giorno avresti conosciuto un’altra e abbandonato la tua Mission Impossible, ma una puntina del tuo cuore sarebbe comunque rimasta convinta di avere una speranza, un giorno, chissà dove e chissà quando.”
“Forse forse, l’omosessuale sei tu.”
“Rimani così e non avrai nè amici, nè tantomeno donne. L’aridità è fine a se stessa. Arricchisciti Mariolino, impara a gioire di quello che non dipende dalla tua fortuna. O la tua fortuna diventerà la peggiore delle condanne, per te.”
“Come dovrei fare per arricchirmi, come dici tu?” Mariolino è inquietato dalle funeste prospettive dipinte dal suo vicino di casa, forse il suo unico amico.
“Puoi cominciare aiutando qualcuno. Fai volontariato, vedrai che ti darà grosse soddisfazioni. E sforzati ogni giorno di più di essere semplice, gentile. Dimenticati di essere fortunato. Convinciti di essere normale e… intelligente. E sensibile. E diventalo.”

Mariolino si rende presto conto di essere stato fortunato di nuovo quel giorno. Fortunato perchè Filippo ha saltato l’allenamento di calcio per parlargli e gli ha dato una vera lezione di vita.

A poco a poco, comincia a seguire i suoi consigli. I colpi di fortuna non svaniscono, ma diventano solo un insieme di piccoli fatti della vita, come prendere una multa o incontrare un vecchio conoscente. Immersi nel mare delle cose davvero importanti.

Un pensiero su “Mariolino e la fortuna”

  1. Bella storia, con spunti molto interessanti ed educativi anche… fa sicuramente pensare ad alcune situazioni della vita che tutti noi abbiamo vissuto in un modo o nell’altro, direttamente o indirettamente… Ciao!

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