Che Fare con un Trattore in Fuga?

Era una domenica di maggio. Qualcosa succede a me ogni maggio in Italia. Un anno è morta la mamma della nostra padrona di casa a 84 anni. Un anno sono diventata molto malata io e ho dovuto viaggiare a Roma e poi a Boston con una febbre alta e una pancia piena di batteri. Quest’anno era l’incidente con il trattore.

Tutti erano a casa per il pranzo, tranne me e lui. Ha provato a uccidermi. Ha provato a fuggire. Anche i carabinieri stavano mangiando e non erano disponibili. La mia macchina era sfasciata nel mezzo della strada. Avevo una grande paura ma una rabbia ancora più grossa. Stavo tenendo me stessa sulla sua attrezzatura per raccogliere il fieno come una pazza mentre lui stava provando a mandarmi in aria. Accidenti.

Sono andata quella domenica mattina a Tarquinia a vedere le tombe etrusche e stavo tornando ad Orvieto dove abita il nostro gatto da nove anni. Anche noi quando siamo qui in Italia – per circa quattro mesi all’anno – 3 mesi d’autunno per aiutare con la vendemmia e la raccolta a mano delle olive e un mese di primavera a visitare il gatto, Massimo, ed i nostri amici sia a Roma che Pescara, Firenze o Umbertide. Ma sopratutto, dobbiamo essere chiari, a visitare Massimo.

E allora, ero un po’ in fretta perché ho voluto passare il pomeriggio con… quel gatto. Non conoscevo la strada bene bene fra Bolsena e Orvieto e ho dovuto fermarmi a studiare il cartello che indicava il bivio. Devo andare verso Castel Giorgio o verso Bagnorregio? Mi sono fermato in una piccola isola fra le diverse strade e stavo pensando quando……….. BOOM CRASH BANG! Buona notte.
Pensavo che fosse un albero che mi era caduto addosso, o un mostro. Ho perso la conoscenza per alcuni secondi poi mi sono ripresa. Ho sentito un rumore molto strano come un motore alle prese con il suo autista o…… chissà? Con difficoltà e ormai un mal di testa, sono scesa dalla macchina solo per vedere….. il mostro! Un vecchissimo trattore degli anni 60, con l’attrezzatura per raccogliere il fieno attaccato di fronte, in retromarcia, con un contadino al volante, ma un contadino quasi cieco, di oltre 80 anni, senza patente, senza freni, che tornava a casa per pranzo. E provando a scappare via dopo aver investito la mia macchina con me dentro! In retromarcia ma con difficoltà. Ho urlato “fermati!” ma lui mi ignorava. Per un pelo ero viva e…………. lui stava andando via! “Chiamo la polizia” ho gridato con nessun’idea come farlo. Lui continuava la sua retromarcia con i rumori sempre più strani che venivano dal trattore. “Alt ti dico.” Niente.  Poi, è uscito fuori dalla sua bocca un elenco delle parolacce e delle bestemmie come non ho mia sentito, neanche sul podere. “Ma che cretina sei tu! Porca miseria……. dxx serpente…… non posso beccarmi una multa….. che stupida tr%x! per aver fermato dove non posso vedere!”……. vaff….. scema……. mannaggio a cr%x!&…… d%x! cane ……Mad%x!&………. che guai……… merxx………. d%x! infame bastardo stronza idiota lurida schifosa” …………..ecc.

Stupita, ho dovuto ragire, pensando (come i cafoni di Silone) “che fare?” Non c’era scelta. Lui non si fermava. Mi sono arrampicata sull’attrezzatura e l’ho guardato a quatti occhi, con il mio telefonino in mano. “Ma dove vai?” ho urlato.  “Che cavolo fai? Mi ha travolto! Dobbiamo chiamare i carabinieri. Dove sono i tuoi documenti?”
Ma lui – non solo continuava a ignorarmi, mentre continuava a bestemmiare, adesso cominciava ad usare il cambio per alzare e fare scendere l’attrezzatura sulla quale stavo io in piedi, con le mie mani stringendo una parte del volante – una lotta.  Su e giù, su e giù sono andata io. Ma dove andava a finire questa faccenda?

Per fortuna, a questo punto è passata una macchina con due coppie italiane, tornando da chi sa dove. Ma la macchina si è fermata per sapere che cazzo stava succedendo – se fosse pazzo il vecchio contadino o fosse pazza la donna che andava su e giù urlando “Alt!  Stop!” con un suo cellulare in aria. Mi ha detto dopo che era davvero una scena da Toto’ o Verdone. Erano loro a chiamare i carabinieri – che erano a pranzo per ancora un’ora ci hanno detto. Solo in Italia.

Anche sapendo che lei stava dormendo, dopo pranzo, nel caldo di maggio, ho chiamato la nostra padrona di casa, Pia, per farla sapere che era successo. “Ma tu, dove sei adesso?”  Ho spiegato.  “E chi c’è lì?” Ho spiegato. “E tu stai bene?” Ho detto di sì. Una pausa. Lei mi conosce bene. E poi, “Ascoltami bene. Anche se tu ha ragione al 100%, sei straniera. Il vecchio è di quelle parti e conosce bene i carabinieri – è probabile che un amico della sua famiglia, magari un figlio in classe con il proprio figlio, cresciuti insieme…….. devi rimanere calma ad ogni costo e solo insistere per i nomi, i numeri di telefono, l’informazione della sua patente, ecc. Poi torni qui – puoi guidare la macchina?” “Sì” “Mi capisci bene?” “Sì.”  “Stai tranquilla. Ma non arrabbiarti con i carabinieri che saranno dalla parte sua anche se è sbagliato al 100%.”  “Capisco” ho detto.

I miei “testimoni” stavano per andare a casa – è passata più di un’ora. Mi hanno lasciato i loro nomi e numeri e hanno stabilito che il vecchio non aveva la sua patente, o i freni, o i fari, o la cintura della sicurezza, o il libro con l’assicurazione o i suoi occhiali di vista e non mi ha visto ma non ha voluto beccare una multa. Non aveva rimpianti – era anche lui molto arrabbiato con me per non averlo lasciato andare via.  E’ andato dietro un albero a fare pipì. Il sole spaccava le pietre. Avevo fame anch’io.

Quando sono arrivati i carabinieri, hanno “dimenticato” i moduli adatti…….. ma avevano pranzato meno male. Uno di loro ha portato il vecchio a casa sua per prendere i documenti. Un’altra mezz’ora. Massimo mi aspettava. Finalmente sono tornati. La patente era scaduta. E’ proibito guidare anche un trattore senza una patente in vigore. I fari erano rotti. E’ vietato guidare un trattore senza i fari accesi. La sua patente diceva che lui non poteva guidare senza gli occhiali da vista – erano a casa. E poi i freni. E poi il fatto che mi ha tamponato da dietro – aveva lui l’ultima opportunità di frenare e evitare l’incidente. Ero ferma, fuori della strada in una piccola piazza con i cartelli. Ma non c’erano i moduli, per sfortuna.

Volevo strillare ma poi ho ricordato le parole di Pia – anche lei è una contadina che ha subito maltrattamento dei “responsabili”. Ho aspettato con tutta la pazienza che mi rimaneva. Ho solo insistito che dovevamo riempire i moduli giusti per la mia assicurazione e la sua assicurazione per essere al 100% sicuri che paga lui tutto tutto tutto il danno. Per le multe, non mi importava niente. Allora, che fare?

All’improvviso è arrivato nello stesso momento il figlio del vecchio e sono tornati  i miei testimoni, dopo aver pranzato, per curiosità. A questo punto, i carabinieri cominciarono a cercare e, per Bacco! Hanno trovato il modulo giusto. Con tante scuse, non a me, ma al vecchio, per avergli dato fastidio, abbiamo fatto il tutto in 10 minuti e ho portato via la vita, morte e miracoli di tutti quanti insieme con la promessa del figlio di contattare l’agenzia dell’assicurazione il giorno dopo, lunedì.

Ho girato per tornare alla macchina. Adesso calmo, il vecchio mi ha avvicinato e, a bassa voce mi ha chiesto scusa. Gli è venuto il panico e non ha voluto perdere il diritto di guidare il suo trattore a 86 anni. Orgoglioso. Mi ha invitato a cena il giorno dopo. Essere gentile non mi costava niente e a quel punto volevo lasciare una buona impressione perché, dopotutto, pensavo alla sua vita dura e alla mia vita di fortuna e opportunità, ecc. Ci siamo abbracciati. Le lacrime di gioia no ma comunque……….

Il giorno dopo, tutti – i carabinieri, i testimoni, tutta la famiglia del vecchio, io con un maschio della famiglia Pasqualetti, abbiamo condiviso tante pizze fatte in casa, un po’ di vino, e la sua assicurazione, dopo 6 mesi, ha pagato il danno. Il vecchio non ha mai pagato una multa. Suo figlio era, infatti, il miglior amico di un carabiniere della zona…….. Mi domando se oggi, 6 anni dopo, guida ancora. Spero di sì, ma con i nuovi freni. Ed i fari accesi. Gli occhiali di vista. Se non qui, sicuramente nell’ aldilà. Solo in Italia.

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