Brezza Leggera

Geme il vento nomade, d’un suono vago
e da questa piana inaridita, mi porta
migrando, nel posto a me più caro.

Ben sento rigonfio
il sospiro suo e intorno,
tra l’ali e le foglie
il volgersi dell’onde,
e mormorare le acque,
qual tocco nostalgico
il tintinnio delle sartie!

E fulge,
s’inonda, riemerge
il sole ad ogni suo palpito.

Sussurrano i gabbiani
alle tremule vele,
sfavillano gemme
nell’aria serene…

Ma ancora per quanto
vivrai, mio soffio di vita?
Illusione sfuggente, più intensa
perchè ti spegni
e te ne vai, come sale fra le dita…

7 risposte

  1. SANDRA CARRESI ha detto:

    Molto bella e delicata.
    Sandra

  2. Folletto ha detto:

    Bella, sembra scritta in altri tempi.
    Da leggere e rileggere per capire.
    Grazie.

  3. Katia ha detto:

    Ha una bella musicalità questa poesia, che richiama un poetar d’altri tempi. Il verso finale ricorda molto una canzone di Grignani (e te ne vai, con la mia storia fra le dita), ma probabilmente è solo una suggestione…
    Un saluto

    Katia

  4. anna ha detto:

    Una lirica dal ritmo antico, dai versi armoniosi, dalle parole che descrivono immagini e suscitano sensazioni…
    E il tempo che scorre come sabbia nella clessidra impietoso e incalzante.
    anna

  5. Lucia Manna ha detto:

    Una poesia dai sapori antichi.
    Complimenti e 5 stelle.

  6. Claudia Caminita ha detto:

    Questa poesia è bella e musicale, malinconica e descrittiva.
    Bellissima.. Ma chi l’ha scritta?
    Un bacione

  7. Marianna ha detto:

    Vi ringrazio per tutti questi commenti 🙂
    Marianna

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