Periferia (portarsi addosso)

Lei è signora
delle lampade al sodio
dei giardini all’inglese.

Rumori notturni.
Intarsi di acciottolati
tracciati di dita a fuggire
nei solchi polverosi del mondo.
Gloriose ed infinite strade
e annientatrici.
Lei che ama i sentieri.
Il vessillo
liso
dei miei artifici d’esilio, d’asilo.

Lei
è ninfa dei viali alberati
dell’hinterland
(quasi come
bottiglia di vetro marrone,
ripudiata ubriaca,
riverbera
di frantumi d’arancio notturno).
Evoca il ricordo dei fiori d’arancio
bianchi.
Dei tamburi nella notte dei fuochi.

Film, canzoni, negozi,
serate.
Ogni singola pubblicità
questo lei è.

Mia città offuscata d’inezie
e lampioni,
eclissi gli astri!
Fino a che adombri i miei occhi
di sonno.

2 Commenti per “Periferia (portarsi addosso)

  1. Ciò che si porta nel cuore il Poeta lo canta e lo ama, nella sua bellezza, bruttezza e capacità di dare vita ai nostri giorni, al quotidiano che a volte disprezziamo ma, che alla fine amiamo perchè è la nostra Vita, unica, vera, fotografata nell’anima e nei ricordi.
    sandra

  2. Una dolce fotografia di emozioni e immagini, sfumate come vecchie stampe color seppia, complimenti e grazie di questo quadro delicato e intenso, saluti
    EMA

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