Schiavi contro schiavi

Non ci si può parlare sempre in generale

Solo per non farsi del male

La verità viene a galla come l’olio

L’ignoranza uccide più dell’odio…

 

Non mi riscalda più questo tricolore

Bagnato come è adesso di lacrime e di dolore

Ora che ritorno a casa in orizzontale

Solo domande sono quello che rimane…

 

Morire per chi?

Morire per cosa?

La democrazia come scusa…

 

Ignari contro ignari

Schiavi contro schiavi

Scorre il nostro sangue

S’ingrassano i “signori”

Tu cercavi il paradiso

Io un lavoro onesto…

Dov’è Dio in tutto questo?

Siamo solo schiavi contro schiavi

Mandati al macello per ingrassare i “signori”

Né bandiere, né valori e  nemmeno religioni…

 

Morire per chi?

Morire per cosa?

La democrazia è un’altra cosa!

6 risposte

  1. SANDRA CARRESI ha detto:

    Certo che la Democrazia è tutt’altra cosa!
    I Signori della morte, del quattrino, del potere, fanno ragionamenti a tavolino e poi… bagnano le bare avvolte nel tricolore.
    Il Mondo ha bisogno di Pace, ognuno si tenga la propria religione senza alcuna imposizione.
    L’Onestà è la sola Regina.
    Ma, neppure la Storia, riesce a far capire al Mondo che la Pace è l’unico elemento capace di farlo girare.
    Un saluto, marinaio, giustamente, arrabbiato.
    sandra

  2. anna ha detto:

    La democrazia non si esporta.
    Non possiamo continuare a confrontarci con popoli che non hanno vissuto il Cristianesimo, il Rinascimento, l’Età dei Lumi, la Rivoluzione Francese, le due Guerre e della nostra civiltà percepiscono solo gli eccessi e gli aspetti negativi.
    La soluzione non è il melting pot, ma la Storia.
    E se la storia è solo elenco di vendette, di sopraffazioni e di sovrapposizioni e non cammino di ricostruzione e di incontro, non arriveremo mai da nessuna parte.
    Un abbraccio.
    anna

  3. Nicolas Antares ha detto:

    Bellissima poesia merendero! Bravo!
    Hai scritto quello che molti di noi pensano quando un militare muore in un’operazione che troppo spesso non è di guerra ma serve a riporatre la pace in un dato luogo.
    E l’uso della rima ha reso il tuo scritto ancora più efficace.
    Un caro saluto da Nicolas Antares (QS-TANZ).

  4. stefano ha detto:

    Merendero – capisco molto bene la tua rabbia in corpo, io me la porto dietro dalla nascita. Sappi che sono un orfano di guerra e quello che hai scritto in poesia è la pura verità: morire per chi? morire per cosa? due domande a cui non c’è risposta. C’è solo la voce dei figli piccoli che chiedono papà dov’è? E la storia di tanti soldati morti senza un nome inciso sulle lapidi. un saluto da Stefano

  5. ema ha detto:

    Le motivazioni cambiano, ma non chi dirige la musica, è la storia di sempre, della quale siamo stanchi, che muoiono dei bravi ragazzi!!!!
    GRAZIE di aver avuto il coraggio di scrivere su questa farza democrazia.
    Un abbraccio a risentirsi
    EMA

  6. sergio ha detto:

    Anche a me piacerebbe un mondo dove uno può stabilirsi dove vuole e trovare lavoro senza tanti problemi! Ma temo che questa sia solo una chimera; ricordo di un mio antico conoscente che era emigrato oltreoceano in cerca di fortuna, a costo di tanti sacrifici ed umiliazioni mise da parte qualche soldino e appena possibile se ne ritornò dalle parti dove era nato e fece famiglia e lavorò duramente per mantenersi ed è morto avanti negli anni nel suo letto: morale la vita è dura dappertutto. Ciao con affetto

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