Cinquecento paracadute
Vivo nei ricordi,
li cambio d’abito
ogni giorno,
li smonto e li rimonto
in un Mondo di fantasia
che conosco solo io,
ma qualche pennellata
si riesce a intepretarla,
forse dà emozione
e calore.
Sono però fermamente
attaccata al presente e
alla realtà,
ed é per questo
che
atterro sempre
con
cinquecento
paracadute.
s.
Anch’io uso i ricordi come i Lego.
Brava, in poche righe hai condensato lo scenario che la nostra mente produce quando si libra nel passato.
Ciao. QS-TANZ
hai fatto centro
MI PIACE L’AVREI VOLUTA SCRIVERE IO….!!!
…sai però…perchè non togli quei paracaduti, lasciati andare… se cadi… fai un salto nell’ignoto… magari ti piace!!
se vogliamo fare questo lavoro insieme ti servirà… anche ABBANDONARE l’idea della realtà che hai…!!
perché ti puo condizionare!!!
i tuoi ricordi possono servire….
certo puoi costruire o ricostruire quello che vuoi…
però per entrare in un mondo fantastico… devi cambiare ai tuoi ricordi il loro colore!!!
niente deve essere come lo vedi!!!
I BAMBINI FANNO COSì… QUANDO VOGLIONO EVADERE DALLA REALTà!!!!
Ha ragione Michele, lasciati andare Sandra, abbandona i paracaduti tutti (al plurale e non 500 paracadute) ed inizia a volare magari con timore ma provaci… Sei tutti noi. Con affetto sal…
Ciao Salvatore, ti ringrazio per il commento, però ti confermo che il plurale di paracadute é sempre paracadute, cambia solo l’articolo: il paracadute –
i paracadute – ; é come portacenere – il portacenere, i portacenere-
Ciao. Sandra
….il caduto, la caduta; i caduti, le cadute….
che gran ventaglio di significati!!!!!
Sandra carissima,
sei in gamba come sempre e in tutti sensi.
ciao