Poesia del Cielo e della Città
Occhi al vetro
fissi e grigi
allo sbocciar del sole, presi
dal cielo
in un lento accendersi
Lo sguardo di lei
si apre
si apre insieme
l’alba al mondo
sepolta al ricordo,
figura mia, ritta e affumicata
dall’insonnia
– Ma la sua è un’altra poesia questi sono i versi della poesia del cielo e della città! –
Eppur pareva lenta
come l’incedere dei bianchi capelli
così, senza il tempo d’invecchiare,
è giorno
Si sparge la luce su muri e gente
schizza e cola su lampioni e strade
vivono i colori e i fiori nelle botteghe
splende la città e i suoi odori
Pane e paste fresche,
come quelle che
nei cappuccini del bar
io e lei intingevamo,
mangiano seduti all’aria
di notte ancora macchiata.
Ma risuonano in me
ancora le sue risa e l’odore delle sue sigarette
– Qua in mutande e solo
non sono riuscito a scrivere la mia poesia
del cielo e della città
perché in questa stanza vuota si spegne
ogni mia emozione –
Alessandro, quando scrivi con tanto ermetismo, converrebbe che lasciassi un tuo commento esplicativo, per consentire agli altri di capirti.
Ciao.
Sembra una poesia molto profumata, mi piace la gaiezza delle cose descritte, piena di gente, di sapori e colori della realtà, della gente reale; la natura non l’hai fatta protagonista eppure è presente, come colore di sostanza che brilla qua e là attraverso suoni originali e quotidiani.