L’autobus perso

Camminava veloce con i libri sotto braccio, era pomeriggio e Giulia si accingeva ad andare a scuola per una esercitazione. Il giorno dopo avrebbe avuto il compito di stenografia e con gli esami vicini, in chiusura dell’anno scolastico, l’insegnante si prestava gentilmente a far allenare gli allievi il pomeriggio precedente il compito in classe.

Era leggermente in ritardo, quando, a pochi passi dalla struttura scolastica, improvvisamente lo vide. Beh, era abbatanza probabile, perché Lui, abitava proprio vicino alla scuola; fino all’anno precedente frequentavano la stessa classe, all’ultimo anno c’era la scelta dell’indirizzo e Lui adesso era nella classe accanto.

Giulia lo aveva nel cuore dal secondo anno di scuola, naturalmente era il suo segreto, neanche le amiche e compagne più care ne erano a conoscenza, lo ammirava e lo stimava, non avrebbe saputo definirlo bello, a lei era piaciuta prima la sua testa, e poi il fisico, ma era semplicemente una spettatrice, non sarebbe mai arrivata nei suoi pensieri neppure come amica, figuriamoci al cuore! Ciò nonostante fu sorpresa e contenta di trovarselo davanti e lo salutò affettuosamente.

Claudio sorridendole le chiese – “Che ci fai da queste parti a quest’ora del pomeriggio?” –

Giulia – “Beh, domattina abbiamo il compito di stenografia con la Mutti, velocità, sai…, ed é disponibile ad allenarci alla vigilia; ho un terrore degli esami…!”

Claudio – “Ti faccio una proposta: perché non lasci perdere e vieni a casa mia! Ci esercitiamo insieme, mettiamo su qualche disco e facciamo una gara di stenografia in velocità sulle canzoni, oppure possiamo allenarci con la radio. Che ne dici?”

Giulia, sapeva con certezza che un’altra proposta così non le sarebbe più capitata. Era l’occasione per stare insieme un pomeriggio intero in casa sua! Questa scena, non era riuscita neppure a sognarla! Ma, caratterialmente era talmente ligia al dovere, che subito pensò al disastro di compito il giorno dopo! L’insegnante, alla quale aveva risposto positivamente per la presenza pomeridiana, si sarebbe seccata per l’assenza dell’allieva, e Lei, era pure incapace di dire bugie. Si stava preparando a dire che le era impossibile mancare a quella lezione, quando udii il suo giovane cuore brontolare talmente forte da temere l’evidenza del suo segreto.

La voce allegra e un tantino maliziosa di Claudio la scosse.

Claudio- “Ehi, guarda che in casa c’é mia nonna, non siamo soli!”

Giulia, si affrettò a dire: – “un’altra volta Claudio, adesso devo andare, sono già in ritardo, non posso mancare, ciao, a domani.”

A Domani, le sorrise Claudio, e la vide entrare dentro il grande portone.

Il compito andò bene, e sarebbe adato così anche senza allenamento, Giulia era brava in velocità, ma non sarebbe mai mancata ai suoi doveri, non era proprio nella sua natura.

Un’altra opportunità non le sarebbe stata concessa, lo sapeva bene, “domani”, Lui, incontrandola al mattino l’avrebbe salutata, qualche battuta del momento, due risate, e poi, ognuno nella sua classe, e Lei, nuovamente a sognare.

A volte, dopo tanti anni, ripensava a quei due ragazzi, lì sul marciapiede vicino alla scuola; chissà se fosse andata a casa sua avrebbe visto la sua camera, i suoi ninnoli, i posters, Che Guevara che non mancava mai, i Rolling Stones, forse, avrebbe intuito e carpito qualche suo segreto; forse a Lui, sarebbe piaciuto leggere il libro segreto nel cuore di Giulia, probabilmente si sarebbe stupito, e meno distratto, avrebbe raccolto le parole mute dentro gli occhi di Lei, ma aveva lasciato passare l’autobus e in seguito non ebbe più situazioni simili, però, quel ricordo l’avvolgeva sempre in una dolce acre malinconia, una cioccolata amara che gustava lentamente, cercando di trattenerne il sapore più a lungo possibile, finché ne rimaneva solo il ricordo che inevitabilmente, riaffiorava, tutte le volte che, occasionalmente, passava da quelle parti. 

 

4 Commenti per “L’autobus perso

  1. Mi hai riportato indietro di quasi 30 anni… bello!
    Ciao Elisa

  2. ….tutti abbiamo nella mente un autobus sul quale non siamo saliti, che ci affascina proprio perchè non sappiamo come sarebbe stato il viaggio….
    ciao

  3. Il racconto mi fa ricordare i miei primi amori, i primi sogni e desideri, il rossore che appariva sulle mie guance se qualcuno scopriva i miei segreti……… il cuore che batteva forte per il compagno di classe, la voglia di sapere dove abitasse e cosa facesse……… sogni e realtà mescolate in una polvere magica……… la polvere della vita che scorre come un grande fiume in piena……….. alla ricerca di nuovi sogni.
    ciaooo

  4. E’ bello e reale, non è vero che il silenzio conta più di cento parole, il silenzio non comunica e ti può lasciare dentro solo tristezza.

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