Lo sfogo divertito di un cinico onesto
La sera presto tace,
ma qui non sento pace:
si crede nel pensiero
di vivere nel vero;
di certo zitto resta
con una faccia mesta,
l’idiota che ha creduto
di non venir fottuto.
Che povero salame
Geppetto, il falegname,
ma almeno lui ha cresciuto
un figlio dispiaciuto.
Tu, vivi onestamente
la gente intorno mente;
di lacrime e virtù
l’antica gioventù:
ma ecco sei distratto,
dove corri? sei inadatto.
Gran risa ha provocato
un popolo affamato.
Gli Dei stanno mangiando,
quel segno era nefando!
Non raccontar sciocchezze
nessuno fa carezze,
impara ad ogni figlio
l’amaro mio consiglio;
ma digli due o tre cose
almeno dignitose:
di uomini cialtroni
ho pieni i pantaloni.
Tutti ne abbiamo pieni i pantaloni di uomini cialtroni, ma, in molti guardano avanti sperando nella dignità e nell’onestà, componenti rare, ma, se per caso, col futuro figliassero, forse, potremmo lasciare un mondo da educare e da preparare alla futura classe dirigente.
Un saluto.
Sandra
“Cinico onesto”, un bell’ossimoro! Hai mai visto un cinico onesto? Io no! Ma questa, purtroppo, è la realtà di un’era in cui i cialtroni la fanno da padrone e la gente onesta è costretta a lesinar la lira! Anzi, l’euro, insieme al respiro!
Un saluto, Lucia
Cara Sandra, la penso come lei, ma purtroppo la speranza non basta. Ci vorrebbe coraggio nelle persone. Un saluto, Serena
Cara Lucia, non credo si possa definire un ossimoro. Non esiste, forse non è mai esistita una morale, o magari un’etica comune, considerando che le stesse vengono rimodellate a seconda delle necessità momentanee; permane uno spirito di superficialità che aleggia, mi permetta il termine, come un sonnifero. Non esistono basi forti che possano dare all’uomo, ora, uno spunto per operare reali confronti con quanto è giusto o sbagliato. Forse il cinico oggi è l’essere più vero che esiste. Un saluto, Serena