Silenzio sul tetto

Era silenzioso lassù, sul tetto, nonostante loro due stessero parlando.

Uno di quei tetti dai quali d’estate è possibile ammirare le stelle, con un venticello tiepido a bilanciare ciò che resta dell’afa del giorno.

Ma non era estate. Era inverno inoltrato, e a rimpiazzare il vento leggero c’era il tepore emesso dagli sfoghi dei camini.

Non era una notte d’inverno qualunque, era la notte del 31 dicembre.

La fine dell’anno, tempo di tirare le somme degli ultimi 12 mesi..

Erano seduti sul cemento di quel tetto piatto e grigio, con i piedi che raggiungevano quasi la grondaia, l’uno di fianco all’altra, braccia conserte sulle gambe al livello delle ginocchia e occhi fissi sui colori della città che riempiva lo sfondo davanti a loro.

“e anche quest’anno è finito”

disse lui con tono tranquillo, tra un tiro e l’altro della sua sigaretta..

la sua voce creò un alone biancastro nell’aria gelida. Forse le sua parole si persero in quell’aria, volando verso il cielo poiché lei non rispose.

Poi, come dopo aver pensato a lungo su cosa rispondere, lei annuì, senza aprire bocca..

avesse paura che pure le sue parole diventassero aria bianca per poi volare via?

Le luci della città infondevano un certo calore nei loro corpi, tanto che le sue mani si protesero varie volte verso quelle luci, come per riuscire a cogliere l’essenza di tale calore..

i loro sguardi non si incrociavano da molto tempo ormai, erano fissi sulla città..
laggiù dove gruppi d’amici si ubriacavano cantando e aspettando la mezzanotte.
Laggiù dove alcune coppie magari erano ancora in un qualche ristorante e poiché arrivati in ritardo per qualche motivo ancora aspettavano il dessert.
Laggiù dove i cani si chiedevano come mai tanta festa e.. e avrebbero avuto paura dei botti dei fuochi d’artificio, il che li avrebbe portati a chiedersi con maggior insistenza cosa fosse tutto questo.. o forse non pensavano? No, pensano.. i cani pensano.. lui lo aveva deciso e lei era d’accordo..

“Fa freddo”

disse lei senza prestare troppa attenzione alle parole che aveva appena pronunciato, tanto che non pretese alcuna risposta, né una ne arrivò..
faceva freddo, “sì” pensò lui..
il tepore dei camini e le luci della città non bastavano a riscaldarli a sufficienza.
Un anno era passato da quando si erano incontrati per la prima volta, in una strada mentre festeggiavano il capodanno, entrambi con il loro gruppo d’amici.. chissà quanti altri incontri simili ci sarebbero stati quella notte..

Il ragazzo mise una mano in tasca e dopo qualche secondo tirò fuori un lettore mp3..
scelse una canzone, si mise solo una cuffia e l’altra la mise a lei..

I’ve got sand in my pocket, I’ve got sand in my eye, I don’t know why you’re where I am”

(“ho sabbia nella tasca, ho sabbia nell’occhio, non so perchè tu sia qui con me”)

diceva la canzone..
sabbia..
non erano ancora mai stati al mare insieme..

Un 23:29 blu fluorescente appariva nel display dell’orologio figlio dell’era digitale che avevano messo in fronte a loro.
Cosa avevano guadagnato in un anno? cosa avevano imparato? cosa avevano perso?
era cambiato qualcosa nelle loro vite?
Queste domande si respiravano nell’aria, le stavano condividendo, come stavano condividendo probabilmente i ricordi che affioravano nelle loro menti.
Si accese un’altra sigaretta, forse per riscaldarsi, e forse fu proprio per questo motivo che la passò a lei, per riscaldarla..
giunta al filtro la gettò sul giardino che stava lì, sotto il tetto. Avrebbe quasi sperato che avesse preso fuoco.. caldo.. ma non successe..
“meglio” pensò..
i loro sguardi non si incrociavano più da molto tempo ormai, si erano passati la sigaretta e messi le cuffie senza mai voltarsi..

così arrivarono fino allo scoccare della mezzanotte, quando i fuochi d’artificio cominciavano a dipingere il cielo nero con colori accesi e gioiosi, quando i cani non capivano più cosa stesse succedendo, quando i brindisi non si contavano più come i baci..

..lui si girò verso di lei..
Ma lei non era più lì da tempo, e forse mai era stata lì, infondo su quel tetto regnava il silenzio..

e l’ultima volta che i loro sguardi si erano incrociati era stato quando si cominciava appena a sentire il profumo dell’estate.. e della sabbia..

e lui lo sapeva.

 

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