Allaccio i secondi
Allaccio i secondi
poi disfo matasse
di memorie definite
ma non troppo
e sono stanco.
Non è mai tempo
di metà e mete permanenti
e credo, forse, avanti.
Il pieno e il vuoto
sono identici e perfetti
maledetti
sono in ritardo.
Scegliendo scelgo
d’essere più o meno
io nel mio disegno,
non vedo niente
avrei dovuto
saper cosa
vuol dire… oltre.
Non capisco il mare
cosa c’è di male
usare spesso
la parola amare
sarà mai peggio
di dire: normale.
Ben ritrovato, caro Michele!
Una poesia ermetica che tuttavia ci ricorda che il verbo “amare” dovrebbe, non solo essere usato più spesso, ma anche “messo in pratica”. Cosa è normale? Il cielo e il mare? Ognuno nei propri disegni ci vede “l’oltre” ed è vicino col cuore e la mente a tutto ciò che è il proprio interno.
Grazie per questa bella poesia e un abbraccio, che non è né formale, né normale, semplicemente, “speciale”.
Sandra
È stato un bel componimento, ti faccio i miei sinceri complimenti!
Una sequenza di sensazioni, di immagini, di pensieri, di parole che suggeriscono altro.
In fondo le poesie servono a questo.
Testo particolarmente sentito e apprezzato.
Sei riuscito ad esprimere riflessioni molto complesse con parole chiarissime… Bravo!