Volo libero

Le Stagioni si rincorrono impetuose ed il vento le inebria.

Sin dalla giovinezza, Lei si mostra come una creatura sensuale e coraggiosa, impaziente di planare nel vuoto per purificarsi dalle proprie ossessioni.

Ama trarre sollievo nei remoti voli liberi, che traccia con ponti lievi ed impeccabili tra l’umano e il divino, in una scansione di strati sospesi nell’abisso di mare e cielo.
E’ una creatura alta e leggiadra, di una bellezza accecante con la pelle compatta come soffice cipria.

In queste sere d’estate, quando l’aria è una carezza di polvere finissima di pigmento sulle dita, Lei procede per la sua distinta traiettoria, come Donna segreta e innamorata.
I paesaggi e gli uomini che accosta, sono ravvivati dalla sua generosità intima e appassionata.
Un approccio lento, distante dai sofismi prepotenti; quasi una diversione infinita, ammantata di vedute, segnali ed emblemi indicativi.

E’ comunque pervasa da una perenne dolcezza, ed in questo suo transito da un continente all’altro, rimane sempre alla deriva, in un mescolarsi e riallacciarsi nel viaggio spigliato ed etereo.

Con fierezza, ha convertito la sua vita ad una sequela d’atteggiamenti e mimiche affascinanti, da eseguirsi rigorosamente in ambiente protetto, in un’interazione chimica languida e soggiogante.

La sua trasfigurazione alla presenza di un maschio è rituale e spontanea, ed aggiunge al suo essere naturale un apparato di tecniche fantasiose ed inattese.
Ama esibirsi nella Seduzione onnipotente; l’allucinazione che nasce dalla bellezza del baricentro di un corpo, in equazione parametrica di una variabile metamorfosi libertina.
L’esplosione che sazia e si dissolve nell’altro, donandosi l’istante fuggevole dell’Estasi.

Nessuno riesce a comprendere la chiave segreta della sua irresistibile attrazione sugli uomini.
Ogni Sentimento è trasformato in un’ossessione amorosa e si presta al gioco, con quel richiamo che turba e confonde dentro l’illusione delle Materie invisibili, che celebrano e glorificano ogni Incontro D’amore.

Davanti ad un nido caldo, lancia l’invito a trasporsi a vicenda, in una dichiarazione d’idiomi stravaganti, nella sicumera viziosa che ad ogni peregrinazione è annunciata.

Eccola…

…Lo ha conosciuto qualche sera prima à Les Fleurs du Mal, nell’ultimo tratto del basso arco che disegna una conferenza stupida e noiosa.
La moglie ignara, è seduta in prima fila con altri amici, professionisti e simpatizzanti della città.

Per l’occasione Lei si è vestita con cura, indossando calze impalpabili con la cucitura dietro, scarpe scollate con tacco alto, una camicetta di pizzo macramè attillata in vita e la gonna a tubino nera, lunga sino al ginocchio.
All’ingresso del foro all’aperto, si odono solo le voci degli uccelli, fredde e monocordi, come quelle di piccoli elicotteri non lubrificati.

Lui predica sul podio, inconsapevole che le radure intorno vanno infittendosi nel trascorrere dei minuti di Storni, Passeri, Tordi, e Merli.
Un crescendo di ridondanze primaverili di lamine nere, simili ad uncinate svastiche, visibilmente compatte a salvare l’umanità dall’apparente diversità dei culti e delle devozioni.

Tutti questi volatili non dovrebbero essere qui, ma altrove.
Come Lei.

Dopo il primo sguardo, la metà del disco del sole, fratto in due, affonda sempre più lontano, nella bruma, sfumando l’orizzonte di nuvole d’acciaio, per un tramonto lentissimo ed inesorabile.
E’ difficile comprendere i simulacri dei meccanismi della tentazione; la Natura permette e fa esistere strani procedimenti per incontrarsi e perdersi all’istante.
Non c’e’ da stupirsi se da una parvenza di solitudine, nasca un nutrito binomio impavido e tentatore.

Alla fine si sono guardati a lungo e piaciuti da morire.
“Vediamoci più tardi” .Zirlano dietro la radura.
Così, ad occhi socchiusi, entrano nella notte.

Lei sente la porta aprirsi e la sua presenza nella stanza.
Lo vede in piedi accanto al letto, con il respiro lento.
“Cosa vuoi che faccia?”.
“Spogliami subito”.
Il letto cigola sotto l’onere imminente e Lui inizia a toccarla.
Ha una figura alta e snella, con il volto ingentilito da una barba incolta e tenera e l’anulare coronato da una gran fedina d’oro rilucente.

Il cuore strappa.
Si è spinta oltre la linea dell’orizzonte.

Nessuna definizione per il nuovo vincolo, un umidore fragrante e guarnito.
Lui la spoglia lentamente e le spalanca le gambe sul letto.
Subito si rende conto dell’assurda posizione del suo fisico; una consapevolezza che la investe come un fiotto d’aria, dopo una volata rasente sull’acqua.
Rimane immobile a guardare il soffitto, quasi senza respirare, a cercare in qualche angolo remoto delle pareti la logica di questa sottomissione.

Lo sgretolamento resiste dentro di Lei, il velo è squarciato e la membrana sta cedendo inesorabile.
Spiega le braccia sino in fondo, attratta dall’idea di una dolce violenza punitiva, per gravarci sopra quest’Anima confusa, disobbediente, e costringerla a rivedere la sua memoria.

Una scarica di colori, le balena sotto le palpebre.
Blu, azzurro, celeste, sino alla percezione netta e sorprendente del suo corpo assegnato in un altro involucro.

Rimane sorridente ad assaporare il Mondo attraverso il versamento, arrendendosi all’emozione trascinante di tutte le leggi dilatate di gravità.

Lui la bacia tra le cosce, in un’effige che significa la visione radiosa di un’Aquila in groppa ad un Cavallo Solare.

L’immensa notte li sostiene, fino a spingerli a cercarsi e strofinarsi con frenesia.
In questo luogo immobile, dove la rotondità del mondo va nuovamente scemando, si è adagiata come compagna preziosa tra le sue braccia, tenendosi in equilibrio a grappolo silenzioso, in una stupenda figura d’aria che sopravvive negli occhi rapaci.

Infondo è solo un uomo che la sta varcando, un minuscolo essere in un Mare di pulsioni per farla sentire agile, flessuosa ed alata.
Chiude gli occhi un istante per riaprirli subito dopo, mentre Lui eiacula nello Spazio.

Rimangono a lungo nella stanza solenne, foderata di bianco e nero.
Nel moto parabolico, continuano a sfidare insieme il Tempo e il suo Impero.

A lui piace guardarla, adora lo spettacolo del suo corpo, che gli offre ogni volta un banchetto sontuoso, in onore di uno sguardo luminoso, di quei globuli neri cigliati, più grandi delle stesse morbide labbra.

Lei, Padrona di tutti i venti, attende che l’elemento primario respiri di nuovo, ai limiti del sogno.
Spiegando l’Ala Regale, anela e raccoglie il suo nutrimento, linfa rigeneratrice di tutte le membra.

Ha attraversato su una conchiglia di pettine tutti gli Oceani, completamente nuda e virtuosa.
In questa dimensione onirica in cui l’unico valore importante è quello di piacere, troneggia in Lei l’alea fantastica, d’esegesi nell’accompagnamento.

Adagiata sul Monte di Venere, stringe in mano una ciocca mirabile, restando così, maestosa e sospesa nei capelli corvini, sull’alito leggero che custodi cherubini le spasimano contro.

Sino al declino dell’impeto amoroso, follia dal Cielo scandita da una riga di mezzo che separa tutte le Fedi.

L’ultimo nodo per ripartire alla conquista del Mondo, sulla linea munifica di uno spazio aperto.
In Volo Libero.

RG

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