Il ferro da stiro

A me piace stirare, é uno dei lavori domestici che preferisco, ancora più che cucinare.

Adoro quel profumo di pulito che sprigiona dalla biancheria, quando la punta bollente del ferro tocca i tessuti e la fuori uscita del vapore si mescola all’odore dell’appretto. Stiro volentieri le camice, le lascio poi libere nelle grucce, a raffreddare, e mentre continuo il mio lavoro, le guardo impeccabili appese, prima di metterle al loro posto nell’armadio.

Mani abili e svelte, maneggiano veloci il ferro da stiro, ma non é sempre stato così. In un periodo, ormai lontano, giravo e rigiravo le camice senza ottimi risultati, beh, non tutti gli acquisti fatti con gli anni sono negativi, l’esperienza é sicuramente positiva, sempre.

Ho una stanza tutta mia, per questa attività, e lì, l’asse é sempre aperta e pronta all’uso. Ma c’é un motivo per cui mi sento attratta da questa funzione, ormai meccanica: posso liberare la mia mente senza produrre danni, a parte qualche insolita bruciatura, dando vita col pensiero alla costruzione del mio prossimo racconto, riflettere sulla mattinata in ufficio e studiare un’organizzazione per migliorare il mio lavoro, affidare al vento un messaggio personale a chi lo sa interpretare, osservare quelle foglie che danzano come girandole instancabili, attraverso la vetrata, quasi volessero entrare a farmi compagnia; inventare la cena per gli uomini di casa, guerrieri affamati, difficili da soddisfare, raramente riesco a sorprenderli col cibo; meditare sulla nuova frase apparsa all’accensione del cellulare di mio figlio: -ad ogni problema, esiste la soluzione-.

La soluzione c’é anche a questa caldaia del mio ferro, che ogni tanto non riceve più acqua; dovrei ascoltare l’elettricista:

– Signora, lei stira troppo, questa caldaia non ne può più, le consiglio di cambiare la qualità dell’acqua, non usi più quella recuperata dall’asciugatrice, non le piace-.

Adesso si mette a fare le bizze anche la caldaia…

Penso alla mia amica Anna, geograficamente lontana, mi ha mandato una e-mail: – ho tanto da stirare, e non ho voglia, che guaio…-.

Vorrei risponderle: – non ti preoccupare, prepara il tè, che a stirare, ci penso io.

 

Informazioni su SANDRA CARRESI

Sandra Carresi, fiorentina di nascita, scrive dal 1999 dopo l'impatto con una malattia antica. Il suo primo elaborato "Mi voglio raccontare" é appunto del 1999. Si tratta di racconti brevi, fra verità e fantasia. Continua a scrivere, soprattutto poesie, partecipa a concorsi riscuotendo attestati di merito e premi. Ha vinto nel 2003 il primo premio al Concorso organizzato dal Comune di Lastra a Signacon la poesia a tema: "Arno, fiume di pensiero". Considera la penna un'arma efficace, scrivere la fa sentire viva e combattiva. Nella vita lavora per un'Associazione occupandosi di contabilità. Ha molti amici, alcuni storici, altri acquistati strada facendo. Si considera una donna fortunata.
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13 commenti

  1. … tu lo sai che ti aspetto sempre per il tè delle cinque, come io so che tu non mancherai mai…
    ciao
    anna folk

  2. Se passi di qua ti faccio stirare pure i miei! Io in cambio ti faccio una torta, sono bravissima. Ciao. Tilly

  3. elisa longhi

    Anche a me piace quell’odore e soprattutto mi piacerebbe possedere un armadio ordinato e a posto, ma ahimè quanta fatica!
    Il ferro lo incontro la mattina ed ogni mattina, stiro solo all’occorrenza, ma adoro cucinare e me la cavo discretamente…… facciamo un cambio?
    Io cucino…tu stiri….
    Con simpatia
    Elisa

  4. Guarda…. peccato non ci conosciamo, piacere mi presento, io oltre al tè aggiungo anche i bisotti se ti piacciono, ma sai cosa chiedo in cambio? 🙂 scherzo naturalmente, molto originale questo racconto!

  5. Un bel racconto che fila via liscio come il ferro sulle camice pulite, complimenti.

    Non mi aggiungo alla lista di cui sopra perché avrai già una montagna di cose da stirare ora…

  6. Inconfondibile il tuo stile, un modo molto simpatico ed originale di raccontare il quotidiano con semplicità e freschezza. Una punta di arguta ironia
    fa sorridere e ti fa amare.
    Ignazio

  7. Grazie tante a tutti. Eh, lo so lo so, che sono una donna molto richiesta…, per stirare ovviamente.
    Sandra

  8. Certo che proprio l’8 Marzo l’elogio della “donna che stira cantando”……
    Con simpatia diversa, ma pur sempre simpatia
    Germana

  9. brava Sandra! racconto delizioso e scorrevole …. mi fai venire voglia di stirare…..
    un abbraccio
    angela

  10. Brava, sia per la storia che è davvero carina che per la pazienza nello stirare. Io, invece, le invento di tutte per evitare questa fatica… ad esempio occupare tutto uno stendino con due maglie pur di tenderle il più possibile… viva i capi elasticizzati!

  11. Ciao Sandra, davvero buono il tuo stile nella scrittura. Ho sentito l’odore che descrivi, ho immaginato gli spazi e il tempo. Brava davvero. Io non amo molto stirare, ma quando la pila arriva ad un’altezza “pericolosa”, s’ha da fà!!! Così mi metto davanti alla tv e incastrando i tempi, evitando quelli morti, riesco a fare due cose in metà tempo!
    Mary

  12. Cara Sandra anch’io adoro il profumo del bucato appena stirato: complimenti hai reso poetico anche lo stirare, un saluto Angela.

  13. x Angela

    grazie per aver trovato la poesia anche nell’arte della stiratura.
    Contraccambio il saluto.
    Sandra

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