Un ricordo lontano

Lei era il suo punto di riferimento, la sola ed unica ragione di vita, il pilastro portante che lo sorreggeva, era praticamente tutta la sua esistenza. Non sarebbe mai dovuta finire, la certezza che lei ci fosse stata sempre era più forte di qualsiasi altra credenza, lei era decisamente un perno impiantato nel suo cuore. Lui l’ammirava e in lei vedeva tutto quello che una donna poteva essere e avere. Era innamorato perso di lei, i suoi occhi non guardavano che quella forma così armoniosa da sciogliere il cuore. Dentro di sé, anche se non lo diceva mai, sapeva bene che con lei sarebbe diventato vecchio e avrebbe trascorso la senilità al suo fianco amandola fino all’ultimo dei suoi giorni, non erano sogni, ma semplicemente la realtà. Con lei avrebbe avuto una famiglia, una casa ma sopratutto tanta gioia e amore. Bastava guardarla negli occhi per capire tutto questo e quando lei gli stringeva la mano lui trovava la sua conferma per i suoi stessi pensieri. Forse i troppi bei pensieri rivolti al futuro, impedirono a lui di pensare al presente, di vedere e capire che a volte un solo sguardo, una sola carezza non bastava. Lei sapeva bene che nonstante lui non ci fosse sempre, egli non smetteva mai di pensarla, eppure il non averlo vicino diventava costantemente più pesante. Con il passare del tempo i pensieri di lei iniziarono a trasformarsi e lui dall’altra parte a volte troppo occupato con il lavoro, a volte troppo stanco per riflettere, non riuscì a cogliere questo cambiamento, non riuscì più a capire dove sbagliava e dove a volte peccava. Lui lavorava, aveva spesso da fare e aveva come tutti gli esseri umani i suoi bisogni questo era ovvio, ma mai in cuor suo smise di amarla. Lei era sempre lì inchiodata al centro del suo cuore. Il dramma è che lei iniziò a non sentirsi più al centro, iniziò proprio a sentirsi al di fuori di quel cuore. Lei lo amava ancora, non poteva certo dimenticare tutto il tempo trascorso insieme a lui, nella sua testa ogni giorno di più le comparivano immagini di ricordi passati, ma più il tempo passava e più quelle immagini cominciavano a sbiadire. Non voleva lasciarlo, si sentiva troppo legata a lui, nè tantomeno all’unica persona che aveva dato per la prima volta il suo cuore avrebbe voluto fargli del male, mai neppure il pensiero di un torto così grande, eppure dentro di sè i suoi pensieri cominciarono ad essere rivolti altrove. Forse se lui avesse saputo cosa stava succedendo, si sarebbe ravveduto, avrebbe cercato di rimediare, se solo le sue mancanze gli fossero state ricordate, forse sarebbe stato tutto diverso, ma non andò così. Lei non parlò mai, un po’ per paura di sbagliare, un po’ per quieto vivere non disse mai nulla, non osava dirgli che voleva passare più tempo con lui, che iniziava a sentirsi trascurata e che delle volte la sera lui era talmente stanco da non riuscire più nemmeno a fare l’amore. Non voleva parlare, forse era convinta che le cose si fossero sistemate da sole con il tempo, ma non fu affatto così. Lui faceva solo il suo dovere lavorando, niente di più semplice, era vero non poteva essere sempre presente, ma lui l’amava e questo bastava. Tutti i giorni, a tutte le ore del giorno, in qualsiasi istante e a qualsiasi cosa si stesse dedicando i suoi pensieri erano rivolti a lei, solo ed esclusivamente per lei, per i suoi occhi, per le sue labbra, per il suo sorriso, per la sua grinta emotiva. Lei non era con lui, ma era sempre e comunque nel suo cuore. Il suo cuore smise di battere quella mattina così calda e afosa da togliere il fiato. Il suo cuore per qualche secondo si fermò, si arrestò ogni attività cerebrale, ogni muscolo si pietrificò e l’aria non attreversò il suo corpo. Il mondo si fermò, la gente si bloccò per strada, la vita intorno a lui si sospese, si interruppe di colpo. I suoi occhi erano lì, come incantati su quella scena, all’immproviso tutte le sue certezze crollarono e si frantumarono a terra con violenza e disordine. Lì proprio davanti a lui, lei il suo angelo custode, l’unica donna a cui avrebbe dato la vita per vederla sorridere era lì in tutto il suo splendore a stringere la mano ad un altro uomo e a baciarlo come se fosse stato il suo primo bacio. Quella scena non durò che qualche secondo, ma per lui durò una vita e continuò a vederla per tutti i giorni della sua esistenza. Da allora non ebbe più sue notizie, non seppe più che vita conducesse e se si fosse creata una famiglia. Lui continuò a vivere la sua vita, continuò a fare tutto quello che faceva prima, solo però senza più il suo cuore. Il suo cuore era sepolto per sempre. Vide quella scena per tutta la sua vita, ogni giorno, si svegliava con quell’immagine davanti agli occhi e con quell’immagine si addormentava la notte. Non si dette più pace, smise di vivere, si limitò semplicemente a sopravvivere. I suoi giorni continuarono così per molto tempo. Non si sa come andò a finire, ma vogliamo sperare che quest’uomo abbia ritrovato l’amore, abbia ritrovato la forza e la felicità di vivere, soprattutto vogliamo sperare che abbia trovato una donna che lo sappia amare davvero, una donna che lo ami col cuore e che si faccia amare e questa volta per sempre.

 

Una risposta

  1. claudialepo ha detto:

    Molto bello, triste ma anche dolce.
    Aggiungo due piccoli accorgimenti che secondo me renderebbero il testo più scorrevole:

    1- al 5° rigo, sostituirei la parola “perno”. Capisco che vuoi dire che quella persona è importante e il protagonista appoggia il cuore su di lei ma secondo me stona.

    2- al 20° rigo toglierei il “costantemente” e ci metterei un bel “sempre”.

    Baci
    Claudia

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