Epifania

(a Salvatore)

Verrai, barlume su finestre la notte,

a ricordarci che scorre la vita

e che fermi la guardammo passare

abbandonati e lassivi fin’oggi.

Ma scoppierà il tuo pianto;

sarà l’attenti che ci metterà in riga;

fragore assordante dopo il lampo;

quel segno che s’attende

come il miracolo che serve

a rimettere in moto i destini.

Aspettiamo una guida, una forza maggiore

che ci porti a rialzarci di nuovo,

che invogli dolcezze ora seccate dai sospiri

di pensieri e rimpianti.

Li spazzerai, dileguerai la nebbia e

in notte placida tu solo in tumulto

farai strada fino al nostro tramonto.

Le tue albe, invero, saranno infinite,

e noi godremo, sia anche un’ora sola,

d’aver afferrato una cometa per la chioma

portando questi derelitti fra le stelle.

4 pensieri su “Epifania”

  1. Questa poesia è meravigliosa… Grazie per averla condivisa. Mi sento già sulla sua coda di magia e mistero.
    Un saluto
    Greta

  2. Grazie a tutti. Sto aspettando la mia cometa che arriverà sul finire dell’inverno a fare di me uno zio e poi tutto ciò che di me vuole farne. Credo di essere pronto.
    Buone feste a tutti

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