La vita e la morte si incontrano

Buongiorno cara morte come stai? Chiese la vita.

Un po’ di cattivo umore, la gente d’oggi mi teme fa di tutto per evitarmi, rispose la morte.

Si riempiono di farmaci, sostituiscono gli organi malati e vecchi, intervengono chirurgicamente asportando le parti difettose, sono in grado di manipolare il Dna, si credono Dio. Si plastificano le rughe, si trapiantano i capelli, si riproducono in provetta o per inseminazione.

Aspirano alla eternità materiale. Materia che travolge la materia.

Solo le persone semplici ed umili mi accolgono preparate e rispettose.

Già! rispose la vita: come ti capisco, a me succede la stessa cosa. Gli umani sono così concentrati su se stessi che non si ricordano più della mia esistenza.

Pensano solo alla ricchezza, al potere, alla fama.

Vanno sulla luna senza sapere da dove vengono.

Perdono i piaceri della vita bramando al potere.

L’egoismo ha sostituito la consapevolezza.

L’odio e l’invidia hanno ucciso il loro amore.

Bah come vedi, si lamentò la vita, anch’io non me la passo tanto bene.

Salutandosi ciascuna pensava a come riprendere il possesso del proprio ruolo.

Pensarono e ripensarono. Decisero di allearsi e di presentarsi agli umani insieme, lasciando loro la scelta. E così fu!

Ovviamente la maggior parte delle persone scelse la vita.

La longevità media arrivò a sfiorare i 234 anni, più eri ricco più avevi possibilità di campare. L’uomo più ricco del mondo aveva 345 anni.

Il mercato degli organi era il più florido e sanguinario. I poveri, soprattutto di giovane età, venivano cacciati, catturati e poi usati per gli espianti a favore dei ricchi.

Col tempo scarseggiarono…

Vennero allora usati gli organi realizzati in laboratorio ma, non erano perfetti, andavano sostituiti troppo spesso.

I ricchi cominciarono ad uccidersi tra di loro per usare i rispettivi organi.

Alla fine rimase una sparuta popolazione di umani, composta da poche centinaia di vecchiardi senza anima e nessuna capacità di procreare. La loro ricchezza, il loro potere non servivano più a nulla.

A quel punto la vita riprese la sua funzione, ripresero le nascite naturali e la morte venne riconosciuta ed accettata con serenità come forza naturale indispensabile alla trasformazione.

L’uomo comprese che l’unità delle due (la vita e la morte) è la base dell’esistenza eterna nel passato e nel futuro e trova in questo principio la conferma che egli è sempre esistito e sempre esisterà, che la vita Universale non sarebbe né completa né perfetta senza la sua, che, infine, Dio non esisterebbe né sarebbe eterno se un solo essere vivente venisse a svanire e se un solo altro essere venisse ad aggiungersi all’universo.

A ben pensarci ogni inizio ha già ineluttabilmente la sua fine, e così ogni fine ha spontaneamente il suo inizio, pensarono entrambe.

3 pensieri su “La vita e la morte si incontrano”

  1. Infatti! E pensare che siamo stati programmati per vivere in carestia e neanche in lunga vita. Tutto si manipola è vero, ma alla fine i conti tornano tutti.
    Grazie.
    Sandra

  2. Dalla logica del racconto, sembrava che l’umanità fosse pronta per contare i suoi ultimi esemplari. Invece vi era una novella Eva dispersa chissà dove.
    Meglio così.
    Da parte mia, mi innamorerò, soffrirò, mi appassionerò finché avrò vita. Non so come accoglierò la morte, ma so che arriverà. Quel giorno spero di poter dire di non aver donato la mia vita alle persone che non se la meritavano. Spero di poter dire di aver donato gioia e vita a chi gioia mi avrà donato, e di non aver tenuto fuori la porta la felicità per degli stupidi stereotipi di convenienza sociale.
    W la vita. W la gioia di vivere. W la poesia, chi la sa dare ed ascoltare.

  3. Mah! Mi viene in mente il dialogo tra Brancaleone da Norcia e la Morte.
    Brancaleone: “Io ho 100 anni”
    la Morte: “Io li ho tutti”

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