Silenziosa

A mia nipote Helèna

Non fece rumore la pioggia
che trovò posto al finire del caldo
quel giorno di un giorno
che scorreva frettolosamente come altri.

Non se ne accorsero i fiumi
andanti verso il mare al galoppo
e tanto meno il vento che non sapeva se ruggire
ora dal mare, ora per le insenature dei monti.

Non ci fecero caso quei visi mascherati
irriconoscenti di una grazia radiosa e placida
che quasi chiese permesso, che si finse ospite
e poi scelse di restare.

La luna distratta s’abbracciava al sole
e non poté vedere la beltà dei tuo occhi curiosi.
Si ristorarono le belve nei boschi
sentendo la vita che venne pur senza lamenti.

Non disturbò il tuo pianto il fremito degli uomini;
salutasti il mondo con devoto silenzio.
Sei natura e pace in un unico essere,
la ramanzina d’un Dio che ci insegue d’affanno.

Ci perdonerai un giorno se quel giorno
di un temporale di settembre,
quando non se ne accorse il mondo,
il tuo regale silenzio seppe colmarlo d’un tratto
e noi scoprimmo d’essere stati fino allora
stremati ricercatori di un nulla rarefatto.

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2 commenti

  1. Un urlo graffiante a un silenzio pacato. Rimprovero e schiaffo.
    Stupenda come tutte le tue. Un caro saluto.
    Sandra

  2. Mi ha fatto palpitare. Grazie

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