Cip e Ciop

Correndo, verso le cinque, come un cerbiatto in un campo di carciofi nei pressi delle terme di Caracalla, mi scontrai casualmente con una cubista cubana con due chiappe come cocomeri, procurandole una cospicua contusione al coccige e al cuoio capelluto.
Le prestai le prime cure e per scusarmi la invitai a cena dal celebre chef stellato Carlo Cracco che mi propose una cospicua compilation di specialità culinarie.
Cominciammo con una croute di cicerchie al cumino, carpaccio di cervo ai ceci di Cecina e cipolline su crema di cedro. A seguire cannelloni con carne di coniglio, cerfoglio e crauti, cernia allo champagne, coriandolo, cicorietta e succo di cinnamomo, contorni vari di coste alla catalana, capperi alla curcuma, una crostata di cachi al chardonnay e chicche di cioccolato, caffè corretto china, chianti del Casentino ecc. ecc.
Mi costò carissimo tanto che dovetti vendere la mia vecchia Cadillac color crema cotta, due caffettiere in ceramica di Capodimonte, una collezione di cornetti di corallo, una capretta tibetana, un raro CD di Carmen Consoli e un paio di ciabatte di Coco Chanel con il logo di Cip e Ciop. 
Mi ritirai, piuttosto cotto, nella mia casetta sulla collina, mi catapultati sul mio canapè di cuoio color carruba, accesi il computer e cominciai a chattare convulsamente con un cassintegrato della Cecenia che mi convinse a iniziare un commercio clandestino di cornamuse fatte di canapa indiana in collaborazione col cartello colombiano del narcotraffico!
Alla faccia del Chapo…!!!

Tiè, chapa…!!

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