Cosa resterà di questi anni…

Il tempo che ci è stato rubato. Questo resterà.

È stato fermato il tempo per tutti, per alcuni addirittura per sempre, per altri ha prodotto danni familiari, economici, psicologici, e tanta tristezza e solitudine.

È mancato il lavoro, i soldi e il tran-tran del quotidiano che ti porta fuori casa, che ti impegna nel tuo lavoro, che ti gratifica, magari ti fa anche imbufalire, ma ti dà comunque la tua dignità. È mancata la socializzazione, la scuola, l’insegnamento dal vivo, il dialogo fra insegnanti e compagni, l’apprendimento e tutto questo per un Virus che ha messo il Mondo in ginocchio. Il Covid 19.

Cosa resterà di questi anni? La memoria, la paura, la morte, la speranza di uscirne coi vaccini e tornare a riprendere in mano ognuno la propria vita.

Resterà un periodo storico povero di personaggi politici di rilievo ma che tuttavia hanno cercato di traghettare al meglio questo povero Paese, generoso, pasticcione, allergico ad ogni regola; uno Stivale complicato nelle sue grandi diversità.

Resterà la speranza di uscirne più umani, più attenti, più gentili, ma la speranza va alimentata e al momento non vedo una grande riuscita, vorrei dire che il danno ha prodotto un cambiamento positivo ma anche ad essere ottimisti vedo una realtà improntata sul solito egoismo e quel che è peggio sulla violenza verso le donne, gli individui più deboli, su tutto ciò che è diverso, e Dio non voglia che sia – questo – ciò che resterà.

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