Respiri

Respiri
Fioca tremula etra in cuore
sei germe regresso
nel tuo accennato chetarti,
ti sottrai dalle mie narici
a piccole dosi
e in piccole dosi adagi
fronzoli schegge di paturnie
in bagliori di stizza
sull’erba sciatta
dell’anima mia,
come stelle cadute
arse di sogni in fiore
nel balsamo della giocondità
che ansimano chiarori d’albe
in quei miei respiri
appesi a filaccia
consunta d’amore!
Possa io respirare
nuove stagioni
a pieni polmoni
senza velata morte!
Possa io bagnarmi
il viso di lacrime di luce. Possa io essere
un flusso di vita rigenerato.
Il kalipè veste di speme
e avanza verso le cime
più alte della mia anima
quelle liete aspettative
che sorridono al sole alto.
Amo quegli stormi di pennuti
assomigliano a gocce
di coriandoli dispersi
nel loro canto antico,
alleviano grezzi torpori
inermi della stracca
mia nuda essenza
in sospiri tonfi
nel mar dell’oblio!
Possa io lesta riabbracciarmi
ritemprata in germogli d’aliti
con ali boreali
turgidi di verde fiducia
protese in quel destino
che or il suo sguardo amico
dissimula meticolosamente,
inabissandomi nello sconforto dei respiri sospesi
tra il sudore dell’inferno
e il refrigerio del paradiso.

Una risposta

  1. Elena M. ha detto:

    Versi intensi e profondi. Mi ha emozionato molto l’immagine del ‘Kalipè’ come invito a risalire verso la luce, superando lo sconforto dei respiri sospesi. Una ricerca linguistica bellissima che tocca corde molto intime.

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