Mare Tranquillitatis

Se potessi anche io far sorgere una rosa
lì in mezzo alla vastità del tutto e del niente;
lei che una sola si ama e solo lei resta,
quel brillio rosso che si veda pur da qui.

Sia vessillo nell’abisso informe dove,
al di sotto delle maree nere e gelide,
salvi le paure nascoste al mondo
e poi sappia trovarle quando c’è di bisogno.

Sia quel punto, dove nulla si muove,
il traguardo a cui appendere le attese,
il posto in cui finiscono i pianti e la rabbia
e non si senta assenza alcuna giacché
non ha nulla laggiù con chi mischiarsi.

E pur basterebbe quella goccia di brina
che sta sull’immobile labbro di un suo petalo
e far memore noi altri che non si spegne,
nemmeno nei mari desolati della luna,
lo scintillio che qui si ha nel cuore.

E altrove nessun oda o si dia conto
della differenza che farebbe
avere un solo fiore d’amare
piantato lassù ad aspettare amore
nel nulla di quel vaporoso mare.

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