Cocci di battaglia
Eccoli i frantumi,
profumi rappresi,
tra oceani di fumi,
sogni vilipesi.
Scintille, faville,
pillole nell’aria
a mille a mille,
gocce di malaria.
O mio capitano,
lupo solitario,
rigido e lontano,
aspro e temerario,
trova la via retta,
non l’abbandonare:
fallo senza fretta,
non accelerare.
Ora che sei rotto,
dolce marchingegno,
fermati lì sotto,
rendilo il tuo regno.
Caro amico, dai che questi cocci si possono sistemare… E anche se il vaso una volta aggiustato non sarà certo come era prima… ne vale comunque la pena. Per te e i tanti che ti vogliono bene. Io ci sono