Il leone ferito
Vivo leggero,
seguo il pensiero,
dormo mai domo.
Volo sull’onde,
cavalco le sponde,
senza alcun freno.
Sicuro e indifeso,
piccolo uomo
dal tempo ben speso.
Ma poi?
D’un tratto l’avverto,
quel morso feroce,
mi manca la voce.
Trapassa la spalla,
produce una falla
bruciante e spietata.
Si spegne il ruggito
del leone ferito,
gli occhi iniettati
di fuoco sanguigno.
Obliquo quel ghigno,
scuro e riottoso,
tumido scrigno.
Allora è finita?
Macché, è la vita!
Imbevuta di passione,
offre sempre una ragione,
un dolcissimo conforto:
“No, non sei morto,
è solo un’illusione!
Torneranno i giorni belli,
la ferita guarirà!
Accarezzerai i capelli
d’una dolce tua metà”.
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