Un ricordo dell’infanzia sono le vacanze con la mia famiglia.

Viaggi lunghissimi, prevalentemente notturni, in una FIAT 128, dove, insieme a mio fratello, dormivo sui sedili posteriori.

Le auto di un volta erano diverse da quelle di oggi, eppure mi piacevano.

Il loro rumore, di notte, era un qualcosa con cui cullarsi mentre mi addormentavo.

Durante quei viaggi non mi sono mai sentita scomoda.

Al risveglio l’alba regalava sensazioni piacevoli insieme al fresco del mattino.

In quei momenti sentivo i miei genitori parlare mentre ascoltavano le notizie sulla viabilità che davano in radio: voci sottili in sottofondo, parole in lontananza che si avvicinavano mentre il sonno si allontanava.

Guardavo dal finestrino notando dettagli della macchina che anche oggi sono così ben chiari nella mia mente.

Immancabili erano le canzoni degli anni 60, la musica della loro generazione;

una in particolare mi è rimasta notevolmente impressa: un brano di Celentano, “Pregherò”.

Ancora oggi nel momento in cui risuonano i violini, rivedo l’immagine di quell’autostrada.

È incredibile quanto i ricordi restino dentro di noi; basta un piccolo dettaglio che la nostra mente ci riporta indietro nel tempo….

Era particolare anche il pranzo: c’erano aree di sosta con spazi verdi, tavoli e panche dove ci fermavamo a mangiare.

Il pasto veniva preparato a casa; per i miei genitori era un’abitudine che riusciva a trasformare quella breve pausa, prima di riprendere il viaggio, in uno speciale pic nic.

Sono passati anni, ma conservo con cura questo ricordo così bello e prezioso, di una FIAT 128 su un’autostrada di notte in cui viaggiava una FAMIGLIA.

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