Anna per sempre

Ore 09:00
– “Quando ti fai il caffè potresti pulire la macchinetta per favore?”
– “Si Anna, hai ragione, …scusa mi sono distratto … Comunque buongiorno eh!”
– “Ti distrai un po’ troppo spesso! (alza la voce) E’ che a te ti frega solo delle cose tue. Quando è stata l’ultima volta che hai portato giù la spazzatura? E la spesa? Da quando è che non fai la spesa?”
– “Senti, per favore, (allarga le braccia) non ho pulito la macchinetta del caffè (alza la voce anche lui) ma ora non attaccare la solita solfa. E’ sabato mattina. Ti prego! Ogni week end la stessa battaglia!”
– “Solo perché gli altri giorni ti vedo poco…” (voce molto avvilita)
– “Vabbè, ciao, io esco. Ci vediamo per pranzo”
– “Io vado a mangiare da mamma, vieni pure tu?”
– “No, ti prego! Dai tuoi no, ci andiamo pure domani! … Passo a prenderti dopo pranzo, andiamo a fare la spesa assieme, ok?”
– “… (lunga pausa) … si, vabbè. Ma tu ora dove vai?”
– “Non cominciare! (molto seccato) Mi vedo con Ugo, te lo avevo detto! Devo aiutarlo a montare il pergolato…”
– “Me ne ero dimenticata, scusa… (sospiro) ci vediamo verso le tre”

Ore 18:00
– “Pronto?”
– “Laura, amore, sono io”
– “Ciao anima mia. Stamattina sei stato fantastico…”
– “Laura, senti …” (lunga pausa)
– “Cosa c’è? … Ti sento strano. Tutto bene?!”
– “Anna… (pausa) Anna è morta”
– “Tua moglie?!”
– “Si, (seccato) quante Anne conosci?”
– “Oddio!!! (scoppia a piangere) L’hai, … l’hai uccisa tu?”
– “Ma che dici, sei pazza?! E’ stato un … si, un colpo di fortuna. Eravamo andati al supermercato. Un’auto l’ha investita, davanti ai miei occhi. E’ morta sul colpo, non ha sofferto.”
– “Mioddio come sei cinico! (alza la voce e piange ancora più forte) Sei un mostro! Mi fai paura!”
– “Ma ora siamo liberi, capisci? Finalmente liberi! Di amarci, di essere felici, … è quello che abbiamo sempre desiderato!”
– “… Stronzo! (urla forte) Sei disgustoso! Mi fai schifo! Io desideravo che tu la lasciassi, … non che morisse!”
– “Beh, (con voce bassa e pacata) mi ha lasciato lei… Per sempre”

 

Informazioni su Giuseppe_Gatto

detto Gattone, Giuppe o Peppone. Oltre 100 chili (grazie ad una dieta ferrea e rigorosa) decorosamente distribuiti di simpatia, allegria e sana immodestia. Una vita dedicata all'ozio ostinato, al ludibrio ed al gozzoviglio in compagnia. Adora il figlio (probabilmente uno dei bimbi più belli del mondo), i suoi gatti e la sua buffa e dolce mogliettina (detta Pippo), poi la cucina (ma va?!), la musica rock, leggere, scrivere, fotografare, tirar tardi, andare in moto. Ex-capellone (esistono delle inconfutabili prove fotografiche al riguardo), nato a Cosenza (Cos angeles) e vissuto oltre che nella Calabria Saudita Settentrionale anche a Milano e quindi a Roma. Vagabondo per vocazione gli chiedono spesso: "ma quando cresci?". No, dico, fatelo crésce n’altro po’! L’indice mibtel ha già superato i 105!!!
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Un commento

  1. Mi ha colpito, interessante.

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