In soffitta

Un fiume di anni

mi scorre tra le dita,

cose consunte

dal tempo e dalla vita.

 

Scatole di immagini

perse nel passato,

scaffali di libri

letti con passione.

 

Un avo nel quadro,

impettito, mi sorride:

chissà se pensa

al futuro che oggi sono…

 

Tra tutto, la busta:

un rosario vecchio,

ed una scritta:

“Quante preghiere

sotto il fuoco delle bombe…”

 

Sì, mi pensava

quel nonno sorridente,

pur se non c’era

quel futuro

che oggi sono.

 

10 risposte

  1. SANDRA CARRESI ha detto:

    Succede, a mettere in ordine vecchie polveri che hanno attraversato i secoli. Eppure sono lì a ricordarci chi erano e che cosa hanno vissuto, a chi per loro era il futuro. Sono le nostre radici e le nostre testimonianze, come noi, saremo per coloro che ci seguiranno. Il gioco della vita che si rinnova ed Anna ce lo ricorda. Brava.
    Ciao.
    Sandra

  2. Laerte ha detto:

    Dare la giusta attenzione ai nostri ricordi è valorizzare il nostro presente. Brava come sempre…

  3. Eumolpo ha detto:

    Molto bella, come a ricordarci che il passato è sempre presente, seppur lo indebolisce, il tempo, non lo ammazza.

  4. QS-TANZ ha detto:

    Ricordi chiari e delicati delle tue radici.
    Un viaggio nei ricordi con un tuffo al cuore nella speranza che non ritoni “il fuoco delle bombe”.
    Bella.
    Ciao. QS-TANZ.

  5. Merendero ha detto:

    Le poesie sui ricordi mi piacciono tantissimo. Bella.
    Gucciniane immagini

  6. pantalessia ha detto:

    Semplice e toccante.
    Mi piace.

  7. Edoardo ha detto:

    Nella vita mai dimenticare i sensi, ci sono proprio tutti, compreso il gusto del tuo scritto.
    Con stima Edo.

  8. betta ha detto:

    Molto brava, come sempre. Complimenti per questi versi veramente belli. ciao da betta

  9. Katia ha detto:

    Il bene e la speranza in un domani migliore si tramandano di generazione in generazione, come un’amorevole eredità.
    Bella e delicata.

  10. maren ha detto:

    Bella, molto bella mi è piaciuto l’incontro di oggetti non originali, ma appunto più comuni e il fatto che per fare questa poesia non è bastato, nel senso di occorso, ricorrere ad altro, c’è un’anima in questa poesia. Poi mi è piaciuto il finale, che come sempre è insolito, originale e pieno di senso.

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