Gli imperturbabili
Mi avevano distratta quelle persone,
mentre portavo in groppa una riflessione pesante.
Andava e veniva, nel turbinio di una mente stanca,
quel cicaleccio, come acqua scivolata dai catini.
Era strano guardarle, simili a me, eppure diverse, lontane,
in uno spazio esiguo e abissale.
Io nel mio luogo appartato, loro nel mondo,
ignari e forse felici.
Io nel recesso vetroso della pena,
loro nella baia tranquilla del qualunquismo.
Io in travaglio, loro in vacanza.
Bella, il processo della vita, originale sguardo su sè e sugli altri.
La tua poesia suscita pensieri, l’unione di aggettivi è formidabile, mi è sembrato di vivere nel luogo in cui è ambientata la poesia, brava!
Anch’io non avevo letto.
Una riflessione decisamente fuori dai luoghi comuni.
Mi è piaciuta.
anna