L’avventura di una notte

A volte l’amore è un gioco di passioni, di emozioni passeggere e potenti. A volte non conta quanto ami la persona che ti sta baciando, che ti tocca, che ti fa battere all’impazzata il cuore dalla voglia di fare l’amore. A volte conta solo quanto la desideri in quel momento, l’eros che emana dallo sguardo, dalle labbra, non quello che succederà dopo aver consumato quel corpo, quella notte. Il desiderio. Puro e semplice, concepito al tramonto e ucciso alle prime luci del mattino.
Che tu sia cosciente o meno, il fuoco che divampa tra i tuoi più inconfessabili desideri ti consuma, ti toglie la razionalità. E ti trovi così, accarezzato da una mano desiderosa e tremante pronta a soddisfarti anche se non ti conosce.
Era questo quello che stava accadendo tra Marco e Elisa.
Questa situazione a Marco piaceva un sacco. Elisa era una ragazza fantastica, era una grande fortuna averla come spasimante. La poteva usare come voleva e poi non farsi più sentire, sicuro che al momento del bisogno l’avrebbe ritrovata dove l’aveva lasciata.
Era… non bella, ma affascinante. Era troppo affusolata per essere bella. C’erano in giro molte ragazze più belle di lei, ma nel suo viso, nel suo sguardo da mangiatrice di uomini, c’era qualcosa in più. La sua espressione di malizia provocatoria era irresistibile.
Bhè non era solo quello che a Marco piaceva di lei, aveva la vita fina e dei fianchi da urlo!
In quel momento stava davanti a lui, coperta da un minuto reggiseno e da delle mutandine di pizzo bianco, scalza, con i capelli biondi sulle spalle, ferma, in piedi.
I suoi occhi color nocciola luccicavano e le sue labbra rosse erano increspate in un sorrisetto soddisfatto, di chi ha in mente qualcosa. E a Marco piaceva quando lei architettava qualcosa di eccitante.
Elisa spostò una delle sue lunghe gambe magre, muovendo i piedi eleganti. L’eleganza era una delle sue caratteristiche fondamentali, tanto che non ne esentava nemmeno quegli arti così trascurati da tutti. Aveva le unghie laccate di rosso, e Marco le trovò davvero eccitanti.
– Rosso… il mio colore preferito- le disse, alzandosi un po’ dal letto, per guardarla.
– Rosso come la passione, rosso come il sangue…- sussurrò Elisa, avvicinandosi al letto con dei lenti passi ancheggianti.
Poco dopo era su di lui e lo baciava, adorante, come se non fosse mai successo nulla di spiacevole tra loro, come se Marco non l’avesse mai presa in giro, usata.
Si sentiva trionfante, era riuscito a trovarne una che c’era sempre, anche se l’avesse mollata per un’altra, se la chiamava lei correva. Perché? Era innamorata. Povera stupida, l’amore era una gran bella fregatura, e Marco non la voleva come ragazza.
La voleva tra le lenzuola, il suo campo di maggior esperienza, ma per il resto era solo un’illusa. Ma se l’illusione la faceva tornare a letto con lui… che si illudesse pure! Non c’era pericolo che Marco mettesse le cose in chiaro. Era gratificante avere un’amante così devota!
Intanto Elisa lo baciava e lo accarezzava, pronta a fare l’amore con lui, illudendosi che di essere amata.
Era strana, quella sera. Le sue carezze non erano leggere e passionali, ma più violente, esprimevano una passione diversa, ma capire la sfumatura era impossibile.
I baci infuocati di Elisa si erano fermati e lei continuava a fissarlo, con i suoi occhi maliziosi e il suo sorrisetto soddisfatto:
– Dai, sdraiati e chiudi gli occhi, ho una sorpresa per te.
– Oh, sai che adoro le sorprese- rispose lui obbedendo.
C’era una strana atmosfera, il silenzio era nervoso e l’aria stessa era tesa, ma Marco, curioso ed eccitato dalla sorpresa non se ne curò.
Cosa sarebbe stato? Delle manette? O magari aveva portato la panna…
– Apri gli occhi, amore mio- la voce di Elisa era suadente.
Marco ubbidì, ma quello che vide non gli piacque affatto.
Elisa era sopra di lui, i capelli dorati davanti al volto, e in mano aveva un coltellaccio da cucina. Il suo sorriso soddisfatto perseverava, stampato sul suo volto.
– Ehi! Ma sei pazza!- esclamò, scostandosi come poteva- Non so cosa intendi fare, ma il sadomaso non mi attira affatto!
– Peccato- rise lei- ma non è quello che avevo in mente.
– Andiamo, cos’hai intenzione di fare?- le chiese Marco, fissando la lama del coltellaccio, era stato affilato da poco.
– Di fartela pagare per tutte le volte che mi hai sbattuta, promettendomi mari e monti, poi lasciata senza una spiegazione.
– Eh?- quella situazione non era affatto divertente.
– Voglio che tu soffra come ho sofferto io, ma fisicamente- spiegò, toccando la punta dell’arma.
– Oh, avanti, non è un bello scherzo.
– Infatti non lo è.
Tutto sembrava così assurdo! Perché fare un piazzata simile? Elisa era davvero una pazza. Non l’avrebbe chiamata mai più, questo era certo.
Con un balzo si spostò dall’altro lato del letto, più lontano che poteva dal coltello.
– Smetti di fare la scema, mi stai facendo arrabbiare.
– Io faccio arrabbiare te? E tu? Che appena puoi scappi da me come se avessi la lebbra?
– Questo non è vero. Oh, smetti con questa scenata! Ti giuro che voglio una storia seria con te!- mentì Marco, magari serviva a qualcosa.
– Non dire bugie! Non ti tireranno fuori da questo guaio- sussurrò, avvicinando il coltellaccio al viso di Marco.
Da quel momento iniziò ad avere paura sul serio. Quella pazza voleva davvero fargli del male.
Cercò di allontanarsi ancora, ma lei lo afferrò prima che potesse farlo. Si divincolò, ma non serviva a nulla. Elisa abbassò il coltello sui suoi addominali, toccandovi la punta.
La situazione stava davvero degenerando. La paura si impossessò di Marco, e il cuore iniziò a battergli forte e veloce nel petto, voleva solo che tutto finisse per il meglio. Poi, non avrebbe più fatto cavolate in amore, giurò. Gli bastava uscire illeso da lì.
Il coltello di Elisa spingeva sulla pelle, faceva male, così alzò lo sguardo e vide il viso contratto di lei, sudata, con gli occhi luminosi, felici, come non lo era mai stata.
La paura aumentò, era così spaventato che stava per farsela addosso.
Era stato guardando i suoi occhi che aveva capito. Non si trattava di uscire di lì illesi, ma di uscirne vivi. Urlò con tutto il fiato che aveva in gola, ma la baita era isolata, non c’era possibilità che qualcuno sentisse.
– Se stai calmo farà meno male- gli raccomandò Elisa.
– Ti giuro che non fuggirò mai più, staremo sempre insieme, se non lo fai.
– Sai meglio di me che non è vero.
– Ti prego!
Lei rise e spinse più forte, facendo uscire dalla sua pelle un rivolo di sangue rosso.
– Non uccidermi, ti prego!- la implorò.
Non rispose e continuò nel suo lavoro di taglio. Il dolore era insopportabile. Le lacrime rigarono il volto di Marco.
– Non uccidermi! Abbi pietà di me!- piagnucolò.
– Sta zitto!- gli ordinò, dando un colpo di coltello violento che gli procurò una fitta acuta.
Ormai il sangue scorreva fuori dal suo corpo, sporcando le mani di Elisa e il copriletto. Lei se ne cospargeva e rideva, ed era una risata divertita, come non se n’erano mai sentite.
Strillò. Un urlo disperato, quasi un appiglio a quella vita che stava per perdere.
Un urlo che squarciò il cielo nero e che viaggiò per la montagna.
Un urlo che invocava aiuto, quasi un’ultima speranza di una vita ormai spacciata, purtroppo celato dagli alberi, i prati, le rocce.

OMICIDIO-SUICIDIO?
Lunedì 20 agosto, in un giorno di lavoro come tanti, la signora Yulia Lavrenova, donna della pulizie in una baita utilizzata come casa vacanze, ha fatto un’orripilante scoperta.
In una camera da letto dell’isolata baita di montagna, vi era steso il corpo senza vita del giovane figlio del proprietario.
Il ragazzo, Marco Mallini, 22 anni, era sparito da casa dalla notte del quattordici agosto. La denuncia della sua scomparsa era stata fatta, ma la preoccupazione dei genitori era minima.
“Sono entrata nella baita, per le solite pulizie settimanali, e mi sono accorta che dal piano di sopra veniva un strano odore. Sono salita per controllare le camere e l’ho visto” ha raccontato Yulia Lavrenova “Era steso sul letto, squarciato, non si poteva guardare, era davvero orribile!”.
Il cadavere è stato ritrovato barbaramente squartato e aperto, con gli organi fuori dalle loro cavità.
“Parte dell’intestino tenue era attorcigliato alle braccia” ha dichiarato il commissario che conduce le indagini “e metà del cuore in bocca, per non parlare di tutti gli altri organi finemente tritati e sparsi sul letto. Deve essere stata l’opera di un pazzo”.
La violenza dell’omicidio lascia perplessi, ma non è l’unica incognita. Poco lontano dalla baita, infatti, è stato ritrovato un altro cadavere, questa volta di una ragazza seminuda, riconosciuta come Elisa Rossi, 20 anni, amica di Marco Mallini e sparita da casa anch’essa dal quattordici agosto.
La giovane, ritrovata su un masso in riva al fiume, aveva conficcato in petto un coltello da cucina, che la scientifica sta analizzando per capire se è lo stesso usato per l’omicidio di Marco Mallini. Le mani del cadavere erano insanguinate di quello, che è stato riscontrato essere il sangue dell’amico Marco.
Pare che Elisa Rossi si sia suicidata, forse in seguito ad aver compiuto l’omicidio di Marco Mallini.
Ma l’inchiesta resta aperta: si aspetta di analizzare la scena dei delitti per far luce sulla bizzarra vicenda.

 

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2 commenti

  1. Direi che lo hai inserito bene nei racconti neri, non saprei con quale altro colore identificarlo.
    Molta chimica, amore a senso unico e buona dose di follia hanno portato ad una morte atroce due giovani.
    Scorre bene, brava.
    Sandra

  2. A me vengonoi brividi…
    leggendo questo racconto…
    so che l’amore deluso fa brutti scherzi…
    brrrrrrrr

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