Il tempo che parla
Lo so,
non si capisce.
Le labbra tacciono,
la mente cerca,
il cuore rimane sospeso.
Sospeso da che?
Dal tempo passato
e non ricordato.
Ti sbagli…,
ho risposto,
cantando il silenzio
che tu,
hai male interpretato.
di SANDRA CARRESI · 02/11/2008
Lo so,
non si capisce.
Le labbra tacciono,
la mente cerca,
il cuore rimane sospeso.
Sospeso da che?
Dal tempo passato
e non ricordato.
Ti sbagli…,
ho risposto,
cantando il silenzio
che tu,
hai male interpretato.
…a volte i silenzi parlano più delle parole…
non sempre siamo capaci di interpretare i silenzi altrui, che non è detto siano frutto di avversione, di dimenticanze, di scontrosità…
forse sono solo il rifugio personale di momenti di ripensamento.
una bella lirica, che si offre alla riflessione.
ciao
anna
il silezio è meditazione, è forza è un dono
bella riflessione
Odio i momenti di silenzio! Ho sposato un uomo che é un mago in questo… io riesco di rado a tacere.
Brava, la tua poesia mi piace tanto.
tilly
E’ difficile parlare del… silenzio.
Ma tu Sandra, hai reso molto bene l’idea.
Certo è un argomento complicato quello del silenzio e la tua poesia offre notevoli spunti di riflessione.
In ogni caso mi è piaciuta molto.
Ciao. QS-TANZ.
Grazie Anna, Chiara e Tilly.
Per quanto mi concerne penso che il silenzio può dare adito a diverse interpretazioni, per cui rimane sempre un sospiro sospeso, proprio come un punto interrogativo, mentre le parole, possono dare gioia o dolore, ma hanno un senso e rimarranno per sempre scolpite a conferma di una risposta, D’altra parte, é anche vero che molto spesso si dicono parole, magari in momenti di rabbia, che non pensiamo ed allora sarebbe meglio tacere. Credo che la cosa migliore, forse, sarebbe usare la parola, dopo la riflessione.
Ma non so…
Ciao a tutti.
Sandra
Grazie anche a te QS-TANZ. Si é vero, il silenzio é complicato, forse per interpretarlo meglio un valido aiuto lo potrebbero dare gli occhi della persona che tace, loro forse potrebbero sostituire le parole, chissà..
CIAO.
Sandra
Secondo me il cuore è sospeso dalla facoltà di percepire la realtà, il presente, con una sbirciatina sul futuro. Complimenti…
Ci vuole coraggio a stare in silenzio e a rispettare il silenzio dell’altro… a volte si ha bisogno delle parole per non ascoltare il rumore assordante del silenzio… che parla. C’è bisogno di silenzio, c’è bisogno di ascoltarsi e di ascoltare, senza avere paura, ma è la prova più difficile… rispettare il silenzio perchè con il silenzio ci si ascolta! Dopo il silenzio… uno sguardo o un abbraccio che vale più di mille parole…!
il mio silenzio è il grido della mia anima, nel mio silenzio parlano i miei sguardi, i miei gesti ….
il miglior silenzio lo raggiungiamo con la persona amata
Grazie Laerte per la lettura ed il commento.
X Verde 16
Grazie anche te. Lo sguardo e l’abbraccio sono sicuramente un linguaggio autorevole.
Un saluto.
Sandra
x piccolo fiore
Anche la tua versione del silenzio é una grande verità, c’é anche un’altra storia di pensiero che recita: le parole non dette non esistono.
Grazie anche a te .
sandra
silenzio uguale a riflessione, a mio parere si parla molto e si ascolta poco, soprattutto quello che ci arriva da dentro.
mi piace, edo
X Edoardo
Condivido anche la tua versione, grazie della lettura.
sandra
E’ difficile cantare il silenzio, e può solo essere male interpretato.
E’ difficile cantare la riflessione, non è una emozione, ma uno stato d’animo. Difficile è capire l’uomo… o la donna.
Difficile è entrare nell’altrui stanza dell’ultimo piano.
X Sergio
Si é difficile perché niente é scontato o prevedibile, quando si tratta dell’essere umano; nell’altrui stanza dell’ultimo piano poi, direi che é quasi impossibile entrarci, a meno che…, la finestra sia lasciata aperta e, forse solo in quel caso i volatili possono sbirciare l’interno ed uscire portando con sé gli altrui segreti.
Grazie per la lettura.
Sandra
…stiamo parlando della comunicazione non verbale?
difficile, certo, capire ciò che un silenzio vuol comunicare.
non siamo abituati alla discreta riservatezza, alla capacità di cogliere il senso di uno sguardo, di un cenno, di un silenzio che urla il bisogno di rispetto.
troppo involgarita la comunicazione.
comunicare, comunicare, comunicare… parlare, parlare, parlare…
perchè?
per dare spesso e inutilmente aria ai denti?
per abbandonarci a soliloqui incompresi?
credo che sia meglio saper tacere, rispettare la necessità dell’altro di appellarsi alla sua privacy, pretendere che sia rispettata tale nostra e personale esigenza per avere il tempo di riflettere.
troppo spesso si parla senza pensare, senza rendersi conto del guaio causato da una parola di troppo.
non sono per la “comunicazione” ad oltranza, perchè c’è un limite segnato dall’incomprensione oltre cui non è possibile andare.
un discorso interrotto, forse, dopo un silenzio di valutazione, può essere ripreso, invece una parola di troppo può offendere irrimediabilmente e chiudere per sempre le porte a chi sta davanti, arroccato su idee inaccettabili.
…non so forse io penso così, perchè amo molto chi sa mettersi sulla mia lunghezza d’onda senza prevaricarmi…
ciao
anna