Osai una rosa di troppo
Ti basta una delle mie vite?
Prendila, se sai che puoi giocarci…
E sicuramente sai, donna,
sicuramente sai.
Ma un giorno morirò, sappi,
forse per un po’,
e allora preparati ad accogliere un dio.
Raramente ho permesso di concedermi,
mai d’entrare nel mio mondo.
Maledetto sarai, tu mio io
se cadrai in ginocchio ancora.
E smetti ti prego di implodere parole.
Un giorno realizzerai
che son più inutili della morte.
Percepisco una poesia “arrabbiata”, e può darsi, anche con giuste ragioni, però da parte mia, posso dirti che quando si ama, si deve anche rischiare, questo significa fare entrare l’altra persona nel nostro “io”, se poi, questa non é meritevole, beh, la sofferenza, carissimo, fa parte della vita e della crescita.
Per me, cinque stelle.
Sandra
“Triste bella ed arrabbiata” disse Sandra commentando la seconda poesia che pubblicai sul sito: si intitiolava “Un tempo che non passa” .
Ed aggiunse anche che avevo i miei motivi.
Pur trattando argomenti diversi ho notato molte visioni simili e la tua poesia mi è piaciuta proprio tanto.
Bravo!!
Un brava anche a Sandra che sa sempre cogliere le giuste sfumature .
Ciao. QS-TANZ.
Mi affascina quel verso iniziale
“Ti basta una delle mie vite?…”
Nella arrabbiatura che segue vedo la certezza che ce ne sono almeno altre sei di vite in cui tutto sarà possibile, anche il riscatto dalla impotenza e dalla delusione che il poeta subisce.
Mi piace questa tua poesia, perchè anch’io ho programmato tutte le altre vite che mi attendono, se mi attendono…
anna
5 stelle
Aggiungo che, come recita un vecchio detto, solo “chi arde non ardisce mentre chi ardisce non arde”.
Perciò la tua rosa non è stata sicuramente di troppo.
Nel rinnovarti anche le mie 5 stelle ti invio un caro saluto.
QS-TANZ.
Grazie mille per l’attenzione.
Un saluto, Lafcadio.