Fuga dall’inverno

Vento, neve, gelo
e la quercia se la ride.

Le ghiande torneranno
e il solletico non lo soffre più.

Ce la puoi fare anche tu
occhi di ghiaccio,
quest’inverno dura da stagioni:
almeno ora non è solo per te.

Ti senti forte, si vede,
ma ricorda che la quercia è vecchia.
I secoli,
il tronco,
gli strati,
la corteccia,
corteccia vera,
naturale,
non il tuo intonaco di smalto,
basta un ago di pino a scalfirlo.

Graffi,
ti faranno male,
occhi di cristallo.

Dolore senza parole,
abitudine perduta.
Lacrime dimenticate,
rumori soffusi,
sogni distratti.
Ecco che arriva il ricordo,
come una freccia.
Un fiotto di dolore.

Ma è tutto vero?

Sì.

Quelle parole che rileggi per caso
erano le sue
e lui non se ne è andato
resta con te,
mutato.

Sopportarlo
è peggio che piangerne la perdita.

Questo mi hai detto,
occhi di bugia,
ubriaco di pensieri

Forse hai ragione
in teoria,
ma prendi questo dono
usalo.

Cresci.
La realtà tornerà,
ti rincorrerà e
sempre
sempre sarà più veloce di te.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *