Un bravo maestro

Vago spesso nella memoria
rovistando tra i ricordi.
Scavo a fondo nella mia storia,
pochi i giorni balordi.

Vasti orizzonti mai sbiaditi,
dietro minuscoli particolari,
sono l’eco dei dolori subiti
o stille rapprese dei momenti più cari.

Scorrono, a ritroso, visioni sinuose:
nei boschi passeggiate avventurose,
le uscite in mare e mille gite,
scenari per lezioni di filosofia ardite.

Rivedo le scene, sento i rumori,
rivivo, compressi in un istante,
gli stati d’animo e gli umori.
Non trovo le tue parole nella mia mente.

Quelle parole feconde, come sementi
che spargevi qua e là, con mani sapienti,
nei punti fertili e con luna giusta,
sono diventate, oramai, una foresta.

Non hai trapiantato la tua sapienza,
o fatto talee con le tue idee.
Non hai composto, con parole colorate,
su di me, il mosaico della tua essenza.

Mi hai regalato la tua saggezza
in modo discreto e con leggerezza.
Eran chicchi e concime sotto la rugiada.
M’hai nutrito l’anima lasciandola brada.

Informazioni su Simone Rossetto

Sono nato e vivo a Padova, sono un perito chimico che lavora nel settore del monitoraggio ambientale e di processo. Specie nel ramo paterno, scorre una buona vena artistica che si manifesta però in maniera molto diversa nei vari parenti. Mio padre, per esempio, è uno scultore, io ho sempre avuto la passione per la musica, suono il pianoforte ed il sax. Non ho mai scritto molto e quel poco che ho tentato di scrivere non mi piaceva. Ultimamente è fiorito qualcosa in me (o sono io che ho allargato la tolleranza?), sembra quasi che da quando è morta mia nonna, che amava parlare in rima e si dilettava a creare storielle e canzonette, si sia trasferita in me questa sua natura, che non credo di aver posseduto in precedenza. Certo che se fosse, anche questo, un barlume di qualcosa di trascendentale, che potesse in qualche modo perpetuare qualche briciola della sua essenza attraverso me, anche se fosse solo un meccanismo del mio inconscio, mi sentirei in dovere di coltivarlo. Quindi con grande umiltà e con atteggiamento da messaggero sento in me la spinta ad avvicinarmi ad un mondo che fino ad ieri ritenevo irraggiungibile.
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9 commenti

  1. Sono sempre stata fortemente convinta che il mestiere del -genitore- sia un impegno gravoso e difficile, perchè lascia un’eredità che non è quantificabile, ma segna il carattere e spesso il destino di un figlio. Saper recepire poi, è un altro gradino importante di un figlio che poi, a sua volta, diventerà padre.
    Forse tutto poi è più semplice e vien da sè, ma sono certa che avere avuto nella vita -il bravo maestro- porterà buoni frutti.
    Sandra

  2. Questa poesia è molto bella, composta sostanziosa. Pur se sembra un messaggio mandato a qualcuno

  3. Gli esempi sono importanti.
    Molto del nostro modo di essere e di comportarci viene dall’imitazione.
    Molto si deve ai Buoni Maestri che diventano fari nel corso della crescita e del vivere.
    Parole vere e sentite.
    Bella la similitudine tra la pianticella e il contadino che la coltiva e il bimbo che cresce sulla scorta della guida sicura e del buon esempio paterno.
    Un modo per immedesimarsi nel compito di genitore che da adulti si è scelto di assumere.
    anna

  4. Un commento positivo di Maren, Simone devi esserne lusingato 🙂
    Scherzi a parte bravissimo. L’esempio trovo che sia fondamentale… come l’esempio che ogni giorno la nostra classe politica ci dà…

  5. Parole che scorrono dolci nel cuore, limpide e fresche… Davvero emozionante…

  6. Lasciamo perdere la politica almeno qui.
    Maren ha scritto quello che voleva scrivere.
    Sono rimasto colpito dalle rime, penso diano una spinta particolare.
    Bravo, complimenti.

  7. Simone Rossetto

    Siete sempre molto gentili ed attenti e vi ringrazio. Del resto il motivo che mi ha spinto principalmente a pubblicare in questo sito è proprio per vedere le vostre reazioni ed osservazioni essendo io molto insicuro per quanto concerne la scrittura. I vostri commenti sono sempre ben accetti anche se fossero critici, anzi, mi sarebbero ancora più utili. Per esempio non ho ancora capito se il fatto di fare le rime sia una cosa apprezzata o considerata banalizzante. Spesso vedo valutate le filastrocche (non in questo sito) come scrittura minore o addirittura vere e proprie fesserie da aborrire in un sito dedicato alla poesia. A me sembra che le opere di Gianni Rodari, giusto per fare un esempio, siano splendide… Ma non sono un intenditore. Questo scritto racconta esattamente quello che è stato l’insegnamento di mio padre e non potrei trovare modo migliore per descriverlo… era così e basta… sento di avere molto di lui dentro pur essendo di carattere completamente diverso…

  8. Che bella dichiarazione d’amore filiale! Ben scritta, densa ma scorrevole, fluida. Personalmente prediligo il verso libero e penso che la rima, se non la si padroneggia bene, possa rischiare di banalizzare un componimento, ma non è questo il caso.
    Bravo.

    Katia

  9. Molto bella… e consentimi di dire che in un certo senso “riconosco” la persona a cui è dedicata…

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