Mittente, il dolore… destinatario, un sogno

Caro Giacomo,
stamattina, appena sveglia, ho sentito cantare un passerotto. Mi sono alzata, ho aperto la finestra, e l’ho scacciato. Poi ho iniziato a piangere e sono tornata a letto.
Ti ricordi il giorno del nostro primo bacio? Io sì, come se fosse stato ieri. Ricordo il sole che splendeva sopra le nostre teste, ricordo te che mi sorridevi e ricordo quel passerotto che si era fermato in un ramo di quercia sopra di noi. Ti ricordi quando iniziasti a correre per cercare di prenderlo e farmelo vedere da vicino?
Mia madre verso le 10:30 è venuta a portarmi una tazza di caffelatte bollente e si è seduta nel letto accanto a me. L’ho mandata via, le ho detto che non volevo vedere nessuno, e lei mi ha accarezzato la guancia con gli occhi lucidi e mi ha lasciato sola in quella stanza buia e fredda a raccogliere i cocci del mio cuore.
Più tardi mi sono alzata e ho indossato la felpa rossa che mi donasti un anno fa. Dicevi che il rosso mi donava.
Sara è venuta a trovarmi. Non ho avuto il coraggio di mandarla via. Sapevo che soffriva per me, glielo leggevo negli occhi, ma questo non è servito a farmi sentire meno sola. Giacomo, sto malissimo, perché non sei qui?
Sono delusa. Avevamo così tanti progetti, tanti sogni. E così non faccio altro che ricordare, non faccio altro che far tornare alla memoria quei giorni passati insieme, per capire cosa c’era che non andava, perché è dovuto finire tutto così. Ho analizzato ogni telefonata, ogni sguardo, ogni litigata, ogni bacio. Che strano, quando eri vicino a me, tanti di questi episodi me li ero dimenticati, ed ora, invece, me li ritrovo tutti affollati nel cervello, tutti lì, pronti a farmi stare peggio. Non ce la faccio più, Gia’, ti odio tanto.
Non so se riesci a capire quanto veramente io sia delusa. Non mi avevi neanche mai detto “ti amo”. lo pensavi, lo so, e questo allora mi era sufficiente, ma ora che non ci sei più mi sembra tutto così triste, amaro, squallido.
Delusione, delusione, delusione. In momenti come questo non so se sia il sentimento “giusto” da provare. Forse, però, non mi importa veramente se sia giusto o no. Tu dicevi sempre che di cose giuste al mondo ce n’erano poche… come avevi ragione. Però, credo che sia un mio diritto ora sentirmi amareggiata, perché mi avevi fatto tante promesse, avevi alimentato tanti dei miei sogni, ed ora invece mi ritrovo immersa nel caos, senza niente d’importante cui fare riferimento. C’eri tu, di importante nella mia vita, e mi bastava, perché eri tutto: il mio ragazzo, il mio migliore amico, mio padre, il mio sogno, il mio tormento. Tutto girava intorno a te. Non ho parole per esprimere quanto ti odio, ma so che tu riuscirai a capirlo ugualmente, sei sempre stato bravo a leggermi nel cuore, e questo mi rendeva così felice.
Felice.
Potrò mai più essere felice? Quando ti ponevo una domanda difficile e per me mostruosamente complessa, tu, con calma e saggezza, trovavi sempre la soluzione al mio intricato quesito. Sembravi un tipo tanto razionale, freddo, e invece sapevi essere così allegro e spensierato, così vivo. Ti amavo Giacomo, ti amavo tanto, e scusami se neanche io non te l’ho mai detto, ma mi sembrava così evidente, lampante. Se c’è una cosa che ho imparato, ora, è non dare mai niente per scontato. Forse, se in certi momenti fossi stata più dolce e tenera saresti ancora con me. È stupido, lo so. Non ha senso che io pensi questo, ma non riesco a trovare alcun modo per sfogare la mia disperazione se non cercando soluzioni illogiche e stupide al motivo di questo mio gran dolore.
Dalla radio accesa arriva la nostra canzone. Sarebbe bello se anche tu, adesso, in questo momento, la stai ascoltando. Mi servirebbe a farmi sentire almeno per l’ultima volta vicino a te.
Invece non ci sei, Giacomo, vicino a me. O forse sono io che non me ne accorgo. Sara mi ha detto che se si è amato veramente una persona, questa è entrata nella tua anima, e non ne uscirà più. Questo, invece che farmi sentire meglio, mi ha spaventato a tal punto che mi sono chiusa a riccio e non parlo più con nessuno. Parlerei con te, ma questo mio desiderio mi fa sentire ancora peggio perché so che non mi è più possibile.
Questo pomeriggio c’ho provato. Sono venuta a trovarti. Nella foto eri così bello che mi sembrava che il cuore per qualche secondo avesse smesso di battere. I fiori erano freschi, probabilmente tua madre la mattina era venuta a farti visita. Ieri l’ho incontrata nella strada di fronte al bar che eravamo soliti frequentare. Ho fatto finta di non vederla, mi sono voltata dall’altra parte. Scusami Giacomo, ma non ce l’avrei fatta a rivedere i tuoi occhi.
Tirava tanto vento. Avevo un freddo tremendo, ma non me ne sono andata fino a che il cimitero è stato chiuso. Non so se mi hai sentito. Ti ho raccontato tutta la nostra storia, come se non la conoscessi anche tu. Poi mi sono messa a fare delle considerazioni sul perché dovesse essere finita così, e tu continuavi a sorridermi, e sorridevi, sorridevi, sorridevi, fino a che ho perso la pazienza e ti ho gridato tutto il mio odio per avermi lasciato sola al mondo. Poi mi sono calmata, ti ho guardato, e mi sembrava che mi parlassi. Mi sembrava che dicesti quelle famose parole che non ti avevo mai sentito dire, così ti ho sorriso anch’io, ho baciato il mio indice, l’ho posato su quel tuo fantastico sorriso, e senza voltarmi neanche una volta, sono tornata a casa.
È sera tardi, sono molto stanca, e non so perché sono qui a scriverti, visto che non potrai mai leggere le mie parole. Spero lo stesso che, ovunque tu sia, il mio messaggio ti arrivi chiaro. Ti ho amato tanto Giacomo, con tutto il cuore, e ti amo ancora, e ti prometto, che se un altro uomo entrerà nella mia vita, non lo sottoporrò mai a degli estenuanti paragoni con il tuo ricordo. Amerò lui come ho amato te, per le sue qualità e per i suoi difetti. Non vorrò mai più un ragazzo che assomigli a te, perché ho già avuto te, e non desidero delle tue copie, perché per me, tu, eri l’unico.
Ora ti dico buonanotte, perché veramente, non ce la faccio più, ho bisogno di riposare. Ti mando un bacio.

Con immenso affetto
dalla ragazza che ti ha amato
e ti amerà per sempre

Serena

 

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