Veli violati
Vaghi venti, verso levante
levano veli da virginei volti.
Soavi e vivaci avanzano
verso sogni d’amore inventati,
sognati… sognanti.
Ma a volte vaghi venti, verso levante
strappano veli da virginei volti.
Vergini avute, violate in notti d’inverno
da volti avvampati, visi violenti,
avide mani, violente, vigliacche,
violano vite, invasano corpi,
devastano visi, sovrastano volti.
I veli bagnati ai volti aderenti
non si levano più in voli soavi,
non volano, non vanno restano vaghi.
Ai corpi avvinghiati avvolgono unti i voli violati.
Viscide volontà avanzano vittoriose,
avidi avvoltoi di vite avute,
di volti violati, di veli bagnati,
di visi svuotati, di vuoti vissuti,
svuotati, avviliti.
Avidi avvoltoi avvolti da vanti d’avute vittorie,
prendono vite e vantano glorie!
E avanzano, avanzano… vigliacchi violenti
prendono corpi prendono e prendono e prendono…
Le allitterazioni e le onomatopee rendono il peso delle azioni, reiterate e violente.
Sembra impossibile uscirne, sembra un delitto essere donna.
Se tutto si riduce sempre e solo alla sessualità, non ci sarà mai via d’uscita.
Sembra davvero che non ci sia via d’uscita. Grazie Anna