La piazza metafisica
Accese oppur velate
da ombre o rai vermigli,
qual statue marmoree
dai volti alienanti,
rapiscono lo sguardo
le Muse inquietanti.
Del boscoso Parnaso
e del sacro Elicona
le vette han lasciato:
sulla rossa scacchiera
poggiano immobili
in una calda sera
tra alte ciminiere
d’imprese industriali
e il segno del potere
della nobile casata
che resse quella terra
dai ram del Po bagnata.
Mutato è il loro aspetto:
non più dolci fanciulle
maestre delle arti,
ma rigide colonne
private di sorriso
dalle calcaree gonne.
La piazza è un’illusione,
un tacito deserto,
un luogo senza tempo
avvolto nello strazio:
un torbido scenario,
metafisico spazio.
Ciao Andrea, la tua poesia mi ricorda un quadro di De Chirico, premio la tua originalità e fantasia.
Saluti EMA
Grazie EMA…hai colto nel segno, il riferimento è proprio al dipinto “Le Muse inquietanti” di De Chirico…le poesie che sto pubblicando adesso fanno parte di una raccolta che trae ispirazione dai capolavori dell’arte.
Parole colte e ricercate per commentare i celebri quadri che le ispirano.
anna
p.s.:
dai “ram” del Po bagnata > immagino che sia un errore di battitura…